Biologia Marina

TARTARUGA

Biologia
Due famiglie di tartarughe marine, i Cheloniidi e i Dermochelidi, l'ordine è quello dei Testudinati, la classe è quella dei rettili. Si capisce facilmente che non stiamo parlando di pesci! Ma le tartarughe marine sono animali così evocativi che non potevamo non dedicare loro una delle nostre schede.Rettili marini, con una antichissima origine terricola che nel corso della loro evoluzione hanno riconquistato gli ambienti marini. Dotati di polmoni, pelle ricoperta da squame (ben diverse dalle scaglie dei pesci) e corpo protetto da una corazza fatta da ossa che si formano dentro la pelle e che si unisco saldamente allo scheletro: il famoso carapace.Le pinne altro non sono che le zampe di questi rettili, adattatesi alla vita acquatica a tal punto da diventare estremamente efficaci per il nuoto, ma altrettanto inefficaci per gli spostamenti a terra. Il goffo e faticoso spostamento a terra è legato a un importantissimo momento della loro vita: la deposizione delle uova, unico ricordo della loro origine terricola. Una volta usciti dall'uovo e  raggiunto il mare, solo le femmine più brave, più competitive e fortunate torneranno a terra per deporre e portare avanti la specie.

Profondità
Delle varie tartarughe potenzialmente incontrabili in Mar Rosso, i maggiori incontri si hanno con Chelonia mydas, la tartaruga verde, che si nutre quasi esclusivamente di fanerogame (piante marine) e per questo, la si può incontrare facilmente su bassi fondali sabbiosi ricchi di praterie sommerse.Eretmochelys imbricata, conosciuta appunto come tartaruga embricata, ha un'alimentazione basata quasi esclusivamente su spugne, coralli molli e meduse e per questo possiamo trovarla sul pendio del reef.

Curiosità
Sul reef, su fondi sabbiosi o in mare aperto, prima o poi le tartarughe devono risalire in superficie per respirare. Frutto del loro ritorno evolutivo al mare, le tartarughe hanno evoluto capacità da fenomenale apneista. Durante i momenti di "routine" alternano apnee di 4-5 minuti a permanenze in superficie che mediamente non durano più di 2 secondi. Questo si deve a sangue e polmoni in grado di scambiare velocemente ossigeno e anidride carbonica, facendo si che (in alcuni esemplari monitorati per mezzo di tag satellitari) arrivino anche a 500 apnee nel giro di 12 ore.

Avvicinamento e Osservazione
E' fondamentale ricordarsi che questi animali non devono essere mai infastiditi e soprattutto bloccati visto che devono respirare in superficie! Le scene romantiche e "demodè" del subacqueo attaccato al carapace devono essere solo lontani ricordi figli dell'ignoranza. Senza mai nuotargli contro, senza mai piombargli dall'alto, tutte azioni interpretate come tentativi di predazione, avviciniamoci ma restiamo a debita distanza.Così non le infastidiremo, potremo godere di uno spettacolo emozionantissimo e magari avere a che fare con la curiosità delle tartarughe che spesso si avvicinano spontaneamente per osservare "quella bestiola strana che fa le bolle".

