Rajastan INDIA

Rajastan INDIA

Il regno di Jodhpur fu governato dal potente clan rajput dei Rathor, i cui appartenenti fanno risalire le proprie origini a Rama, l'eroe del Ramayana e attraverso di lui a Surya, il dio Sole; le loro gesta sono inestricabilmente legate al Maestoso Forte, che domina la città cresciuta nei secoli ai suoi piedi e buona parte della regione circostante.
Se Jaipur è la città rosa, Jodhpur potrebbe essere definita la città blu, per la tipica colorazione azzurra delle sue case. Inizialmente il colore indicava le residenze dei brahmani, perchè molti secoli fa, secondo la tradizione, alcuni di loro dipinsero le loro case di questo colore dopo aver scoperto che teneva lontane le zanzare e poi l'usanza si diffuse. Oggi Jodhpur è la seconda città del Rajasthan, ma sotto molti punti di vista non è cambiata rispetto alla vecchia città fortificata sviluppatasi ai piedi del Forte di Meherangarh. Le sue mura quattrocentesche sono infatti intatte, intervallate da porte massicce e la città vecchia è un luogo incantato con stretti vicoli, splendide havelis, antiche e sfarzose dimore e medievali cisterne per l'acqua.
Alla fine del XV secolo, il clan rajput dei Rathor governava l'intera regione, il Marwar, di cui era allora capitale la città di Mandore. Entrati in conflitto con il maharaja del Mewar per il controllo di Chittorgarh, fortezza altamente strategica, riuscirono a sconfiggerlo nel 1459. Il sovrano, il Rao Jodha, forte della vittoria, abbandonò allora la vecchia capitale Mandore e costruì una nuova fortezza sui pendii rocciosi di quella che oggi è Jodhpur, a circa 8 Km di distanza. Secondo la leggenda, Jodha fu costretto ad allontanare dal luogo un sadhu eremita che lì soggiornava e questi maledì la discendenza del Rao. Sarebbe questa la causa delle periodiche gravi siccità che affliggono la città e la zona, che pur siede letteralmente su di una falda acquifera che mette in pericolo le fondamenta dei suoi edifici.
Si può passeggiare per Jodhpur partendo dalla vecchia Jai Pol, la Porta della Vittoria, passando dalla cisterna Jetha Bera del XV secolo e arrivare fino al Juni Dhanmandi, il Mercato delle granaglie. Le affollate botteghe del Sadar Bazar, nei pressi della Torre dell'Orologio, vendono il meglio dell’artigianato locale, che qui si specializza in pelletteria, stoffe e bracciali in vetro. Il Bazar stesso rappresenta perfettamente l'impianto urbanistico della città, ridisegnato nel tardo XIX secolo, miscuglio di princìpi architettonici moderni e tradizioni rajput. Interessanti edifici rappresentativi di questo stile sono i vecchi edifici pubblici della città, come la Stazione ferroviaria, la Corte Suprema o il vecchio ospedale.
Ma sull'intera città domina la straordinaria Fortezza Meherangarh, Forte Maestoso, arroccata su di un declivio roccioso alto 122 m. Dall'alto del Forte, si dice che nei giorni limpidi lo sguardo possa spaziare fino al Forte di Kumbhalgar, a 128 Km di distanza. La fortezza è decisamente imponente e con le sue mura e torri cilindriche aggettanti pare essere una cosa sola con la rupe sulla quale si innalza e alla quale si accede percorrendo una salita tortuosa oltrepassando sette porte fortificate.  
