Gazzettino 44 Aprile 2006

Editoriale

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A volte le barche regalano emozioni che non hanno paragoni con nulla al mondo. Quando ci si trova a navigare e si osserva il mare attorno, si ha la sensazione di essere i padroni del mondo, di non avere bisogno di nulla e il pensiero è orientato solamente a quello scafo che taglia le onde come una lama affilata. Ma le barche, per chi ci lavora, sono un impegno non indifferente e pieno di sorprese. Ogni barca ha la sua storia e quella della bellissima Sherazade, è una storia già fin troppo lunga nonostante non sia in realtà neanche iniziata. Sherazade è stata progettata per essere “la più bella del reame” per fendere le onde sudanesi e navigare come solo una barca della sua stazza sa fare in questo mare da sogno. Oggi Sherarzade si trova, suo malgrado, ancora ormeggiata a Port Said, luogo dove è stata costruita. A dirla tutta, lei sarebbe anche pronta a partire, anzi, non vede l’ora di cominciare a fare quello per cui è stata progettata e costruita ma, il paradosso vuole che Sherazade sia bloccata senza avere nessuna possibilità di mollare quella “maledetta banchina” per raggiungere il mare sudanese. A metà gennaio Sherazade era pronta e addobbata a puntiglio per affrontare la grande avventura, ma disgrazia vuole che proprio in quei giorni, è affondato un vecchio e malconcio traghetto egiziano proveniente dalle coste dell’Arabia Saudita. Cosa centri la storia del traghetto con Sherazade, in teoria nulla, in pratica, quella disgrazia è la vera causa dei suoi ritardi dato che dopo l’incidente, è stato deciso di aumentare le norme di sicurezza che regolano tutte le imbarcazioni che navigano in Mar Rosso, senza fare nessuna distinzione tra navi passeggeri e piccole imbarcazioni da turismo. A questo punto tutte le imbarcazioni che in questo periodo erano state appena varate, sono state bloccate in attesa di ulteriori certificazioni. Queste sono state effettuate e sono in attesa di essere vidimate dalla sede centrale francese della Bureau Veritas. Stiamo ancora attendendo che un responsabile dell’assicurazione torni a Port Said per l’ennesima verifica. Ad oggi siamo riusciti a riproteggere tutti i nostri ospiti su altre imbarcazioni nella speranza che in questi giorni arrivi finalmente la notizia tanto attesa. Su questo numero del Gazzettino descriviamo l’immersione di Abu Galawa a Yanbu in Arabia Saudita, la breve storia del Domiat, una nave della marina egiziana affondata a nord di Hurghada dopo essere stata bombardata il 1° novembre del 1957 dopo uno scontro a fuoco con l’incrociatore britannico Newfoundland. E poi ancora presentiamo il portaolio di Andrea Ghiotti, un personaggio che non ha bisogno di ulteriori presentazioni. Per quanto riguarda i nostri progetti futuri, possiamo solo dire che stiamo lavorando intensamente su nuove destinazioni che quanto prima presenteremo in anteprima sulle pagine del Gazzettino.


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Immersioni Abu Galawa sud

Mar Rosso

L’immersione di Abu Galawa, si trova nel comprensorio dei Seven Reef a Yanbu in Arabia Saudita. Questo spettacolare pianoro offre, a chi vi s’immerge, la vera conoscenza del Mar Rosso di un tempo. Quello tutto ancora da scoprire. leggi articolo


Navi Sommerse Domiat

Mar Rosso

Il Domiat era una fregata di proprietà della marina egiziana, affondata nella zona nord di Hurghada durante uno scontro a fuoco nella notte del 1 novembre 1957 dall’incrociatore britannico Newfoundland. Il relitto non è mai stato rinvenuto ma la sua storia viene gelosamente custodita nelle profondità di questo mare. leggi articolo

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Segnalibro Mar d'Africa

Mar Rosso

Definito da alcuni critici uno dei più bei libri di viaggio dell'Ottocento, è anche un manifesto contro lo sfruttamento della natura, la corruzione delle popolazioni primitive e l'insensibilità del mondo civilizzato per tutto quanto "è diverso" dai suoi schemi. leggi articolo


Reportage Numidia bella ma infida

Mar Rosso

Inclinato di 45°, con la prua piantata nel reef e la poppa appoggiata sul fondo a 80 metri di profondità, lo scafo va visitato con cautela perché si rischia di ritrovarsi a quote proibitive senza accorgersene. La vita bentonica che vi è cresciuta sopra è rigogliosissima e gli scorci suggestivi sono tantissimi. Nelle stive ci sono ancora una locomotiva e vagoni carichi di binari che da Liverpool dovevano essere trasportati in India. Invece il piroscafo finì contro la punta nord est del Grande Fratello e a nulla valsero i disperati tentativi di salvarlo. leggi articolo

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