Diario di Bordo

Ventiduesimo parallelo

Itinerario Port Ghalib, Elphistone, Daedalus, Zabargard e Rocky, Elba Reef ed i reef dell'estremo nord sudanese, Ohrob, Abu Fendera, con ritorno a Saint John e sbarco ad Hamata, circa 480 miglia di navigazione. Questo è l'itinerario che ci attende per i prossimi quattordici giorni ma cominciamo dall'inizio.
Dopo un viaggio tranquillo e comodo, grazie ai posti vicini alle uscite di sicurezza ed ai collaudati gilet da fotografo che possono contenere oggetti e pesi notevoli, evitandoci spiacevoli discussioni al check in, raggiungiamo il m/y Suzanna verso mezzanotte di sabato 3 agosto ormeggiata al porto di Ghaleb. Troviamo ad attenderci l'ottima guida Sergio Anderson, insuperabile come cercatore di squali e disegnatore di mappe, la seconda guida Nasty una ragazza di origini serbe e Massimo Bicciato responsabile della Compagnia del mar Rosso.
Come da programma ci sono anche vecchi compagni di crociera come i Baldinotti con i quali avevamo insistito per l'organizzazione di questa speciale crociera no stop di due settimane e tanti altri amici con I quali abbiamo condiviso crociere in passato.
Domenica, primo giorno di crociera e programma tranquillo di ambientamento: due immersioni a sha'ab Shoona e Marsa Mubarak. Vediamo molte razze, sogliole, un polpo impertinente ed i soliti pescetti del Mar Rosso; e per chiudere questa giornata una bella notturna.
Lunedì tutta la giornata di immersioni dedicata ad Elphinstone. Prima immersione sulla punta nord dove avvistiamo 3 specie di squali diversi: un pinna bianca, un grigio e 3 martello molto vicini. La seconda immersione la facciamo all'arco sul versante sud, niente squali ma l'arco con la sua strana pietra è già spettacolare di suo. All'ingresso più ampio una palla di sardine aggredite da grossi carangidi. Terza immersione ritroviamo ancora i martello ed un grosso squalo seta che ci gira intorno a distanza ravvicinata. Verso mezzanotte si accendono I motori del Suzanna pronti per navigare verso Daedalus.

Martedì all'alba ci svegliamo e davanti ai nostri occhi vediamo il faro di  Daedalus. Le condizioni non sono le stesse dell'anno scorso ma nella prima immersione a Punta Nord ci imbattiamo in un martello a 15 metri di profondità, quasi a fine immersione. All'inizio della seconda immersione veniamo presi in consegna dalla grossa sentinella, che mi gira intorno tre volte quasi sfiorandomi e poi una quindicina di martello a pochi metri. Grazie alla forte corrente arriviamo ben oltre Anemone City, a poca distanza dall'ormeggio della barca. Terza immersione sul pianoro sud alla ricerca del volpe ma senza trovarlo. Incontriamo grosse cernie e carangidi in caccia.
Mercoledì nella prima immersione avvistiamo un grigio mentre nella seconda ci imbattiamo in due grigi e due grossi martello a pochissimi metri mentre l'altro gruppo ha la fortuna di incontrare tutto il banco che li circonda. Da segnalare in questa immersione una sfilata di carangidi in amore, uniti a due a due in una danza orgiastica ed una murena gigante in una grotta che si faceva massaggiare tutto il corpo da pesci pulitori contorcendosi di piacere. Se mai una murena ha avuto un orgasmo quella lo ha avuto sicuramente. Terza immersione rilassante in parete tra alcionari e coralli duri. Al termine della terza immersione il capitano accende I motori, molliamo gli ormeggi e dirigiamo la nostra prua verso sud in direzione dell'isola di Zabargad e Rocky island.

