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Rajasthan INDIA

Rajasthan INDIA

Pochi sanno che Jaipur non è sempre stata rosa. Quel colore tra il torba e il confetto, diventato presto il simbolo della città indiana, è stata un’invenzione di neanche centocinquanta anni fa (comunque recente se si considera la storia millenaria di Jaipur). Nel 1876, in occasione della visita in città del Principe di Galles, futuro Edoardo VII, il Maharaja Ram Singh decise di organizzare, per mostrare la città all’illustre ospite, un enorme e sfarzosissimo corteo. Durante l’organizzazione della visita si ebbe che il riflesso della luce sul bianco dei palazzi del centro (ebbene sì, Jaipur era bianca!) potesse accecare i regali occhi del principe, abituati più alla foschia delle Highlands scozzesi che al forte riverbero del sole indiano di mezzogiorno. La soluzione parve ovvia. È così che nasce il mito della “Pink City”.
Il periodo migliore per vedere Jaipur è la primavera (marzo/aprile/maggio) prima dell’inizio dei monsoni, o l’inizio autunno (settembre/ottobre), quando le giornate sono relativamente lunghe, le temperature moderate e le precipitazioni basse. Un altro bel periodo per visitare la città è quello della Polo Season, manifestazione di grande richiamo internazionale durante la quale la città si anima con eventi e feste (molte delle quali private ma molto cool); di solito ciò avviene tra Gennaio e Febbraio o anche a cavallo del capodanno, a seconda degli anni.
Kanak Vrindavan Gardens e Kanak Mahal (Amer road, Jaipur)
Complesso con tempio e giardini sulla via per l’Amber Fort sulle rive del Man Sagar Lake. I giardini in sé sono molto belli ma non più di tanti presenti in Rajasthan; tuttavia, essendo relativamente sconosciuti, sono molto tranquilli ed il posto ideale dove rilassarsi un’oretta. Sul lato del tempio che guarda il lago si trova un passaggio coperto dove vivono intere famiglie. Avventurarsi all’interno può aiutare a comprendere gli usi e costumi della gente comune del Rajasthan.
Panna Meena ka Kund (Amer road, Jaipur)
Questo luogo surreale, conosciuto ma ancora fuori dalle principali rotte turistiche di massa, è assolutamente da visitare. Composto da una enorme pozza d’acqua con attorno pareti piene di scale a zig zag, fa quasi venire il mal di testa. Costruito come luogo di incontro per gli abitanti della zona e come rifornimento d’acqua, una leggenda locale dice che sia impossibile usare le stesse scale per scendere e per risalire.
Amber Fort e Jal Mahal (Amer, Jaipur)
Queste sono due attrazioni che non possono mancare nella visita di Jaipur. L’Amber Fort è enorme; si arriva in macchina e poi si fa una lunga salita a piedi o a dorso di elefante. Prima di andare all’Amber Fort fermatevi davanti al Jal Mahal, palazzo sospeso sulle acque del lago Man Sagar.
Galta (Galta Ji, Jaipur)
Galta, anche detto ‘tempio delle scimmie’ è uno dei luoghi più sacri agli Hindu di tutta Jaipur. La magnificente architettura è deliziosamente fanè, ed il tempio, arroccato su una montagna con varie vasche confluenti dove gli indiani fanno il bagno, è letteralmente costellato da scimmie. Prendetevi un pomeriggio intero e fate tutta la salita (dura ma soddisfacente all’arrivo) fino al Tempio Surya Mandir (Tempio del Sole Nascente), da cui si gode la vista indiscutibilmente migliore sulla città. Sarete, nella salita, accompagnati da una miriade di scimmie e troverete seminate per la collina capanne dove vivono baba (santoni) che vi daranno preziosi insegnamenti sulla vita. Solo per Galta e le sue sensazioni varrebbe la pena di venire fino in India!
Mercati del centro
Una mattina svegliatevi all’alba ed andate in centro città. Tutto sarà ancora chiuso (botteghe, negozi, ristoranti) e le vie senza traffico e silenziose, ma da dietro portali e cortili sentirete provenire rumori e confusione: questi sono i mercati di Jaipur e nessuno può dire di avere visitato questa città senza essere stato in uno di essi! Vi consigliamo di entrare dal Sanganeri Gate e in una via subito a destra si apre uno slargo con un bellissimo e grande mercato.
Raj Mandir Cinema (C-16, Bhagwan Das Road, Panch Batti, Jaipur)
Esperienza da provare assolutamente: uno dei cinema più antichi di tutta l’India. Film rigorosamente in hindi, ma non preoccupatevi, qua lo spettacolo non è il film ma gli spettatori, coi loro versi e sussulti ad ogni evento saliente del film. That’s India!.   