Oltrepassata la Dedh Kangra Pol, porta che ancora reca i segni delle cannonate lanciate dalle armate di Jaipur nel tentativo di conquistare la città nel 1807, si segue uno stretto tornante, voluto per ostacolare ulteriormente i possibili invasori. L'ultima delle porte è la Laha Pol, Porta di ferro, accanto alla quale sono scolpite - qui come in molte fortezze rajput - le impronte di piccole mani, una per ogni Rani, regine e dame di alto rango di Jodhpur sacrificatesi per onore nel Jauhaur. Sulle mura, che in alcuni punti raggiungono i 40 m di altezza, troneggia una batteria di possenti cannoni medievali. Il complesso dei palazzi interni, unico nel suo genere, contrasta per finezza e leggerezza con la massiccia imponenza delle mura difensive e del rilievo roccioso stesso, sviluppandosi attorno a un labirinto di cortili collegati tra loro, e alleggeriti da strutture e decorazioni a filigrana scolpita nell'arenaria. Gli edifici risalgono in parte alla fondazione della fortezza, ma nel corso dei secoli ne furono eretti altri dai vari maharaja che vi si succedettero e vi abitarono ininterrottamente fino ai giorni nostri e che dunque ristrutturarono spesso anche quelli già esistenti secondo le varie influenze stilistiche e architettoniche della loro epoca.
Appena entrati sulla destra si trova il trono in marmo bianco sul quale è stato incoronato ogni sovrano di Jodhpur a partire dal XV secolo. Gran parte delle è oggi adibita a museo, con interessantissime collezioni di portantine, palanchini da elefanti, arredi, armi, etc: quella conservata nel Maan Vilas, l'armeria, è una delle più ricche dell'India, nella quale spicca una spada damaschinata attribuita all'imperatore moghul Akbar. Eccellente anche la collezione di miniature rajasthane e moghul che adornano l'Umaid Vilas. Nel Phool mahal, Palazzo dei fiori, un tempo utilizzato come sala delle udienze private, sono invece conservati affreschi ottocenteschi che rappresentano i vari Ragas e Rasas del sistema musicale indiano, coi sentimenti che ne determinano le differenti tonalità, circondati dalle opulente decorazioni a stucco dorato e a vetrate colorate che caratterizzano gli interni dell'edificio.
Il Jhanki Mahal, o Palazzo degli sguardi, deriva il suo nome dalle splendide finestre a grata, le Jalis, e i suoi balconcini, jarokha, attraverso i quali le signore potevano osservare non viste il mondo circostante dallo Zenana, il complesso di edifici finemente decorati e riservati alle dame secondo la tradizione rajput, o assistere a spettacoli e performance musicali. I motivi con cui queste grate sono scolpite sono raffinatissimi e ne esistono oltre 250 diversi modelli all'interno del palazzo, ognuno identificato da un nome differente. Il Moti Mahal, Palazzo della Perla, è una sala del trono risalente al tardo XVI secolo e in seguito rimaneggiata e adornata con magnificenza da specchi, nicchie e dorature di ispirazione quasi barocca. Il trono ottagonale posto al fondo della sala, dal quale il maharaja si consultava coi suoi ministri, risale al XVII secolo.
Poco fuori dal forte, costruito su di una piccola altura che si affaccia su di uno specchio d'acqua, sorge il candido palazzo Jaswant Thada, magnifica stravaganza di fine Ottocento e cenotafio del grande raja Jaswant Singh II, dal quale si gode una bella vista d'insieme della fortezza.
Un bel modo per visitare la città vecchia potrebbe essere affittare una bicicletta e sfuggire così alle orde di rikshaw-wallah che si contendono i turisti alla stazione.


