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aprile 2008, h 14 Ritrovo a Milano MXP per check in e partenza per la
tanto attesa crociera in Arabia Saudita.
Come dice il Reste: “una settimana in comunità: No alcol (alcolici
vietati), no sesso (fidanzata a Milano)”.
Pablo rimedia all’astinenza da cubalibre con una stecca completa di
sigarette. Gli altri si rassegnano, sicuri che ne varrà davvero la pena.
La check dive a Danak conferma che i fondali dell’Arabia Saudita sono
integri come quelli di Sharm più di venti anni fa: Meravigliosi! Le
colonie di corallo sono rigogliose, fittissime e ospitano una varietà
incredibile di pesci di barriera. I bufalo fish, i napoleoni, le
tartarughe, gruppi di barracuda fanno compagnia ai sub durante le ultime
fasi dell’immersione, prima di risalire in barca soddisfatti.
A Sha’ab Ammar capiamo subito che ci sarà da divertirsi. La prima fase dell’immersione è dedicata alla ricerca dei martello. Si, perché pinna bianca e grigi sono incontri di routine. I veri protagonisti dell’Arabia sono proprio gli squali martello che sembrano aspettare i subacquei nel blu per avvicinarsi quando meno se lo aspettano. Per tutti noi è adrenalina pura mentre per il Reste è cagotto vero. Tipo gamberetto impaurito e indifeso, il Reste piano piano si avvicina alla sua compagna, la temeraria Olga sperando che il martello si allontani. Risuonano nella loro testa le parole di Massimo: se gli squali si avvicinano, non scappate pinneggiando come dei disperati. State fermi e tranquilli. Vedrete che se ne andranno piano piano.
Dopo una puntatina nel blu risaliamo lungo la parete e ci dedichiamo alla vita del reef. Lo sguardo nel blu non deve mancare mai perché c’è sempre la possibilità di vedere qualche squaletto anche a pochi metri di profondità, soprattutto se c’è un po’ di correntina.
A
rallegrare le nostre serate, le gag su Maurizio, il nostro Satiro
Burlone perennemente alla ricerca dell’assetto perfetto. Anche lui con
una pesata corretta, è stato svezzato e le immersioni in Arabia lo hanno
trasformato in un buon subacqueo. Dopo quattro immersioni al giorno
anche gli stacanovisti come il Gabo sono appagati e al termine di una
settimana in barca, anche i lavoratori incalliti sono riusciti a
staccare la spina e a godersi il mare senza le continue interruzioni del
cellulare.
A rendere più difficile il rientro, la sosta all’incantevole isola di
Abu Latt che ci conferma la bellezza di questo angolo del Mar Rosso
anche fuori dall’acqua. Degno finale di una così ricca esperienza il
saluto di uno squalo balena, riemerso poco distante dalla nostra barca
sulla via del rientro.