 

 

Il regno di Jodhpur fu governato dal potente clan rajput dei Rathor, i cui appartenenti fanno risalire le proprie origini a Rama, l'eroe del Ramayana e attraverso di lui a Surya, il dio Sole; le loro gesta sono inestricabilmente legate al Maestoso Forte, che domina la città cresciuta nei secoli ai suoi piedi e buona parte della regione circostante.
Se Jaipur è la città rosa, Jodhpur potrebbe essere definita la città blu, per la tipica colorazione azzurra delle sue case. Inizialmente il colore indicava le residenze dei brahmani, perchè molti secoli fa, secondo la tradizione, alcuni di loro dipinsero le loro case di questo colore dopo aver scoperto che teneva lontane le zanzare e poi l'usanza si diffuse. Oggi Jodhpur è la seconda città del Rajasthan, ma sotto molti punti di vista non è cambiata rispetto alla vecchia città fortificata sviluppatasi ai piedi del Forte di Meherangarh. Le sue mura quattrocentesche sono infatti intatte, intervallate da porte massicce e la città vecchia è un luogo incantato con stretti vicoli, splendide havelis, antiche e sfarzose dimore e medievali cisterne per l'acqua.
Alla fine del XV secolo, il clan rajput dei Rathor governava l'intera regione, il Marwar, di cui era allora capitale la città di Mandore. Entrati in conflitto con il maharaja del Mewar per il controllo di Chittorgarh, fortezza altamente strategica, riuscirono a sconfiggerlo nel 1459. Il sovrano, il Rao Jodha, forte della vittoria, abbandonò allora la vecchia capitale Mandore e costruì una nuova fortezza sui pendii rocciosi di quella che oggi è Jodhpur, a circa 8 Km di distanza. Secondo la leggenda, Jodha fu costretto ad allontanare dal luogo un sadhu eremita che lì soggiornava e questi maledì la discendenza del Rao. Sarebbe questa la causa delle periodiche gravi siccità che affliggono la città e la zona, che pur siede letteralmente su di una falda acquifera che mette in pericolo le fondamenta dei suoi edifici.
Si può passeggiare per Jodhpur partendo dalla vecchia Jai Pol, la Porta della Vittoria, passando dalla cisterna Jetha Bera del XV secolo e arrivare fino al Juni Dhanmandi, il Mercato delle granaglie. Le affollate botteghe del Sadar Bazar, nei pressi della Torre dell'Orologio, vendono il meglio dell’artigianato locale, che qui si specializza in pelletteria, stoffe e bracciali in vetro. Il Bazar stesso rappresenta perfettamente l'impianto urbanistico della città, ridisegnato nel tardo XIX secolo, miscuglio di princìpi architettonici moderni e tradizioni rajput. Interessanti edifici rappresentativi di questo stile sono i vecchi edifici pubblici della città, come la Stazione ferroviaria, la Corte Suprema o il vecchio ospedale.
Ma sull'intera città domina la straordinaria Fortezza Meherangarh, Forte Maestoso, arroccata su di un declivio roccioso alto 122 m. Dall'alto del Forte, si dice che nei giorni limpidi lo sguardo possa spaziare fino al Forte di Kumbhalgar, a 128 Km di distanza. La fortezza è decisamente imponente e con le sue mura e torri cilindriche aggettanti pare essere una cosa sola con la rupe sulla quale si innalza e alla quale si accede percorrendo una salita tortuosa oltrepassando sette porte fortificate.  