 

 

Pellegrini, maghi, danzatori, incantatori di serpenti. E poi chiromanti, giocolieri, fachiri, piazzisti di filtri d'amore e turisti. Un'umanità varia e colorata si incontra ogni anno, tra ottobre e novembre, a Pushkar, piccola città sul lago omonimo in Rajasthan nei pressi di Ajmer, ai bordi del deserto del Thar.
Pushkar, città santa per gli indù è da secoli meta di pellegrinaggio per i fedeli che pregano e fanno abluzione sui suoi tanti ghat. Dal 30 ottobre al 6 novembre la città diventa anche il palcoscenico dove si celebra la festa che accompagna una delle più grandi fiere di cammelli del mondo. Gli uomini si dedicano alla compravendita di cammelli, mucche, pecore e capre, mentre le donne vendono braccialetti, vestiti, ottoni e tessuti stampati sulle loro bancarelle.
Pushkar è una piccola città, i suoi templi sono bianco latte e i suoi ghat sono color azzurro cielo. Pushkar è diversa da qualunque altra città del Rajasthan, luogo magnetico e meta di pellegrinaggio indù, per spiegare la sua spiritualità non si può far altro che parlare dei numerosi templi, tra cui il più famoso è quello dedicato a Brahma. Oltre Sadar Bazaar le gradinate s’immergono nei ghat, intorno al lago ce ne sono 52, tra cui uno splendido dedicato a Gandhi e moltitudini di scimmie che si spostano tra i tetti dei palazzi. La filigrana dei balconi, i pali della luce sgangherati e all’estremità sud ovest il Parikrama Marg, il tempio jainista che inonda di musica e preghiere tutto intorno. I viottoli di terra si aggrovigliano tra le costruzioni incastrate e i colori vivaci delle insegne che si mescolano con il candore dei kurta, pigiami venduti lungo la strada. La strada principale è un unico lungo bazar con botteghe odorose di cuoio, donne che cicalano avvolte da splendidi Sari e baracchini che vendono ogni cosa: bizzarri strumenti musicali, vestiti tradizionali e tessuti hippy-chic, frittelle, aloo tikka e chapati. Numerosi ristoranti adagiati sui tetti delle case si contendono lo spettacolo del tramonto. Ma ciò che le parole evocano nella nostra immaginazione sono i gesti dei mercanti che attirano l’attenzione con gli odori d’incenso, braci, il canto di una preghiera e fiori per le offerte.

 

 

VISTI
Per l’ingresso in India è richiesto il visto consolare ottenibile direttamente sul sito del
Consolato indiano https://indianvisaonline.gov.in/evisa/tvoa.html al costo indicativo di 50 dollari

VACCINAZIONI
Nessuna vaccinazione è obbligatoria. Consigliamo di consultare il proprio medico o l'ufficio d'igiene sulla necessità di effettuare vaccinazioni o profilassi del caso. Il Rajastan in particolare è considerata una zona mediamente attrezzata e priva di rischi sanitari.

MEDICINE
Medicinali abituali d’uso corrente tipo pronto soccorso: disinfettanti intestinali, antidiarroici, fermenti lattici, aspirine, antidolorifici, antibiotici, cerotti, disinfettante, garze sterili, cerotti da sutura. Medicinali salvavita per uso personale.
Amuchina per detergersi le mani, repellenti per insetti, crema antistaminica, materiale per l’igiene personale (si consiglia un asciugamano personale), crema solare e burro cacao.

ABBIGLIAMENTO
Si consiglia un abbigliamento leggero e comodo: pantaloni di cotone, camicie e magliette (meglio con maniche lunghe), una felpa o un pullover (necessario per l'aria condizionata negli alberghi, in aeroporto e in bus durante i trasferimenti). Scarpe comode, sandali e ciabatte infradito. Servono calzini per entrare nei templi (dove è obbligatorio togliersi le scarpe). Quando si entra nei templi è necessario indossare abiti non troppo succinti ed evitare pantaloni corti. Si consiglia inoltre di portare: occhiali da sole, copricapo, un k-way.

COMUNICAZIONI
Il prefisso telefonico internazionale per l’India è 0091, più il prefisso urbano senza 0 seguito dal numero. Quello per l’Italia è 0039 più il prefisso urbano con lo 0 seguito dal numero. Negli alberghi è possibile telefonare direttamente o tramite operatore. In molte residenze oramai è presente un discreto wifi, utilizzabile in modo gratuito.

FUSO ORARIO
Ci sono 4 ore e mezzo di differenza tra l’Italia e l’India, che si riducono a 3 e mezzo quando in Italia è in vigore l’ora legale.

