Gazzettino 35 Giugno 2005

Editoriale

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Con questo numero del Gazzettino apriremo una nuova rubrica dedicata a fotografi famosi che hanno rappresentato il Mar Rosso attraverso le loro immagini pubblicate su riviste di tutto il mondo. Il primo fotografo al quale abbiamo chiesto di raccontarsi è Franco Banfi, fotografo svizzero vincitore tra l’altro di un campionato del mondo di fotografia Subacquea. L’immersione descritta questo mese è Abu Kararim, uno spettacolare teatro sommerso nel quale i giochi di luce sono i protagonisti di questa immersione diversa dalle solite che offre al subacqueo la possibilità di nuotare in assoluta tranquillità attraverso un dedalo di cunicoli illuminati dalla luce proveniente dalla superficie. Anche il momento della partenza di Adriatica si sta avvicinando, il 24 maggio ci siamo incontrati con alcuni di voi a Bologna per la prima conferenza sul Giro del Mondo, riportiamo il resoconto della serata tenuta da Patrizio Roversi. Il Diario di bordo di questo mese ci è stato inviato da due carissimi amici: Roberto e Nadia con i quali abbiamo avuto modo di condividere due splendide settimane a Yanbu.


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Diario di Bordo un Mar Rosso da scoprire

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Quello che ci raccontano Roberto e Nadia è il diario di bordo di una crociera speciale in quanto realizzato nel corso di un viaggio esplorativo alla ricerca di nuovi reef nella zona di Yanbu. leggi articolo


Immersioni Abu Kararim

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Abu Kararim è un’immersione che suscita sensazioni molto particolari grazie alla sua particolare conformazione. Le innumerevoli spaccature del reef superficiale, permetteranno d’immergersi in assoluta tranquillità all’interno di questo dedalo corallino. leggi articolo

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Segnalibro L’aliseo portoghese

Mar Rosso

Andare in barca non è soltanto un modo per tuffarsi nella natura per conoscere se stessi, i propri orizzonti e i propri limiti, ma soprattutto per vivere in un’altra dimensione, per tanti motivi, diversa da quella che si vive ogni giorno sulla terraferma. L’andare per mare - e in mare non vi sono certezze - implica una filosofia del viaggio tutta particolare: è scomodo, richiede abilità, un certo sforzo fisico, resistenza alla fatica, sangue freddo e può essere, a volte anche rischioso. Ma restituisce il senso dell’avventura in un modo antico, dove lo scorrere del tempo, non è sostanzialmente cambiato rispetto al passato. Un’isola raggiunta in aereo è un’isola come tante altre; raggiunta dal mare al termine di una traversata diventa un luogo incantato. leggi articolo


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