Oltrepassata la Dedh Kangra Pol, porta che ancora reca i segni delle cannonate lanciate dalle armate di Jaipur nel tentativo di conquistare la città nel 1807, si segue uno stretto tornante, voluto per ostacolare ulteriormente i possibili invasori. L'ultima delle porte è la Laha Pol, Porta di ferro, accanto alla quale sono scolpite - qui come in molte fortezze rajput - le impronte di piccole mani, una per ogni Rani, regine e dame di alto rango di Jodhpur sacrificatesi per onore nel Jauhaur. Sulle mura, che in alcuni punti raggiungono i 40 m di altezza, troneggia una batteria di possenti cannoni medievali. Il complesso dei palazzi interni, unico nel suo genere, contrasta per finezza e leggerezza con la massiccia imponenza delle mura difensive e del rilievo roccioso stesso, sviluppandosi attorno a un labirinto di cortili collegati tra loro, e alleggeriti da strutture e decorazioni a filigrana scolpita nell'arenaria. Gli edifici risalgono in parte alla fondazione della fortezza, ma nel corso dei secoli ne furono eretti altri dai vari maharaja che vi si succedettero e vi abitarono ininterrottamente fino ai giorni nostri e che dunque ristrutturarono spesso anche quelli già esistenti secondo le varie influenze stilistiche e architettoniche della loro epoca.
Appena entrati sulla destra si trova il trono in marmo bianco sul quale è stato incoronato ogni sovrano di Jodhpur a partire dal XV secolo. Gran parte delle è oggi adibita a museo, con interessantissime collezioni di portantine, palanchini da elefanti, arredi, armi, etc: quella conservata nel Maan Vilas, l'armeria, è una delle più ricche dell'India, nella quale spicca una spada damaschinata attribuita all'imperatore moghul Akbar. Eccellente anche la collezione di miniature rajasthane e moghul che adornano l'Umaid Vilas. Nel Phool mahal, Palazzo dei fiori, un tempo utilizzato come sala delle udienze private, sono invece conservati affreschi ottocenteschi che rappresentano i vari Ragas e Rasas del sistema musicale indiano, coi sentimenti che ne determinano le differenti tonalità, circondati dalle opulente decorazioni a stucco dorato e a vetrate colorate che caratterizzano gli interni dell'edificio.
Il Jhanki Mahal, o Palazzo degli sguardi, deriva il suo nome dalle splendide finestre a grata, le Jalis, e i suoi balconcini, jarokha, attraverso i quali le signore potevano osservare non viste il mondo circostante dallo Zenana, il complesso di edifici finemente decorati e riservati alle dame secondo la tradizione rajput, o assistere a spettacoli e performance musicali. I motivi con cui queste grate sono scolpite sono raffinatissimi e ne esistono oltre 250 diversi modelli all'interno del palazzo, ognuno identificato da un nome differente. Il Moti Mahal, Palazzo della Perla, è una sala del trono risalente al tardo XVI secolo e in seguito rimaneggiata e adornata con magnificenza da specchi, nicchie e dorature di ispirazione quasi barocca. Il trono ottagonale posto al fondo della sala, dal quale il maharaja si consultava coi suoi ministri, risale al XVII secolo.
Poco fuori dal forte, costruito su di una piccola altura che si affaccia su di uno specchio d'acqua, sorge il candido palazzo Jaswant Thada, magnifica stravaganza di fine Ottocento e cenotafio del grande raja Jaswant Singh II, dal quale si gode una bella vista d'insieme della fortezza.
Un bel modo per visitare la città vecchia potrebbe essere affittare una bicicletta e sfuggire così alle orde di rikshaw-wallah che si contendono i turisti alla stazione.


