Biologia Marina

SQUALO SETA

Biologia
Carcharhinus falciformis, o squalo sericeo che dir si voglia, affascinante rappresentante della famiglia Carcharhinidae a distribuzione cosmopolita, anche se parrebbe preferire le zone tropicali e subtropicali del pianeta. Può raggiungere i 250cm di lunghezza e presenta la morfologia tipica dello squalo fortemente pelagico; si riconosce per la seconda pinna dorsale molto minuta, le pettorali ben sviluppate e per il profilo decisamente caratteristico della parte alta del muso ben sagomato, dove si incastona il piccolo occhio che gli fornisce un aspetto molto deciso e affilato.

Profondità
Dalle abitudini fortemente pelagiche, solo occasionalmente è osservabile mentre nuota in acque costiere. Se si ha la fortuna di poterlo ammirare non ci si deve preoccupare di limiti di non decompressione poichè buona parte degli avvistamenti si attesta prossima alla superficie, anche se abbiamo tracce della presenza dello squalo seta fino a 500 metri di profondità.

Curiosità
Anche un passo fondamentale per il mantenimento della specie, come la riproduzione, è affrontato dallo squalo seta distante dalla costa. Mediamente vengono "partoriti" fino a quattordici piccoli esemplari, lunghi una settantina di centimetri, direttamente in mare aperto e non come per molte specie in acque basse prossime al reef. Questi cuccioli già perfettamente autosufficienti finiscono col formare, insieme ad altri esemplari immaturi, gruppi che si muovono in ambiente pelagico e restano sempre separati dagli individui adulti, che prediligono rimanere più al largo.

Avvicinamento e Osservazione
Mai come per animali di queste caratteristiche vale il concetto per cui dovremo essere passivi spettatori. Incontrarlo è già manifestazione di discreta fortuna, ma nel caso in cui ci si trovi di fronte a questo spettacolo non dobbiamo fare altro che ammirarlo. Evitiamo le ore crepuscolari e di essere totalmente dispersi e solitari in mare aperto. Per il resto aspettiamo pazienti. La natura pelagica di questo squalo lo porta ed essere curioso e intraprendente. Sarà dunque nostra premura evitare l'uso eccessivo del flash o atteggiamenti scriteriati al fine di non disturbarne il comportamento inducendolo a una rapida fuga o a un avvicinamento troppo nervoso

Fotografare
Sicuramente uno splendido esemplare da incontrare e da fotografare lo squalo seta grazie alla sua perfetta forma idrodinamica. Non facilissimo incontrarlo ma neanche impossibile. Esistono stagioni in cui è più facile imbattersi nello squalo seta, in particolare durante la primavera avanzata, periodo in cui aumenta  la concentrazione di questi animali anche in acque poco profonde. Fotografare bene uno squalo seta non è impresa impossibile considerata la sua indole particolarmente curiosa soprattutto negli esemplari più giovani. Non è escluso trovarci a contatto diretto, con la possibilità di fotografarlo con un grandangolo. Come abbiamo già detto altre volte, il trucco per poter riprendere qualsiasi animale è quello di farci accettare come elemento non invasivo innanzitutto e poi attendere sempre un attimo prima di dedicarci allo scatto finale. Lo squalo seta comparirà davanti a voi una prima volta per poi sparire. Ricomparirà un altra volta e un altra volta ancora fino a quando avrà accettato la vostra presenza. A quel punto dovrete farvi trovare pronti e pensare solo a scattare. Cercate di allungarvi il più possibile verso il soggetto distendendo anche le braccia che sorreggono la macchina fotografica. In questo modo avrete guadagnato almeno un metro verso il soggetto. Avrete diverse possibilità di inquadratura a partire dal controluce fino alla ripresa in bassa profondità sfruttando i riflessi dell'acqua in superficie. Come sempre il flash dovrà essere solo un supporto luminoso utile a dare un leggero colpo di luce sul soggetto e nulla di più. Sarà la luce esterna ad illuminare il vostro pesce. Concentratevi anche sulla sua posizione che potrà assumere una bella forma dinamica, oppure statica se ripreso solo di profilo.  

Testo di biologia curato da Emilio Mancuso (I.S.M. Istituto per gli Studi sul Mare)

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