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Insciallah

Autore: Oriana Fallaci

Editore: Rizzoli

Prezzo: 10 Euro

"La notte i cani randagi invadevano la città. Centinaia e centinaia di cani che approfittando dell'altrui paura si rovesciavano nelle strade deserte, nelle piazze vuote, nei vicoli disabitati, e da dove venissero non si capiva perché di giorno non si mostravano mai. Forse di giorno si nascondevano tra le macerie, dentro le cantine delle case distrutte, nelle fogne coi topi, forse non esistevano perché non erano cani bensì fantasmi di cani che si materializzavano col buio per imitare gli uomini da cui erano stati uccisi."
E' questo l'inizio, bellissimo e folgorante, di Insciallah di Oriana Fallaci, romanzo costruito anche, ma non solo, sul tema del conflitto tra mondo Occidentale e mondo Mussulmano.
Il romanzo racconta le vicende del contingente italiano di stanza a Beirut sul finire del 1983. L'autrice segue da vicino i vari personaggi: Angelo, sconvolto nella spasmodica ricerca della formula della vita (che egli vuole contrapporre alla formula della morte, rappresentata dall'entropia boltzmanniana, e cioè S = K ln W) e della conferma dell'amore che egli prova per la splendida libanese Ninette; il suo diretto superiore Charlie, che solo alla fine scoprirà di essere stato gabbato, e quindi di aver usato male la sua (supposta) arte diplomatica con gli arabi, fino ai superiori (il Condor, ovvero il Comandante del contingente, i colonnelli Cavallo Pazzo, che conosce a memoria Seneca e Cicerone ed Ovidio, Aquila Uno, Sandokan, finto guerrafondaio ed intimamente pacifista, ed infine il Professore, così chiamato perché lettore di Kant ed Erasmo, che occupa in tutto il romanzo lo spazio di poche battute e di tre lettere-saggio, indirizzate ad una moglie inesistente, mirabile esempio di sciarada) ed ai soldati semplici: Luca e Nicola e Stefano e Fifì e Martino e Ferruccio (autore di una terribile scoperta e di una ancor più terribile bestemmia) e Cipolla e Chiodo e Nazareno e Calogero il Pescatore, autore di un monologo folle che sublima in poco più di una pagina tutto l'orrore e la sciocchezza di quell'eterna sciocchezza che è la guerra.

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