 

 

Pellegrini, maghi, danzatori, incantatori di serpenti. E poi chiromanti, giocolieri, fachiri, piazzisti di filtri d'amore e turisti. Un'umanità varia e colorata si incontra ogni anno, tra ottobre e novembre, a Pushkar, piccola città sul lago omonimo in Rajasthan nei pressi di Ajmer, ai bordi del deserto del Thar.
Pushkar, città santa per gli indù è da secoli meta di pellegrinaggio per i fedeli che pregano e fanno abluzione sui suoi tanti ghat. Dal 30 ottobre al 6 novembre la città diventa anche il palcoscenico dove si celebra la festa che accompagna una delle più grandi fiere di cammelli del mondo. Gli uomini si dedicano alla compravendita di cammelli, mucche, pecore e capre, mentre le donne vendono braccialetti, vestiti, ottoni e tessuti stampati sulle loro bancarelle.
Pushkar è una piccola città, i suoi templi sono bianco latte e i suoi ghat sono color azzurro cielo. Pushkar è diversa da qualunque altra città del Rajasthan, luogo magnetico e meta di pellegrinaggio indù, per spiegare la sua spiritualità non si può far altro che parlare dei numerosi templi, tra cui il più famoso è quello dedicato a Brahma. Oltre Sadar Bazaar le gradinate s’immergono nei ghat, intorno al lago ce ne sono 52, tra cui uno splendido dedicato a Gandhi e moltitudini di scimmie che si spostano tra i tetti dei palazzi. La filigrana dei balconi, i pali della luce sgangherati e all’estremità sud ovest il Parikrama Marg, il tempio jainista che inonda di musica e preghiere tutto intorno. I viottoli di terra si aggrovigliano tra le costruzioni incastrate e i colori vivaci delle insegne che si mescolano con il candore dei kurta, pigiami venduti lungo la strada. La strada principale è un unico lungo bazar con botteghe odorose di cuoio, donne che cicalano avvolte da splendidi Sari e baracchini che vendono ogni cosa: bizzarri strumenti musicali, vestiti tradizionali e tessuti hippy-chic, frittelle, aloo tikka e chapati. Numerosi ristoranti adagiati sui tetti delle case si contendono lo spettacolo del tramonto. Ma ciò che le parole evocano nella nostra immaginazione sono i gesti dei mercanti che attirano l’attenzione con gli odori d’incenso, braci, il canto di una preghiera e fiori per le offerte.

 

 

È proprio qui che i Mughal costruirono i loro più bei monumenti. Agra fu una delle capitali del loro vasto impero ed ogni sovrano cercò di lasciarvi l'impronta del proprio passaggio.
La méta principale e simbolo dell'arte mughal è senza dubbio il Taj Mahal, questo mausoleo fatto costruire dall'imperatore Shahjahan alla morte dell'amata moglie che lo aveva seguito nelle campagne militari e gli aveva dato 14 figli.
Altro mausoleo della città, più piccolo e discreto è quello fatto erigere da Nur Jahan, poetessa persiana, per il padre Itimad Ud Daulah, primo ministro durante l'impero di Jahanghir, l'altra visita da non perdere è quella al forte di Akbar, impreziosito dagli intarsi di corniola e lapislazzuli che creano deliziose oasi candide nell'arenaria rossa.
Taj Mahal
Il Taj Mahal, descritto come il più stravagante monumento mai costruito per amore, è diventato, di fatto, l'emblema dell'India. Questo emozionante mausoleo moghul fu costruito dall'imperatore Shah Jahan in memoria della sua seconda moglie Mumtaz Mahal, la cui morte per parto nel 1631 lo aveva lasciato talmente addolorato che, secondo quanto si narra, i suoi capelli imbiancarono dalla sera al mattino. La costruzione del Taj ebbe inizio quello stesso anno e fu completato soltanto nel 1653. Il Taj è di una grazia sorprendente visto da qualunque angolazione, ma la cosa più strabiliante sono i dettagli.
Pietre semipreziose sono intarsiate nel marmo, formando splendidi disegni. La precisione e la cura adoperate nel progetto e nella costruzione del monumento sono altrettanto emozionanti se lo si ammira dall'altra sponda del fiume o da mezzo metro di distanza.
Forte di Agra
L'altra principale attrattiva della città è l'imponente Forte Agra in arenaria rossa, anch'esso in riva al fiume Yamuna. Le colossali doppie mura del forte auricolare si innalzano per oltre 20 m d'altezza e misurano 2,5 km di circonferenza. Sono circondate da un fetido fossato e all'interno vi si trova un labirinto di superbi saloni, moschee, camere e giardini che formano una piccola città nella città.
Purtroppo non tutti gli edifici sono aperti ai visitatori e tra questi la Moschea Perla, in marmo bianco, considerata da alcuni la più bella moschea indiana.
Itimad-Ud-Daulah
l'Itimad-ud-daulah, di cui molti elementi decorativi furono usati per la costruzione del Taj Mahal è una tomba fatta costruire da Jehangir per Gyas Begh, un dignitario della corte di Akbar per sua moglie. Durante il regno di Jehangir quest'uomo fu nominato ministro e gli fu dato l'appellativo di Itimad-ud-Dhaulah 'Pilastro del Governo'.  Il monumento è decorato in maniera molto raffinata, con marmi, decorazioni e pietre preziose
Sikandra
Il Mausoleo di Akbar a Sikandra in cui convivono motivi islamici, hindu, buddhisti, giaini e cristiani, in perfetto accordo con la filosofia religiosa sincretica che Akbar tentò di sviluppare. A pochi km da Agra verso Mathura o Delhi si trova la tomba di Akbar, il terzo monumento musulmano dell'India in ordine di importanza dopo il Taj Mahal e la tomba di Humayun a Delhi. Akbar morì durante la costruzione della tomba ed il figlio Jehangir completò l'opera nel 1613. La tomba sorge all'interno di un giardino racchiuso da alte mura. Su ogni lato si apre un ingresso ad arco, in arenaria rossa intarsiata in marmo bianco.

