Gazzettino 93 Maggio 2011

Editoriale

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LA VITA CHE SCORRE A  PORT SUDAN Chi è stato a Port Sudan negli anni passati, avrà notato il grosso cambiamento che ha subito la cittadina in questi ultimi tempi. Chi non è mai stato a Port Sudan prima d'oggi, avrà la sensazione di trovarsi in un paese nel quale imperversa l'immobilismo assoluto. Queste sono le due facce della stessa realtà, questo è il volto di quella parte di Africa dove, cambiamenti per noi impercettibili, sono invece sinonimo di una svolta epocale dopo decenni in cui nulla è accaduto. Ma nulla succede mai per caso e se Port Sudan oggi ha ricominciato a vivere è perchè si è verificato qualcosa di eclatante che le ha offerto la possibilità di pensare a un futuro diverso. Buona parte di responsabilità di questo risorgimento lo possiamo attribuire ai forti investimenti effettuati da compagnie cinesi sul territorio che, in cambio di sfruttamento delle risorse, prime fra tutte il petrolio, stanno garantendo al paese una serie di servizi sociali fondamentali. Certo, il paese sta cambiando anche la sua fisionomia, molti edifici dell'epoca coloniale stanno scomparendo per fare posto a nuove costruzioni che nulla hanno a che vedere con quelle affascinanti del periodo coloniale, ma che per la prima volta permetteranno ad una parte della popolazione di vivere in abitazioni dotate di aria condizionata. Fino a ieri, le stesse persone, per sentire un po' di fresco erano costrette a dormire ai bordi della strada. La storia del proprietario di una cella frigorifera che dovrebbe essere usata per mantenere al fresco la frutta e la verdura e invece viene affittata agli abitanti di Port Sudan per godere di un po' di refrigerio durante le torride giornate estive, non è una barzelletta ma appartiene alla realtà del paese. Per le strade poi è aumentata in maniera esponenziale la presenza di automobili, mentre fino a qualche anno fa erano dominio di carretti trainati da asini. Da qualche tempo anche i caratteristici Tuc Tuc adibiti a taxi hanno invaso le strade finalmente asfaltate. I semafori di nuova generazione dispongono del countdown che indica quanti secondi mancano all'attraversamento pedonale. Il trasporto dell'acqua non avviene più con i carretti trainati dagli asini ma a bordo di apposite motorette con cisterna annessa. Moltitudini di motociclette hanno fatto la loro comparsa. Tutti questi mezzi sono rigorosamente di marca cinese, ma questo poco importa oggi soprattutto a chi fino a ieri era costretto a  muoversi a dorso d'asino oppure a piedi. Il mercato è il luogo nel quale si riflette meglio di tutti la condizione del paese e quello di Port Sudan è cambiato moltissimo. Il popolo si raduna a discutere e di questi tempi l'argomento più gettonato è la situazione politica che sta coinvolgendo tutto il Medio Oriente, pochi sono in grado di dare una risposta ma tutti hanno una loro idea. Accovacciati per terra uno legge e gli altri ascoltano e commentano. Tutte le sere, ma in particolare il venerdì al rientro delle barche, il popolo si riversa sul lungomare di fronte al porto dove nel frattempo sono nati bar, tavoli da biliardo e salotti improvvisati. Anche le barche e i loro equipaggi fanno parte della vita sociale del paese e di loro si conoscono pregi e difetti. Il venerdì al rientro dalle crociere, le barche trovano ad attenderle il popolo di Port Sudan pronto a commentare l'avvenimento della settimana. La rincorsa ai posti in prima fila inizia già a metà pomeriggio. Questa è Port Sudan oggi, un luogo dove si respira ancora una atmosfera speciale perchè la vita scorre lenta ma non si ferma.


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