Biologia Marina

FALCO

Biologia
Quella dei Cirritidi, o pesci falco, è una famiglia di pesci tropicali ad oggi rappresentata da circa 35 specie conosciute. Riconoscibili dal corpo tozzo, mediamente breve, dai raggi della pinna dorsale con piccole sfrangiature in punta e dalle pinne pettorali espanse che vengono utilizzate per appoggiarsi al reef. Sprovvisto di vescica natatoria non è un buon nuotatore e predilige appoggiarsi con le pinne ventrali su una roccia o un corallo per guardarsi intorno in cerca di piccole prede. Si tratta di una specie ermafrodita proterogina e i maschi sono gli esemplari più grossi.

Profondità
Da predatori di piccoli pesci  e piccoli crostacei nella maggior parte dei casi si incontrano dai primi metri d'acqua fino alla profondità di 30 - 40 metri, dove è maggiore la crescita del reef.

Curiosità
Alla distribuzione batimetrica sopra indicata fa decisamente eccezione uno dei pesci falco più conosciuti e rinomati del Mar Rosso, Oxycirrhites typus, il pesce falco delle gorgonie, che avendo evoluto una colorazione che lo rende fortemente mimetico proprio tra i rami delle grandi gorgonie o del corallo nero, difficilmente verrà osservato al di sopra dei 30 metri di profondità.

Avvicinamento e Osservazione
Per loro indole e caratteristiche biologiche si prestano benissimo a primi piani, le pinne pettorali permettono al pesce falco (altra famosissima specie che sicuramente avrete visto appoggiata "in agguato" sul corallo di fuoco è il Paracirrhites fosteri, il pesce falco di Foster dal tipico ventre chiaro e muso punteggiato) di appoggiarsi alle madrepore per monitorare la zona di caccia per poi piombare come fosse un rapace sulla preda. Questo significa che osservandolo da lontano e avvicinandosi con molta delicatezza ci si può portare a brevi distanze per una buona osservazione, e con molta pazienta e un pizzico di fortuna potremmo vederlo mentre si lancia sulla sua preda.

Fotografare
Fotografare correttamente un pesce falco richiede una serie di conoscenze ed attenzioni non indifferenti per via delle caratteristiche del pesce: prima di tutto molta pazienza. Difficile da avvicinare ma ancora più difficile che rimanga stanziale nella posizione in cui lo avete visto. Tenderà ad allontanarsi ed appostarsi poco distante ma con rapidità e senza esitazioni. Sarà opportuno un avvicinamento graduale e senza movimenti che possano disturbare il soggetto. Dovrete concentrarvi soltanto sull'inquadratura cercando di avvicinare la macchina quanto più possibile vicina al pesce con movimenti lenti in modo da non disturbarlo. L'obiettivo più idoneo è senza dubbio il macro ma con un po' di fortuna anche con una focale media potrete effettuare buoni scatti che riprendano anche l'ambiente circostante. Per quanto riguarda invece l'Oxycirrhites typus la questione è diversa dato che questo esemplare lo si potrò scovare mimetizzato tra le gorgonie o nei cespugli di corallo nero. Una volta individuato dovremo riuscire ad avvicinarci quel tanto che ci consenta di riprenderlo  e di illuminarlo nel modo migliore. Sicuramente un obiettivo macro ci consentirà di restringere il campo operativo, convogliare la luce del flash sul soggetto facendo attenzione ad esporre correttamente in modo che la sua livrea bianca e rossa venga illuminata senza il rischio di sovraesposizioni.
 
Testo di biologia curato da Emilio Mancuso (I.S.M. Istituto per gli Studi sul Mare)

Esplora, Viaggia e Naviga con Noi