Leggende e Mitologia
La mitologia greca spiegava la genesi dell'animale con la leggenda della ninfa Chelone, dalla quale la tartaruga prenderà anche il nome. Ella, avendo osato deridere Zeus ed Hedra, proprio il giorno delle nozze, era stata punita dagli Dei infuriati che l'avevano precipitata in mare e condannata a recare sul dorso la propria casa, fino alla fine dei tempi. Parlando in termini reali, la tartaruga è un animale in grado di proteggersi da ogni attacco esterno e rappresenta una forza nascosta. Assomiglia un poco all'antichissimo silenzio della vita, che in caso di pericolo sa sempre rifugiarsi in sé. L'uso del guscio come culla o come vasca da bagno era ritenuto, nel IV e III sec. a.C., efficace contro le malattie infantili.Nell'antica Cina la Terra veniva considerata come poggiata sulla schiena di una tartaruga marina di dimensioni cosmiche, a garantire magicamente la stabilità del cosmo.Storicamente, Plinio, ci informa della presunta facoltà della chelonia, occhio della tartaruga indiana, di rendere profeta chi la teneva in bocca. E tutto ciò incrementò una cospicua importazione di tartarughe dall'Asia e dall'Africa, dove l'animale era cacciato ma, anche per questo, considerato sacro.La tartaruga è uno dei cinque animali sacri e può avere cinque significati diversi:Protezione, Saggezza, data la sua lentezza, Longevità e Immortalità, I Cieli (il carapace) e la Terra (il piastrone), La Madre Terra.Personifica il Nord, l'Acqua e l'Inverno: lo "Yin compiuto". Per la sua invulnerabilità, è il simbolo dell'ordine immutabile.Rinomata per la sua memoria e fedeltà, la tartaruga è simbolo per eccellenza di longevità, sia per il suo 'prendersela con calma' - principio base di molte tecniche di lungavita - sia perché la sua forma corporea esprime l'unione armonica tra il cielo e la terra.Nelle descrizioni giapponesi, la tartaruga era spesso associata alla cicogna, come simboli di felicità e fortuna, perché, anticamente, una coppia di amanti si era trasformata in questi animali per raggiungere il Regno degli Immortali. Minkgane era la millenaria tartaruga messaggera delle divinità ed aveva i sei segni sacri roku-jo, simboleggianti amicizia, fedeltà, carità, sincerità, contemplazione e saggezza, riconoscibili sulle linee del guscio, le cui celle esagonali erano stilizzate nel kikko, uno dei motivi più antichi usati dai samurai per ornare le vesti.Nell'antichità europea, a causa delle sue numerose uova, la tartaruga veniva considerata il simbolo della fertilità; per il suo "contegno silenzioso" era il simbolo dell'amore pudico, mentre la sua lunga vita ne faceva la quintessenza della vitalità. L'animale "che vive nella melma" era anche il simbolo dell'attaccamento alla terra ma, poiché col suo guscio si poteva fabbricare uno strumento musicale a sette corde (nell'inno omerico Ad Hermes, si canta l'invenzione della Lira da parte del dio che, precocissimo neonato, adattò le corde al carapace di una tartaruga, per utilizzarlo come cassa di risonanza, donandolo poi al dio Apollo) era anche in grado di rallegrare il cuore. La funzione protettrice del suo guscio era già nota nei riti magici dell'antichità come difesa dalla grandine e dagli incantesimi.In Mongolia, una credenza locale vede la fine del mondo come il momento in cui il Sole, avvicinandosi alla Terra, indurrà la tartaruga che la sorregge, a rigirarsi per il troppo calore.Nell'arte e nella mitologia dell'antico Messico le tartarughe marine erano le cavalcature di mitici antenati. Presso le etnie dei Dogon e dei Barbara, in Africa, la tartaruga era il simbolo della volta celeste, di potenza, saggezza e avvedutezza ed era quindi tenuta in grande considerazione; in alcune aree del Camerun, gli "sgabelli di giustizia" erano a forma di tartaruga, perché si ritenevano così in grado di smascherare le bugie dell'interrogato.Capace di fuggire ai pericoli del mondo rintanandosi all'interno del suo guscio, la tartaruga è un animale nel quale in molti si identificano.
Ma è anche un animale che simboleggia la calma ed il procedere per gradi. Allo stesso tempo simboleggia il coraggio, perché per raggiungere i propri obiettivi la tartaruga deve necessariamente uscire dal guscio ed affrontare il mondo.Per gli Indigeni del Nord America la tartaruga è uno dei più antichi simboli sacri.
Le antiche leggende, infatti, vedono il Nord America come un pezzo di terra adagiato sul carapace di un tartaruga gigante. Tutt'oggi, si pensa che la causa dei terremoti, sia proprio il movimento della tartaruga. In questo modo, il Nord America, ancora oggi, è chiamato dagli Indigeni "Turtle Island", l'Isola Tartaruga.

Fotografare
Sembra semplice fotografare correttamente una tartaruga ma dietro all'apparente facilità si nascono alcune piccole insidie fotografiche delle quali è bene tenere conto prima di scattare. La prima insidia riguarda le ombre che molto spesso si evidenziano in modo rilevante se il soggetto non viene illuminato correttamente, in particolare quando questo è appoggiato sulla barriera, quando si incontra infrattato all'interno di una grotta ma soprattutto per via della sua fisionomia decisamente particolare di cui parleremo più avanti.Sono molteplici le situazioni in cui possiamo incontrare la tartaruga visto che questo splendido animale potrà essere avvicinato mentre nuota nel blu così come appoggiato sulla barriera del reef oppure ancora nascosto dentro una grotta, dietro ad una gorgonia o appoggiato su un fondo di sabbia bianca. Molteplici situazioni che ci offriranno altrettanti spunti fotografici.  E' proprio grazie a queste situazioni che sarà necessario approcciarsi nel modo migliore avendo ben chiaro il risultato che vogliamo ottenere. Innanzitutto l'avvicinamento all'animale non dovrà diventare motivo di disturbo e quindi dovrà essere effettuato con cautela. Come detto più volte se l'animale in quel momento non è socievole è inutile disturbarlo oltre il dovuto per il solo gusto di scattare una immagine al volo. Al contrario se la tartaruga sarà tranquilla potrete avvicinarvi con molta cautela cercando di non disturbarla oltre il dovuto, valutare la migliore inquadratura in funzione dell'ambiente circostante, della luce esterna e della posizione dell'animale. Troppe volte le immagini di tartarughe risultano poco dinamiche per via della sua forma un po' goffa. Se disponete di una macchina in custodia potrete utilizzare un obiettivo grandangolare in modo da contestualizzare l'animale all'interno di una situazione scenografica più ampia. Il flash come sempre dovrà servire soltanto come fonte di luce secondaria e quindi sfruttare la luce esterna o il controluce per poi illuminare dolcemente le zone più in ombra facendo attenzione a non creare forti macchie sul carapace dell'animale. Spesso le zampe che si protendono verso l'esterno se illuminate direttamente riflettono la loro ombra proprio sulla parte bassa del carapace. In sostanza il flash dovrà essere tenuto distante dal soggetto in modo che lo illumini nella sua totalità e la fonte di luce dovrà illuminare la zona in ombra.

Testo di biologia curato da Emilio Mancuso (I.S.M. Istituto per gli Studi sul Mare)

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