Giovedì ci svegliamo con l'isola di Rocky davanti a noi. Effettuiamo due belle immersioni lungo le pareti colorate. Incontriamo poco pelagico e uno squalo grigio. Al termine della seconda immersione raggiungiamo il versante meridionale dell'isola di Zabargard dove effettuiamo la terza immersione della giornata. Vedo Sergio prendere la torcia ed intuisco le sue intenzioni, quindi in immersione non lo perdo di vista, al contrario di altri. Bellissimo plateau pieno di coralli ed alcionari, due grossi napoleone e grossi carangidi. Gli altri si disperdono sorpassando Sergio. Noto che devia verso la parete ed io e Creek insieme ai Baldinotti lo seguiamo. Mi guardo intorno per avvertire Marck che fino ad un secondo prima era davanti a noi ma poi sparito, attratto da chissà quali sirene. Imbocchiamo quindi un lungo e tortuoso cunicolo molto suggestivo con alcionari e spugne rosa e vari pesci. Ad un certo punto ci ritroviamo dentro la laguna. Davanti a noi oltre la barriera un'acqua lattiginosa lì dove c'è il fondo di sabbia. Ritornati in mare aperto imbocchiamo un altro tunnel lungo e altrettanto suggestivo sotto la barriera. Arrivati vicino alla barca incontriamo i fuggitivi e ci ricompattiamo. Mentre gli altri salivano avvistavo una tartaruga gigantesca. Dopo l'immersione facciamo merenda sulla spiaggia piena di nidi di tartaruga, unica discesa a terra in due settimane. Tornati in barca una grossa tartaruga emerge per respirare proprio sotto il nostro faro. Vediamo anche in acqua diverse tartarughine appena uscite dall'uovo.
Venerdì nuovamente Rocky, corrente intensa, due grigi molto vicini e in profondità un grosso squalo non identificato della stazza di un tigre. Seconda immersione in parete e terza di nuovo sul versante meridionale di Zabargard, lo stesso del giorno prima. Stavolta però facciamo fare a Marck il passaggio in laguna ed altri passaggi interni al reef.

Ed ora ci attendono 14 ore di navigazione verso l'estremo sud dell'Egitto e l'estremo nord del Sudan. Ormai abbiamo perso la nozione del tempo ...
Ah già è sabato. Ci svegliamo ad Elba Reef, rilevo la posizione barca, 21° 58' 58, 525'' N. È ufficiale, siamo in Sudan a sud del ventiduesimo parallelo e dovremmo andare ancora più a sud. Scenderemo infatti fino ad un reef a 21° 58' 08" N. Prima immersione sul relitto del Levanzo. È rovesciato e spezzato sul drop off. La chiglia è diventata un vero e proprio reef, il metallo è completamente ricoperto da coralli duri e molli. A 20 metri, quota iniziale del relitto si trovano il timone e l'elica, poi sul fondo varie aperture che consentono dei facili ingressi. Nella stiva di poppa troviamo fusti, bottiglie, la carbonaia, etc. Approfittiamo della spaccatura per entrare anche nella stiva del troncone di prua, quello più profondo a dare un occhiata. Seconda immersione ancora sul Levanzo. Scendiamo sul troncone di prua fino ad una decina di metri da quest'ultima: l'acqua è limpida e la parte terminale della prua si vede distintamente. Cominciamo quindi la risalita ispezionando tutte le aperture che incontriamo trattenendoci all'interno del relitto. Fra le cose notevoli un grosso carrello su ruote gommate, numerosi piatti da portata, bottiglie sia a forma di ampolla che normali, alcune ancora piene di quello che sembrerebbe vino rosso. Verso la prua una nuvola di grossi carangidi. Veramente una bella immersione, un po' fonda ma non presenta eccessive difficoltà. Proseguendo con l'esplorazione della zona la terza immersione la facciamo su un piccolo reef poco a sud di Elba. Belle gorgonie già a 25 metri, un paesaggio incontaminato, cernie, tonni e carangidi in caccia. Dulcis in fundo alcuni passaggi nel reef di cui uno molto lungo a forma di ciambella. Per non farci mancare nulla facciamo anche la notturna ad Elba. Inizio dell'immersione con una ballerina spagnola poi una bella tartaruga che si è prestata a fare da modella. Molte cernie, un grosso pesce istrice e tanto altro. Ah, grazie a Gigi possiamo rivedere i filmati delle immersioni in hd su TV lcd della barca. Filmati fatti con una GoPro che fa veramente miracoli.

