Biologia Marina

PTEROIS VOLITANS

Biologia
Anche se nella confusione di specie, nomi e colori nessuno si offenderà se facciamo un po' di ordine nella corretta denominazione di alcuni pesci. Molti chiamano il Pesce Leone o Pterois anche con il nome di Pesce Scorpione. Niente di più sbagliato dato che il Pesce Scorpione o Scorpion Fish riguarda propriamente gli Scorpenidi più tozzi, mimetici e coriacei che trovano nel pesce Pietra, nel Camminatore del Mar Rosso e nel Falso Pietra i rappresentanti più famosi. Il nome di Pesce Leone o Lion Fish spetta di diritto agli scorpenidi del genere Pterois. Di tutti i pesci Leone, indubbiamente lo Pterois Volitans è il più rappresentativo e conosciuto: colorazione "ammonitrice" a bande verticali bianche e rosso-brune, pinne dorsali e pettorali molto sfrangiate, lunghe e ben evidenti, notoriamente collegate a ghiandole velenifere.

Profondità
Lo Pterois Volitans si può incontrare fino a  60 metri di profondità, ma anche in questo caso, il fatto che si trovi a profondità elevate o ai margini superiori del reef, come anche su praterie di fanerogame, è dovuto soprattutto al suo comportamento da attivo predatore di piccoli pesci, che caccia soprattutto di notte. Di giorno vi sarà infatti spesso capitato di incontrarli nascosti in anfratti, in penombra o intenti a riposare.

Curiosità
Tra i tanti aspetti curiosi della vita di questo piccolo ma tenacissimo predatore, spicca sicuramente quello che vi sarà sicuramente capitato di notare soprattutto in notturna: la relazione tra uomo e l'animale che si  sviluppa in certi punti di immersione. Nei siti più famosi e frequentati per le notturne, questi pesci hanno adottato un'insolita strategia che li vede attratti dalle torce dei subacquei. Le lampade a volte decisamente sovradimensionate, se puntate dritte negli occhi dei pesci (cosa assolutamente da evitare), li stordisce e immobilizza, permettendo al predatore di lanciarsi sulla facile preda e aumentando così il successo della caccia. Questo atteggiamento spesso porta moltitudini di pesci leone radunarsi intorno al fascio luminoso della torcia generando ansia nel subacqueo, ben cosciente che l'incontro ravvicinato con le pinne di questo pesce può avere esiti molto dolorosi.

Avvicinamento e Osservazione
Non si parla certo di un pesce veloce o gran nuotatore, e le sue armi di difesa lo rendono abbastanza confidente nei confronti del subacqueo ma questo non ci deve indurre a diventare invadenti o ad avere troppa confidenza. A volte il pesce potrebbe fuggire di scatto, ma molto spesso capiterà di vederlo sollevare la pinna dorsale e poi puntare con il muso verso il basso, così da orientare le proprie armi di difesa verso la potenziale minaccia. Questo è un chiaro avviso che lo abbiamo infastidito. Sarà meglio allontanarsi per evitare spiacevoli incontri con i raggi collegati alle ghiandole velenifere.

Fotografare
Il pesce leone o Pterois Volitans appartiene a quella categoria privilegiata di pesci che hanno tutte le caratteristiche per poter essere fotografati in qualsiasi situazione, ottenendo quasi sempre un ottimo risultato grazie alla sua splendida forma e al fatto che non fugge, anzi il più delle volte si mette anche in posa permettendoci di dedicare tutto il tempo per organizzare al meglio il nostro set di ripresa. Considerate queste situazioni privilegiate, possiamo allora concentrarci sull'inquadratura. Per chi dispone di una compatta non sussisterà il problema nella scelta dell'obiettivo potendo utilizzare indifferentemente la funzione macro per realizzare i primi piani o addirittura i dettagli del pesce e in alternativa il grandangolo per una ripresa di ambiente. Chi invece lavorerà con la custodia avrà deciso a priori quale lente montare e quindi che tipo di immagini realizzare. L'unico problema che può creare lo Pterois è che molto spesso, quando si sente oppresso, tende a girarsi mostrando la parte posteriore del suo corpo. Sicuramente non la più fotogenica da riprendere. Sarà allora necessario rimanere in attesa che il pesce si giri di nuovo mostrando il meglio di se'. OBIETTIVO MACRO grazie all'assoluta immobilità del pesce quando si trova adagiato su un corallo o all'interno di un anfratto, avremo la possibilità di avvicinarci quanto desideriamo potendo quindi realizzare anche immagini macro molto spinte fino a riprenderne i dettagli più minuti. Sarà necessario in questo caso trovare il miglior assetto facendo attenzione a non appoggiarci a coralli o quant'altro. Fate attenzione a direzionare il flash in modo che non crei forti ombre intorno al soggetto. Per evitare questo problema il flash dovrà essere tenuto all'altezza della custodia e direzionato sul soggetto cercando di evitare le ombre.OBIETTIVO GRANDANGOLARE sono diverse le situazioni che ci verranno proposte dal soggetto. Molto spesso il pesce nuota in solitario ma capiterà anche di incontrarlo accoppiato ad altri esemplari. Lo incontreremo appoggiato su una gorgonia o sotto una bella acropora, mentre fluttua solitario nel blu o vicino ad un alcionaria colorata. Insomma situazioni davvero ideali. E' proprio questo il momento in cui bisogna dedicare qualche minuto per decidere quale sarà la migliore situazione scenografica. Attendete che il soggetto si posizioni nel migliore dei modi e poi scattate. Se disponete di flash separato dal corpo macchina, non dimenticatevi di sfruttare la luce esterna come fonte luminosa principale, sarà sufficiente un leggero colpo di flash come schiarita per realizzare una ottima immagine.  

Testo di biologia curato da Emilio Mancuso (I.S.M. Istituto per gli Studi sul Mare)

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