 

 

VISTI Per l’ingresso in India è richiesto il visto consolare ottenibile direttamente sul sito del Consolato indiano https://indianvisaonline.gov.in/evisa/tvoa.html

VACCINAZIONI Nessuna vaccinazione è obbligatoria. Consigliamo di consultare il proprio medico o l'ufficio d'igiene sulla necessità di effettuare vaccinazioni o profilassi del caso.  E’ comunque opportuno controllare per tempo se è stata acquisita una corretta immunizzazione contro epatite, tifo e tetano.

MEDICINE Medicinali abituali d’uso corrente tipo pronto soccorso: disinfettanti intestinali, antidiarroici, fermenti lattici, aspirine, antidolorifici, antibiotici, cerotti, disinfettante, garze sterili, cerotti da sutura. Medicinali salvavita per uso personale.
Amuchina per detergersi le mani (salviettine o liquida), repellenti per insetti, crema antistaminica, materiale per l’igiene personale (si consiglia un asciugamano personale), crema solare e burro cacao.

ABBIGLIAMENTO Si consiglia un abbigliamento leggero e comodo: pantaloni di cotone, camicie e magliette (meglio con maniche lunghe), una felpa o un pullover (necessario per l'aria condizionata negli alberghi, in aeroporto e in bus durante i trasferimenti; gli indiani la usano in modo sconsiderato). Scarpe comode, sandali e ciabatte infradito. Servono calzini per entrare nei templi (dove è obbligatorio togliersi le scarpe). Quando si entra nei templi è necessario indossare abiti non troppo succinti ed evitare pantaloni corti.  Si consiglia inoltre di portare: occhiali da sole, copricapo, un k-way (per eventuali improvvisi acquazzoni).

COMUNICAZIONI Il prefisso telefonico internazionale per l’India è 0091, più il prefisso urbano senza 0 seguito dal numero. Quello per l’Italia è 0039 più il prefisso urbano con lo 0 seguito dal numero. Negli alberghi è possibile telefonare direttamente o tramite operatore.  E’ più conveniente fare le telefonate dagli uffici privati presenti ovunque che espongono l’insegna STD-ISD a prezzi decisamente inferiori.
E’ consigliabile acquistare una scheda Sim direttamente in India con tariffe più convenienti degli operatori telefonici italiani. Il costo delle chiamate internazionali con una Sim indiana si aggira intorno alle 25 Rupie al minuto. Si potrà acquistare una Sim all’arrivo in aeroporto; è richiesta la fotocopia del passaporto e di due foto tessere recenti e a colori.  In India i cellulari italiani funzionano perfettamente. Prima di partire è opportuno accertarsi che la scheda telefonica sia abilitata al roaming internazionale ed informarsi inoltre sui costi. Internet non è ancora molto diffuso. In genere gli alberghi offrono servizio internet a pagamento. Poco diffuso il Wi Fi.

FUSO ORARIO Ci sono 4 ore e mezzo di differenza tra l’Italia e l’India, che si riducono a 3 e mezzo quando in Italia è in vigore l’ora legale.

VALUTA Rupia Indiana (INR), accettati Euro e usd per il cambio in loco, si possono prelevare direttamente Rupie anche dagli atm (bancomat) nelle citta’, ma verificare con la propria banca se le relative carte di credito/debito sono “sbloccate” in India. Al 25 giugno 2017: 1 euro = 72 rupie circa.