Domenica siamo ancora ad Elba e andiamo ad esplorare la punta nord. Ci caliamo su un tonno degno di Pinocchio che ci guarda sconcertato, non abituato alla presenza umana. Sul plateau molte gorgonie e coralli. Cernie, tonnetti e carangidi. Due pinna bianca, uno va nascondersi sotto una roccia. Un banco di barracuda di taglia media. Seconda immersione su un altro reef incontaminato a sud di Elba. Scendiamo su un bellissimo plateau ricco di coralli ed alcionari. Ad attenderci c'è un pinna bianca di taglia massima, barracuda, cernie e carangidi. Dopo essere saliti su una bellissima parete vediamo che nella fascia di sei metri c'è un sistema di cavità e cunicoli passanti simili a Cave reef di St John ma più ricchi di vita. In essi alcionari, spugne, grosse cernie ed altri pesci di buona taglia. Un terzo del corpo esce dal trono mentre il resto è completamente visibile dalla cavità in basso. Fra i cunicoli numerose stanze, alcune di grosse dimensioni con vari sifoni. Spendiamo l'ultima parte dell'immersione divertendoci ad esplorare questo sistema per poi bearci dei bellissimi colori del cappello. Il reef viene battezzato Viola Reef considerando che Umberto e Fulvia stanno attendendo una nipote con tale nome. Rientriamo quindi definitivamente in territorio egiziano, anche se conteso con il Sudan come il triangolo di Halaib, volgendo la prua a nord. La terza immersione la effettueremo su un reef senza nome al largo di Gezirat Halaib. Il reef non sembra granché ma il comandante ha ormeggiato la barca tra il reef principale ed un Habili. L'Habili è stupendo: una nursery di pinna bianca, tonni, carangidi, grosse cernie, grugnitori e quant'altro. Banchi di pesce in quantità industriale. Non sappiamo più dove guardare. Decidiamo quindi di fare anche la notturna sullo stesso Habili, letteralmente cosparso di grossi pesci chirurgo. Una cernia di taglia media ci accompagna per tutta l'immersione mentre due grosse cernie spariscono subito dopo essere illuminate dalla torcia. Ma la chicca di questa immersione notturna sono le numerose aragoste fuori tana: è la prima volta in tanti anni che riesco a vedere delle aragoste in Mar Rosso. 

Lunedì ci svegliamo ad Ohrob. Immersione tranquilla su vari pinnacoli pieni di vita. Seconda immersione ad Abu Fendera, vicino alla passe. Facciamo un itinerario alternativo (chi ha orecchie per intendere intenda) ….. nel quale incontreremo numerosi ghiozzi partner con i loro gamberetti timorosi, coni, murene, etc. Terza immersione di nuovo nella passe partendo dal reef esterno. Pinnacoli molto colorati e pesce di barriera. Infine notturna sul reef: di particolare molti bolbometocon di taglia media, un grosso napoleone dormiente, murene.
A mezzanotte, come ormai consuetudine, si accendono I motori per l'ennesima navigazione notturna verso Saint John's reefs.
Martedì stupenda immersione a Habili Ali. Mare mosso, corrente ma tre grigi, un albimarginatus di taglia media e poi un pinna bianca tutti vicini vicini grazie al nostro metodo brevettato cerca squali (Sergio). Poi una tartaruga, tonni carangidi, splendide gorgonie e tanto per non cambiare splendide pareti. Seconda immersione a Small Gotha. Tre grigi, un pinna bianca e una tartaruga. La terza immersione fra i pinnacoli di Umm el Arouk, pieni di vita. Tante murene. Passo un buon quarto d'ora a fare amicizia con un grosso barracuda. Nel mentre si è mangiato un paio di pescetti davanti a me. Ne approfittiamo per fare anche rifornimento di frutta e verdura fresche portate come d'accordo da Aldebaran. Notturna con molte murene in caccia, cernie, lion fish e granchi.
Mercoledì scendiamo ad Habili Gaafar sulla punta nord, un tripudio di tonni, carangidi e barracuda. Giunti alla fine del pianoro ci viene incontro a 30 metri un bellissimo esemplare di albimarginatus di buona taglia. Viene dritto verso di noi, apre la bocca e gli vedo distintamente i denti, poi scarta e ci offre il fianco facendo anche un altro giro. Il bello è che dopo un quarto d'ora lo rivediamo ancora in parete. Due grigi ma quelli sono ormai ordinaria amministrazione. E poi c'è chi dice che a Saint John è difficilissimo vedere squali, in agosto ... Ma Sergio fa ancora una volta la differenza. L'altro gruppo è partito alla ricerca di una specie rara di gamberetto che vive su anemoni tappeto e compie con successo la sua missione. Vediamo anche diversi esemplari di cernie di discrete dimensioni. Seconda immersione a Big Gotha. Ci godiamo un prologo di un cunicolo a ferro di cavallo passante con una grossa murena ed un trigone. Poi, un po' più a fondo un altro albimarginatus più grande dei precedenti (ancora merito di Sergio). Dopo non averci ritenuto degni del suo pranzo si allontana. Ci godiamo la parete e dulcis in fundo un grande esemplare di tartaruga verde che è salita a respirare riscendendo subito dopo. Alla trentaseiesima immersione ripetiva il mosquito di Mark da i numeri: segna profondità abissali e deco mostruose. Terza immersione a Foul Bay nei cunicoli di Umm el Kakarim. Ci immergiamo da soli, quindi facciamo anche dei cunicoli ciechi interessanti anche sotto il profilo faunistico. In uno incontriamo un grosso trigone che scavava la sabbia con una grossa cernia vicino. Poi un grande pesce lima arancione a macchie dalla caratteristica coda che nuota solidale con noi. Bello il giardino di corallo interno sopra il quale galleggiano grossi carangidi e grugnitori. Ritornando alla barca dove ci aspettano due napoleoni. Notturna in parete, una murena con una strana ferita.

