Biologia Marina

DOLCILABBRA

Biologia
Indubbiamente la caratteristica che li rende più riconoscibili, da cui deriva il  nome volgare, è l'evidente carnosità delle loro labbra; infatti da qui il nome di dolcilabbra in italiano e sweetlips in inglese. Per il resto i dolcilabbra, conosciuti anche come grugnotori, appartengono alla famiglia Haemulidae, espressa in quasi 130 specie tra Atlantico, Mar Rosso e Indo-Pacifico. Depositano le uova in zone pelagiche per poi ridossarsi in zone molto più tranquille. Caratterizzati da un corpo più massiccio rispetto agli azzannatori, con un profilo alto sulla parte terminale del capo. I dolcilabbra hanno livree che giocano tendenzialmente sulle tinte del giallo, bianco e nero. Gli esemplari tipici del Mar Rosso hanno una livrea gialla nella parte superiore del corpo che sfuma al bianco più o meno da metà in giù con pois neri distribuiti lungo tutta la loro superficie (Plectorhinchus gaterinus). L'eleganza nei movimenti e il comportamento diurno tipicamente da riposo all'ombra delle acropore, nelle caverne o nei relitti hanno fatto associare ai dolcilabbra il nome decisamente fantasioso di "ombrine tropicali".

Profondità
Solitari o gregari che siano, i dolcilabbra non sono grandi profondisti, vivono sul reef di norma entro i primi 30 – 40 metri muovendosi più attivamente di notte quando perlustrano i fondali sabbiosi o detritici in cerca di invertebrati bentonici di cui si nutrono.

Curiosità
Abbiamo raccontato prima da dove derivi il nome dolcilabbra ma evidentemente questo pesce ha legato i suoi curiosi nomi a diverse caratteristiche e atteggiamenti comuni del suo modus vivendi. Conosciuto anche con il nome di grugnitore o grunt fish in inglese, in quanto alcune specie caraibiche sono capaci di produrre una sorta di grugnito attraverso lo sfregamento dei denti faringei. Dal punto di vista più scientifico invece la curiosità sta nel fatto che la loro classificazione tassonomica è stata molto rivisitata, anche recentemente, e questo perchè la grande diversità di forme e colore che manifestano le speci tra lo stato giovanile e quello adulto ha confuso molto spesso il loro riconscimento.

Avvicinamento e Osservazione
Essendo predatori notturni, di giorno si muovono molto poco e sono facilmente indivuabili nelle zone ombrose del reef: un avvicinamento molto lento ci permetterà di osservare l'eleganza delle loro livree, e facilmente vedremo le loro labbrone oggetto della "pulizia ortodontica" di qualche labride pulitore. Molto spesso osservare un pesce dalla parte della coda può sembrare noioso, ma le code dei dolcilabbra meritano un po' di attenzione per le loro affascinanti livree. Quando osserviamo le forme giovanili di heamulidi, sarà proprio il movimento sproporzionato delle loro pinne caudali a darci indizio che ci si troviamo di fronte a un membro di questa famiglia.

Fotografare
Il dolcilabbra è certamente un ottimo soggetto che ci offre la possibilità di sbizzarrire il nostro estro fotografico con la garanzia di ottenere belle immagini. Certo nulla succede per caso quindi, come abbiamo ripetutamente scritto, saranno le nostre capacità compositive in primis a fare si che si possano  realizzare buoni scatti. E' grazie alle sue caratteristiche di pesce prevalentemente statico e pigro che potremo muoverci intorno a lui senza farlo fuggire. Inoltre il dolcilabbra può essere incontrato in situazioni differenti quasi tutte stimolanti dal punto di vista fotografico. All'interno di anfratti che ci permetteranno di sfruttare anche i raggi di luce che penetrano dall'esterno, oppure all'ombra di un tetto madreporico rivestito di alcionari colorati oppure ancora in banchi sospesi nel blu e altre situazioni interessanti. Questo privilegio deve essere usato positivamente in modo da concentrarci sulla qualità del risultato finale. Potranno essere utilizzati diversi obiettivi in base all'interesse di chi fotografa: dall'obiettivo ravvicinato al grandangolo più spinto. L'utilizzo corretto della luce flash compensata dalla luce esterna ci darà la possibilità di illuminare il soggetto in modo più omogeneo. Una volta definito l'assetto corretto potete concentrarvi sull'inquadratura che ritenete migliore cercando, se possibile, di sfruttare anche la luce proveniente dalla superficie. Non abbiate timore di avvicinarvi al soggetto ma fatelo con molta calma in modo da abituare i pesci alla vostra presenza. Verificate la corretta esposizione con un primo scatto di prova in modo poi da non dovervi più preoccupare dell'esposizione dedicandovi esclusivamente all'inquadratura. Attenzione alle forti ombre che si creano quando si fotografano molti pesci ravvicinati e il colpo di flash rischia di generare fastidiose ombre che andranno poi a riflettersi sulla livrea del pesce vicino.
 
Testo di biologia curato da Emilio Mancuso (I.S.M. Istituto per gli Studi sul Mare)

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