Diario di Bordo

Un incontro straordinario

La vacanza volge ormai al termine, la barca solca le onde verso la costa riarsa, già chiaramente visibile. Hamam, la guida egiziana, in plancia accanto al capitano, scruta vigile la distesa azzurra. La settimana scorsa, dice, proprio in quella zona sono stati avvicinati vari esemplari di squalo balena.
All’improvviso a dritta un tratto circoscritto della superficie del mare sembra ribollire: centinaia di piccoli pesci, simili ad alici, si agitano convulsamente a fior d’acqua; in brevi istanti il fenomeno scompare per riapparire subito dopo a poca distanza, e così via, quasi ad indicare una rotta.
Hamam ordina al capitano di fermare la barca, mettere i motori al minimo e seguire le curiose increspature che si susseguono sulla superficie del mare. Secondo la sua esperienza, quanto stiamo osservando è indizio della presenza di un grosso animale, quasi certamente uno squalo balena.
Immediatamente vengono calati in acqua i due gommoni, molti si precipitano sullo specchio di poppa, afferrano pinne, maschera e saltano sul gommone più vicino, con entusiasmo infantile. Pochi minuti a pieno motore, poi tutti in acqua, animati dalla speranza di realizzare un sogno “impossibile”.

Grande concitazione; tra spruzzi, gomitate e micidiali colpi di pinna. Conquisto a forza un mio piccolo spazio, giro lo sguardo sott’acqua e, col cuore in tumulto, scorgo una enorme bocca scura, di forma quadrangolare, che risale lentamente dal fondo.
E’ lui, il mitico squalo balena, che si materializza in pochi istanti e mi sfila accanto a pochi metri di profondità, lasciandomi attonito ed incredulo ad osservare la sua mole imponente. Mi riprendo dalla sorpresa ed istintivamente mi metto a pinneggiare energicamente, cercando di seguire con i compagni di avventura l’ombra grigia che si sposta pigramente in avanti. In breve la raggiungo, sono sopra l’enorme pinna caudale, la supero con un ultimo sforzo e nuoto sopra lo squalo balena, che prosegue il suo percorso ad una profondità di cinque o sei metri.

Lo stupore iniziale si è attenuato, la visibilità attraverso l’acqua cristallina è ottima e febbrilmente cerco di osservare e memorizzare ogni particolare dell’animale, che ora mi appare in tutta la sua imponenza. La prima caratteristica che mi colpisce è l’incessante movimento sinuoso della grande coda, lento e misurato, ad un tempo aggraziato e possente, essenziale ed ergonomico, che consente all’animale di spostarsi senza apparentemente muovere l’acqua. Osservo poi quella che definirei la “sobria eleganza”della livrea, costellata di piccole macchie circolari verde-azzurre su fondo grigio, forse retaggio di una passata esigenza di mimetismo, dato che oggi l’animale non sembra doversi nascondere a nemici naturali.
Tutt’intorno si è formata una piccola ressa di compagni che si affannano ad immergersi in apnea per scattare fotografie ed effettuare riprese ravvicinate, infastidendo oltre misura lo squalo balena che, senza per altro dar segno di impazienza, accelera l’andatura e sparisce in profondità.
Ancora entusiasmato dallo straordinario quanto insperato incontro, risalgo sul gommone e scongiuro il marinaio alla guida di incrociare ancora qualche minuto,nella speranza di un nuovo avvistamento.
Esaudendo il mio ardente desiderio, di lì a poco lo squalo balena riappare, salutato da grida di entusiasmo e da un nuovo ed ancor più disordinato tuffo collettivo. Questa volta l’animale, evidentemente rassegnato alle nostre insistenti attenzioni, si trattiene a circa due metri di profondità e si aggira lentamente, tutto intento al suo tranquillo “pascolo”.

Riguadagno a gomitate un posto in prima fila, affiancandolo, e lo seguo agevolmente dalla superficie. Ora la tumultuosa emozione del primo incontro si è stemperata ed ha lasciato il posto ad una viva curiosità. Mi dispongo ad ammirarlo in tutta la sua maestosa bellezza; mi accorgo che non si tratta di un esemplare particolarmente grande per la sua specie, ma è pur sempre di dimensioni ragguardevoli, con una lunghezza valutata in 7-8 metri. Il mio nuovo amico sembra voler soddisfare il mio interesse e si avvicina, portandosi con la pinna dorsale ad un solo metro dalla superficie ed offrendomi una spettacolare visione ravvicinata della sue flessuose movenze. Attratto.

FRANCO CORGNATI

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