Giovedì è ferragosto e si portano i doni ad Augusto ed il mare ne fa uno grande a noi. Prima immersione a Sha'ab Maksur. Scendiamo sul pianoro ricco di vita, un bell'esemplare di squalo grigio disegna ghirigori vicino a noi. Barracuda, tonni e carangidi. Passiamo per un canalone semi chiuso che taglia il plateau. In parete ci godiamo coralli ed alcionari. Ad un certo punto a circa sei metri avvistiamo una tartaruga che comincia a mangiare alcionari proprio davanti a noi. Affascinati dallo spettacolo sento una strana corrente alle mie spalle, mi giro e a circa un metro vedo una magnifica manta che mi fa ciao ciao con le ali distendendo i rostri ed aprendo la bocca. Posto che l'acqua è di una limpidezza eccezionale non sta mangiando, è un chiaro invito a seguirla verso il blu. Non ci precede ma si affianca a noi facendo varie evoluzioni, mi sfila sotto poi risale davanti a me mostrandomi il ventre con due remore attaccate. Ad un certo punto ci raggiunge un'altra manta più grande ed insieme disegnano un balletto intorno a noi giocando con le nostre bolle. Rimangono alla nostra quota, acqua limpidissima. Immaginate lo spettacolo. Ed alla fine ci stanchiamo prima noi di loro. Immersione fantastica. Per non farci mancare nulla in questa giornata magica, snorkel con le stenelle a Sataya: una delfina ha il piccolo ed altri gruppi sono in accoppiamento. Seconda immersione in assoluto relax tra i canyon di Sha'ab Claudio. Terza immersione Sataya sud est. Un barracuda gigante, una murena fuori tana e varie stazioni di pulizia molto frequentate: un balestra titano sembrava quasi morto mentre si faceva pulire. Notturna carina: un pleurobranco grande, una ballerina spagnola, tante murene di varie specie, seppie e lion fish in caccia.

Venerdì, ultimo giorno di crociera, due immersioni desaturative a Malahy e Abu Galawa. Nel pomeriggio a malincuore ormeggiamo nella marina di Hamata.
Il viaggio è terminato, il computer indica 44 immersioni ripetitive e il nostro cuore batte forte al pensiero di questa straordinaria esperienza fino al ventiduesimo parallelo. Ci salutiamo con la promessa di ritornare presto sul Levanzo e oltrepassare il ventiduesimo parallelo.

 

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