Diario di Bordo

Ritorno alle Brothers

La mia prima volta alla Brothers è stata nel 2006, e non è certo stato amore a prima vista…! Io ero sicuramente meno esperta, il mare era davvero cattivo, la barca chiedeva a gran voce di essere messa “a riposo” (tutto funzionava con difficoltà e difatti, poco dopo, le venne concessa la pensione) e ce ne dovemmo andare, con amarezza, addirittura un giorno in anticipo riparando verso la costa. L’ultima volta sull’Aldebaran, invece, risale a soli 5 mesi orsono… e la voglia di tornare era già grande! Con alcuni amici abbiamo quindi deciso di organizzare questo viaggio con partenza 18 maggio: l’itinerario Brothers – Elphinstone una novità per tutti tranne per me ed il grande amico Marcello, il famoso Taxi Diver, che anni prima aveva già fatto il viaggio ma senza goderne al meglio… doveva recuperare i relitti, Aida e Numidia, ed il famoso arco ad Elphinstone. Ne parlavamo da tempo, immediatamente dopo esserci innamorati del sidemount ed aver immaginato quanta emozione ci avrebbe dato provare la nuova configurazione penetrando nei due bellissimi relitti e mettendoci alla prova con le correnti praticamente costanti che battono le due “ruvide” sorelle.
Nonostante le pesanti limitazioni di bagaglio, abbiamo organizzato la parte ludica della vacanza senza risparmiarci generi di conforto in quantità quasi imbarazzanti (grana, parmigiano, ciccioli, salami e mortadelle, cioccolata, Aperol e prosecco) per riempire il tempo che non avremmo potuto dedicare alle notturne, non permesse. Un pensiero anche per i ragazzi dell’equipaggio (sudoku e cioccolata, soprattutto quella bianca da veri golosi…), che conosciamo bene e che apprezziamo tutti come il vero valore aggiunto della barca, sempre presenti in modo discreto ma puntualissimi, amici rispettosi e cordiali, attenti a tutte le necessità, capaci di intuire anche le piccole esigenze e di prevenirne la richiesta!
Salire in barca è sempre emozionante, ed ancora di più lo è trovare ad aspettarci la piccola grande Patrizia, che ho proprio conosciuto nel 2006 e che ho avuto il piacere di rivedere in diversi altri viaggi, approfondendo la nostra amicizia… lei è ormai una conditio sine qua non: senza di lei non si parte!
La domenica mattina, espletate le formalità, partiamo verso Marsa Shouna per la consueta check dive e un po’ di ambientazione, i nostri Kamaleont destano una certa curiosità negli altri partecipanti al viaggio, che chiedono impressioni e valutazioni. Io adotterò da subito il mono 12lt, che ho apprezzato per praticità nel corso del precedente viaggio, Marcello invece adotterà le due piccole bombole da 6lt, una configurazione che non abbandonerà più. Passo del gigante… e sono di nuovo, finalmente, in acqua. Come continui ad emozionarmi solo grazie al brivido freddo che provoca l’acqua sul viso, al velo azzurro che mi circonda, al rumore lento, costante e tranquillizzante del mio respiro è ciò che credo non riuscirò mai a spiegare in modo efficace a chi non ha mai provato.
Siamo un buon gruppo, abbastanza disciplinato e diligente ma non troppo! Io sfoggio pinne e maschera nuove, bianchissime, non apprezzate dagli amici DIR e TEC ma rivendico il mio diritto di essere una BIZ, evoluzione bizzarra della subacquea RIC!

La prima giornata passa veloce, tra piccoli adattamenti nelle attrezzature, pasti appetitosi e la notturna. Domattina presto navigheremo verso Elphinstone dove ci fermeremo per la giornata. Verso le 4 si accendono i motori, alle 6 arriva il “buongiorno” che ci richiama al breefing mentre ci gustiamo una tazza di thè profumato e dolcissimo per avere una bella carica di energia Tre bellissime immersioni su Elphinstone, senza tralasciare, a sud, l’arco e la pietra tombale dell’elfo (profondina… l’aria diventa croccante in bocca ed ha un suono quasi divertente!). Pareti indimenticabili e tantissima vita. Una parte di noi si concentra sul blu, confidando nell’avvistamento della famosa “roba grossa”, mentre altri si dedicano ai piccoli gioielli seminascosti nel reef… gusti ed aspettative possono essere talmente diversi! La sera organizzeremo il primo, esagerato, aperitivo tutti insieme intorno a piccole bontà ed un bicchiere anche per conoscerci meglio ed affiatarci con il resto degli ospiti.

