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L'ISOLA DEL COCO

Ho sempre sognato scrivere un diario di viaggio e sull’onda di questo desiderio ne ho iniziati molti, ma non sono mai andato oltre la prima pagina. Forse questa è la volta giusta, in virtù di un impegno preso con l’amico che ha permesso che questo viaggio si realizzasse. L'isola del Coco in Costa Rica, per chi ha trovato nel mare il modo di soddisfare il proprio spirito di avventura, è  uno dei luoghi più speciali a cui un subacqueo possa ambire. Svegliarsi e trovarsi a galleggiare in oceano aperto è una emozione indescrivibile, sopratutto quando il mare si presenta calmo e noi navighiamo solitari su questa tavola azzurra senza confini baciati da un sole caldo. Nuovi e vecchi amici escono dalle loro cabine puntando gli occhi verso l'orizzonte. Siamo coscienti di avere davanti a noi una lunga navigazione ma la splendida giornata e le condizioni del mare ci fanno assaporare con “mucho gusto” questa traversata. Dopo ben 33 ore raggiungiamo finalmente la magica isola del Coco. E' notte e in compagnia di Antonio fissiamo il cielo tappezzato di stelle, sulla sinistra si intravvede il profilo dell'isola. Condividiamo l’emozione di trovarci in questo posto insieme, io per la prima volta e lui di nuovo dopo vent’anni.

A Manuelita si inizia con l'avvistamento di un bellissimo esemplare di squalo tigre. Sarà lui a darci il benvenuto in questo paradiso, con il suo incedere maestoso e tranquillo viene a salutare noi piccoli esseri curiosi presentandosi come il guardiano di questo magnifico mondo sommerso. Squali galapagos in piena corrente, trigoni grossi come astronavi, aquile di mare, carangidi e ancora squali pinna bianca ci coinvolgono nel loro gioco a rincorrersi.Si fa sera, calano le ombre della prima giornata a Coco Island, l'isola scompare lentamente nelle tenebre e il cielo si illumina. Il benvenuto è stato all’altezza delle aspettative.

Alle cinque del mattino la barca si muove per raggiungere Bahia Yglesia. Ci tuffiamo per raggiungere il fondo  attraversando un banco di carangidi mentre siamo contornati da nuvole di pesce corallino. Aggirata la roccia, si materializza in lontananza una enorme macchia scura, una sorta di ombra gigantesca dai contorni indefiniti che fluttua nel blu. Nuotiamo verso di lei mentre inizia lentamente a prendere forma. Sommersi da una grandinata, in un battibaleno ci troviamo immersi nell'occhio di un ciclone, investiti da migliaia di carangidi che ci nuotano intorno formando un gigantesco cono che si protende verso la superficie e ci avvolge con una  palla che oscura la luce del sole. È indescrivibile la sensazione che si prova nel venire inglobati nel branco e nel loro girotondo tanto simile ad un antico rituale di saluto al sole. Il tempo di metabolizzare questa emozione e così come erano arrivati, sfilano in una interminabile linea ondeggiante. Rimaniamo senza parole. A Dirty Rock riceviamo l'ennesima visita di squali martello mentre a Manuelita incontriamo il grande tigre che ci aveva accolto alla nostra prima immersione. Lui, il guardiano di questo mare è tornato per salutarci ma per fortuna a noi mancano ancora due giornata e da queste parti sei immersioni non sono poca roba perchè l'esperienza di questi giorni ci ha insegnato che in ogni istante tutto può accadere.

La giornate sono volate e siamo giunti all'ultima immersione a Dirty Rock sulla quale riponiamo le nostre ultime speranze. Scendiamo ognuno assorto nei propri pensieri, ci appostiamo sulle rocce in prossimità del canale ed ecco finalmente il grande branco materializzarsi dal blu. Lo intravvediamo in lontananza. Ci raggiunge la sentinella e dietro tutti gli altri. È un continuo risalire dal fondo e girarci intorno, noi che andiamo verso di loro e loro che vengono verso di noi. Siamo al posto giusto nel momento giusto: 20, 30, 40 minuti. Dobbiamo risalire e insieme sale quel nodo in gola che non ti fa respirare. Ultimo saluto con gli occhi umidi come gocce di acqua salata. Il dispiacere di lasciare questo stupendo mondo è enorme e quasi insopportabile.

Durante la traversata di rientro saremo accompagnati da un clima stupendo e  Capitan Beto spegne i motori per concederci l'ultimo tuffo in questo Oceano davvero Pacifico che ci ha regalato  emozioni che ci accompagneranno per molto tempo.

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