LINGUA La vostra guida locale parla italiano.

CLIMA Elevata escursione termica tra giorno e notte con differenze fino a 10°-15° gradi. Il tasso di umidità può essere elevato. I mesi migliori per visitare il Rajastan vanno dalla fine di ottobre ad aprile, in cui le piogge dovrebbero essere una rarità. La stagione più calda è quella compresa tra aprile e giugno dove la temperatura può raggiungere i 45°.

TRASFERIMENTI Spostamenti effettuati a bordo di Pulmino Tempo Traveller, pulmino comodo da 9 posti con autista esperto. Le strade non sono sempre asfaltate. Ma in India la vita si svolge per strada, spostarsi quindi è sempre fonte di sorprese e incontri inaspettati.

CUCINA E BEVANDE Il cibo è quello tipico indiano, quindi speziato e a volte piccante, a base di riso e verdure, ma negli hotel la cena è servita prevalentemente a buffet, quindi potrete scegliere e assaggiare tranquillamente quello che più vi ispira.
Si consiglia di evitare di mangiare verdure crude e frutta non sbucciata. Bere solo acqua in bottiglie chiuse e non aggiungere ghiaccio nelle bevande

ACQUISTI Fare shopping in India è una vera e propria arte, e anche un vero piacere. Intrattenetevi con i commercianti dei vari negozietti che affacciano sulle mille stradine, troverete vari oggetti, vasellame, borse, dipinti, miniature e tessuti per tutti i gusti. Contrattare è d’obbligo.

VOLTAGGIO Sempre 220-230V, le prese sono triangolari con la terra nel vertice alto, comunque l’interasse dei 2 poli fase/neutro è compatibile con le nostre spine a 2 poli.

FOTOGRAFIA E VIDEO Consigliato rifornirsi in Italia di tutto il materiale occorrente: pile, flash, schede di memoria non sono sempre facilmente reperibili.
In genere nei templi e monumenti non è richiesto ancora il pagamento per la macchina fotografica mentre per la videocamera il costo varia da INR 200 -300, circa 4 euro.

MANCE Negli alberghi e nei ristoranti frequentati dai turisti la mancia è una consuetudine. Tutte le persone che vengono a contatto con i turisti si aspettano di ricevere una mancia (i facchini degli hotel ad es. si aspettano una mancia tra 5 e 10 rupie a persona). Nei locali più piccoli, la mancia non è obbligatoria, ma comunque gradita, ed è sufficiente lasciare qualche rupia. A fine tour si lascerà una mancia ad autista e guida, il cui importo è proporzionale agli stipendi percepiti in India ed alla qualità del servizio prestato.
Consigliamo una quota di 50 euro, sempre in base alla propria soddisfazione.

Partenza: Partenza -

Destinazioni Terra Ferma

Destinazione Partenza Durata Prezzo Dispo
INDIA Kumbh Mela 15 - 26 febbraio - 2.790 € Alta
Destinazione Partenza Durata Prezzo Dispo
ETIOPIA Valle Omo 26 ott. - 5 nov. 11 2.150 € Alta
Destinazione Partenza Durata Prezzo Dispo
BIRMANIA antichi templi e etnie 26 dic. - 7 gen. 17 2.385 € Alta
Destinazione Partenza Durata Prezzo Dispo
EGITTO lungo il Nilo 22 feb. - 2 mar. - 1.200 € Alta
Destinazione Partenza Durata Prezzo Dispo
THAILANDIA giorno delle lanterne 14 - 25 novembre - 1.750 € Alta
Destinazione Partenza Durata Prezzo Dispo
ARGENTINA da Baires a Ushuaia 2 - 17 febbraio - 4.140 € Alta
Destinazione Partenza Durata Prezzo Dispo
OMAN profumo di incenso 19 - 28 marzo - 2.480 € Alta
Destinazione Partenza Durata Prezzo Dispo
MAURITANIA dal sahara all'oceano 3 - 14 aprile - 2.760 € Alta
Destinazione Partenza Durata Prezzo Dispo
CUBA l'isola che si trasforma 27 aprile - 8 maggio - 1.980 € Alta
Destinazione Partenza Durata Prezzo Dispo
ISRAELE passaggio tra storia e futuro 9 - 18 maggio - 1.850 € Alta

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