A seguire una piccola sorpresa per l’amico Massimo, organizzata con la collaborazione di Patrizia, Mirko e lo staff di cucina: si spengono le luci ed ecco entrare una bellissima e ancora più buona torta di compleanno per festeggiare i suoi 52 anni, portati egregiamente, peccato che da lì in poi la sua attrezzatura si ribellerà e ad ogni immersione ci riserverà motivo per ridere dei piccoli e gestibilissimi incidenti che lo coinvolgeranno!
Sistemata la dinette, inizia la navigazione verso le Brothers. Non tutti la sopporteranno bene, io e la piccola Katia con cui condivido la cabina avremo una notte davvero pesante. Arriveremo così a Small Brothers; la mattina non mi presenterò neppure al breefing, febbre e spossatezza mi costringeranno a letto per quasi tutta la giornata. Mi racconteranno dell’avvistamento di un grigio, un volpe, un martello ed una panchina. La sera ci spostiamo verso Big Brothers per avere un ormeggio più riparato; la nostra è la sola barca, ci sentiamo completamente avvolti dalla magia del sole che tramonta in questo paradiso liquido che ci affascina ogni giorno di più.
Il mattino dopo mi sento in forma e non vedo l’ora di riprendere i ritmi dei miei compagni: oggi ci dedicheremo alle immersioni sulla isola grande, pareti est e nord, il mare ci è assolutamente amico, i transfer in tender non ci provano più di tanto e non troveremo correnti fastidiose che ci costringano a modificare i nostri piani di immersione. Mi dico in continuazione che è valsa la pena tornare e  godere di tanta bellezza… questa volta nessun bisogno di attaccarsi a bandiera al reef, o di avanzare attaccati al fondo; grazie per questa possibilità che hai voluto darmi, amico mare.

Le immersioni saranno sempre seguite dalle mille attenzioni che i ragazzi di cucina e sala ci dedicheranno; un fantastico profumo di vaniglia ci anticiperà che per colazione ci stanno preparando gli wuaffle, deliziosi con il succo d’acero o la marmellata di fichi! A pranzo e cena gamberi e calamari praticamente immancabili, carni morbidissime cucinate in modo sapiente e goloso e, dal produttore al consumatore senza altri passaggi, carpaccio di barracuda e tartare di tonno, appena pescati! Scatteranno diversi applausi meritati grazie a queste graditissime sorprese! Dopo cena ci si ritrova sotto le stelle, la temperatura è perfetta, partono i racconti e la condivisione di emozioni e sensazioni, il  miglior modo per passare il tempo tutti insieme. E’ mercoledì, siamo al giro di boa oggi ci dedicheremo ai relitti Aida e Numidia, per quanto mi riguarda la parte più affascinante del viaggio considerata la mia passione per i relitti. Organizzeremo con precisione l’immersione sull’Aida in quanto insieme a Marcello vogliamo effettuare delle bellissime riprese di tutto il relitto e far lavorare come si deve la sua nuova GoPro! Giù in drift negativo e via dritti fino alla poppa.. che spettacolo osservarla stagliarsi maestosa e misteriosa verso l’altro, con le buie aperture che ci invitano ad entrare… non ci risparmieremo, pur con molta attenzione ai tempi ed alle profondità. A seguire il Numidia, che ci lascerà impressionati per colori, dimensioni e brillantezza delle concrezioni formatesi sui metalli, un’opera d’arte non replicabile da mano umana. A pranzo, dopo aver parlato con il comandante, Patrizia ci fa una proposta che nessuno di noi penserà nemmeno per un secondo di non accettare… il mare è fantastico, vogliamo passare un altro giorno alle Brothers, ritornando sulla isola piccola e saltando così la tappa di Safaga per dirigerci poi direttamente verso Hurghada? Un si generale, un altro giorno in paradiso.
Grazie ancora al mare, che mi permetterà di recuperare gli avvistamenti che avevo perso per colpa del malessere: il volpe, il grigio, il martello e… la panchina!!!

Altra sera, altro aperitivo, altra cena. Ed è ora di fare programmi per il rientro. Il giorno dopo ci aspetteranno due semplici ma divertenti immersioni ed a seguire il trasfert da Hurghada a Port Ghalib, dove pernotteremo. Nell’ultima immersione non ci faremo mancare scherzi (pedagni e sagole ogniddove, pinne rubate e foto divertenti) ed avvistamenti preziosi (il grande Pesce Pietra che goffamente si muoveva sul fondo… Il Pesce Pagliaccio che con un impeto da guerriero mi ha morso il dito… il grande Napoleone che ci ha accompagnato per un pezzo… la piccola Tartaruga che è risalita per respirare ed è ridiscesa in mezzo a noi per lasciarsi osservare ancora un po’…).
Riordiniamo tutto, chiudiamo le valige, iniziano i saluti… lasciamo degli amici, ormai possiamo dirlo, ai quali penseremo sempre con piacere.  E portiamo a casa nuovi amici, con i quali sarà piacevole rivedersi per tenere vivi i ricordi di questa vacanza e magari organizzarne un’altra a breve.
E’ ora del transfert, ci porteranno al Crowne Plaza di Port Ghalib, dove tutto sarà grande, lucido, brillante, divertente e internazionale; ma questa è un’altra storia…
Un ringraziamento agli amici Barbara, Katia, Marcello, Massimo, Andrea e Fabrizio per la riuscita della vacanza; a Fabrizio Giovagnoli un ringraziamento particolare per le foto che corredano questo reportino di viaggio!

di Manuela Manzotti

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