VALUTA
In India è in vigore la Rupia, 1 euro = 80 rupie al 10 ottobre 2019. E’ possibile prelevare moneta locale dai bancomat, accertandosi presso la propria banca che la tessera sia abilitata per utilizzo in India. Al vostro arrivo a Delhi il nostro staff vi agevolerà nel cambio della valuta.

LINGUA
La vostra guida locale parla italiano.

CLIMA
Elevata escursione termica tra giorno e notte con differenze fino a 10°-15° gradi. Il tasso di umidità è di solito molto basso. Generalmente in agosto il clima è caldo ma sopportabile in quanto sempre ventilato, il Rajastan non è toccato dalle piogge monsoniche che si verificano in tutto il resto dell’India, in quanto molto vicino a zone desertiche.

TRASFERIMENTI
Spostamenti effettuati a bordo di Pulmino Tempo Traveller, pulmino comodo da 12/16 posti con autista esperto. Le strade non sono sempre asfaltate. Ma in India la vita si svolge per strada, spostarsi quindi è sempre fonte di sorprese e incontri speciali. I tempi di percorrenza sono sempre molto indicativi, impossibile stabilirli con precisione in quanto soggetti a troppe variabili.

CUCINA E BEVANDE
Il cibo è quello tipico indiano, quindi speziato e a volte piccante, a base di riso e verdure, ma negli hotel la cena è servita prevalentemente a buffet, quindi potrete scegliere e assaggiare tranquillamente quello che più vi ispira.
Si consiglia di evitare di mangiare verdure crude e frutta non sbucciata. Bere solo acqua in bottiglie chiuse e non aggiungere ghiaccio nelle bevande

ACQUISTI
Fare shopping in India è una vera e propria arte, e anche un vero piacere. Intrattenetevi con i commercianti dei vari negozietti che affacciano sulle mille stradine, troverete vari oggetti, vasellame, borse, dipinti, miniature e tessuti per tutti i gusti. Contrattare è d’obbligo.

VOLTAGGIO
Sempre 220-230V, le prese sono triangolari con la terra nel vertice alto, comunque compatibili con le nostre spine a 2 poli.

FOTOGRAFIA E VIDEO
Consigliato rifornirsi in Italia di tutto il materiale occorrente: pile, flash, schede di memoria non sono sempre facilmente reperibili.
In genere nei templi e monumenti non è richiesto ancora il pagamento per la macchina fotografica, mentre per la videocamera il costo varia da INR 200 -300, circa 4 euro.

MANCE e CASSA COMUNE
Le piccole mance al personale degli hotel, alle guide dei monumenti ecc verranno gestite con una piccola cassa comune raccolta dal tour leader a inizio viaggio. A fine tour invece si lascerà una mancia ad autista e guida, il cui importo è proporzionale agli stipendi percepiti in India ed alla qualità del servizio prestato. Consigliamo una quota di 40 / 50 euro, sempre in base alla propria soddisfazione.

 

 

Partenza -

Destinazioni Terra Ferma

Destinazione Partenza Durata Prezzo Dispo
LADAK sul tetto del mondo 15 - 28 giugno - 3.980 € Alta
Destinazione Partenza Durata Prezzo Dispo
SVALBARD oltre l'80 parallelo 4 - 14 giugno - 6.090 € Alta
Destinazione Partenza Durata Prezzo Dispo
salam ERITREA 25 apr. - 7 mag. 10 2.520 € Alta
Destinazione Partenza Durata Prezzo Dispo
ARGENTINA magica Puna 5 - 23 agosto - in fase di definizione Alta
Destinazione Partenza Durata Prezzo Dispo
MAURITANIA Sud 26 dic. - 7 gen. - 3.490 € Alta
Destinazione Partenza Durata Prezzo Dispo
SOCOTRA TREK sull'isola sospesa dal 18 al 27 marzo - 3.425 € Alta
Destinazione Partenza Durata Prezzo Dispo
ANTARTIDE oltre il Polo 18 mar. - 4 apr - 10.940 € Alta

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