Biologia Marina

PAGLIACCIO

Biologia
E' indiscusso che i pesci pagliaccio siano il gruppo più famoso per motivi scientifici oltre che cinematografici, e quindi anche noi non possiamo esimerci dal chiacchierare di Amphiprion bicintus, la versione "Mar Rosso" del piccolo Nemo. Li avevamo già trattati marginalmente nell'uscita dedicata ai Pomacentridi, di cui fanno parte insieme a damigelle e castagnole. I pesci pagliaccio appartengono alla sottofamiglia degli Amphiprioninae e vengono così chiamati per le loro livree estremamente colorate, tendenti al rosso-arancio. Il corpo è compresso latero-lateralmente, con grandi pinne arrotondate e adatte solo a piccoli spostamenti.

Profondità
Più che a una profondità particolare, il pesce pagliaccio è legato a un territorio particolare, ovvero l'anemone in cui si stabilizza e che gli fornisce una sicura dimora non tanto gradita dai suoi potenziali predatori. In Mar Rosso il pesce pagliaccio si trova mediamente dalla superficie fino a circa tre metri in associazione ad anemoni delle specie Entacmaea quadricolor (l'anemone a bolle), Heteractis aurora (l'anemone a perline) Stichodactyla gigantea (l'anemone gigante, che a dispetto del suo nome non è il più grosso) nonchè dell'immancabile Heteractis magnifica, ovvero l'anemone più famoso che sicuramente popola centinaia delle vostre fotografie insieme ai pesci pagliaccio che vi nuotano in mezzo.

Curiosità
Il rapporto simbiotico tra pesci pagliaccio e anemoni è conosciuto da tempo, e questa relazione inizia quando il pesce è ancora embrione nell'uovo. La mamma pagliaccio (l'individuo più grosso della coppia o del nuvolo di pesci che vedete sull'anemone) depone infatti circa un migliaio di minuscoli ovetti sulla roccia sotto il mantello dell'anemone, e da subito inizia il processo di "acclimatazione" dei futuri pagliaccetti. Si è notato tra le cure parentali, adoperate dal maschio, che un aspetto importante consiste nel prendere un tentacolo dell'anemone e passarlo sopra le uova. In questo modo il muco di cui è coperto il tentacolo, insieme anche a qualche cellula urticante, inizia a coprire le uova portandole ad avere "profumo di anemone", coprendo cioè qualsiasi stimolo chimico che potrebbe indurre l'anemone a scatenare le sue cellule urticanti.Il camuffamento chimico del pesce andrà avanti per tutta la vita, e lo si nota ogni volta che osserviamo un pagliaccio sfregarsi tra i tentacoli dell'anemone.Più recentemente è stato dimostrato che si parla di simbiosi perchè la presenza del pagliaccio è vantaggiosa anche per l'anemone, la spiccata territorialità del pesce infatti tiene lontani altri pesci potenzialmente predatori dell'anemone, come ad esempio alcuni pesci farfalla.

Avvicinamento e Osservazione
Essendo il pagliaccio un pesce spiccatamente territoriale, non esiterà a manifestarvi inizialmente il fastidio di una vostra eccessiva o perdurante vicinanza, specie se l'incontro avviene mentre uno stuolo di uova sono celate sotto l'anemone. Il pesce non si allontanerà mai dal suo anemone quindi avrete tutto il tempo e i modi per osservarlo da vicino. Avvicinatevi senza effettuare movimenti esagerati ma gradualmente in modo che il piccolo pesce si abitui alla vostra presenza. Vedrete che in breve verrete accettati diventando elemento di curiosità da parte sua. 

Storie e Leggende
Qualsiasi leggenda sul pesce pagliaccio non potrà mai superare la meravigliosa storia di Nemo. Mitico pesce pagliaccio protagonista del film prodotto dalla Walt Disney nel 2003. Il film racconta la storia e l'evolversi della relazione tra padre e figlio: tra Marlin, un pesce pagliaccio della barriera corallina australiana e Nemo, il suo unico figliolo. La storia di Nemo è prima di tutto la storia di un padre e di un figlio che incrinano il loro rapporto, salvo poi adoperarsi per ricucire lo strappo. I protagonisti sono Pesci Pagliaccio destinati da Madre Natura a vivere la loro intera vita tra gli anemoni di mare della Barriera Corallina australiana. Marlin e Coral attendono che le loro centinaia di uova si schiudano quando la tragedia li colpisce: un terribile Barracuda attacca e distrugge i loro sogni. Marlin perde conoscenza e, al risveglio, scopre di avere perso tutto. Anzi, non proprio tutto! Un minuscolo uovo è quello che resta del suo sogno felice. Ne nasce un pesciolino con una pinna atrofica che Marlin, il padre,  accudisce e protegge con insistente caparbietà. E' su di lui infatti che si riversano tutte le attenzioni che avrebbe avuto per la sua numerosa famiglia che il destino gli ha sottratto.Il primo giorno di scuola porta Marlin al panico. Lasciare il piccolo Nemo in balìa del mare e degli altri pesci gli rimane difficile, ma bisogna farlo. Quando per una stupida sfida con i compagni, ma anche e soprattutto con suo padre, Nemo si avvicina ad un motoscafo, i più terribili timori di Marlin diventano realtà: il piccolo pesce pagliaccio viene catturato e portato via! Marlin deve superare tutti insieme i suoi timori verso il mare aperto e partire in cerca del figlio. Non c'è scelta, è non c'è timore che tenga!Inizia l'avventura. Marlin incontra da adesso in poi un mare di personaggi ad iniziare dalla pesciolina Dory, ricca di buone intenzioni, ma anche un pochino distratta. Più correttamente, come lei stessa dice, soffre di perdite di memoria a breve termine. La pesciolina si lancia comunque nella disperata impresa di Marlin e lo accompagnerà per tutta l'avventura. E che avventura! Tanto per cominciare la coppia incontra un gruppetto di tre squali vegetariani che, al motto di «I pesci sono amici, non cibo» partecipano a sedute sul tipo di quelle degli alcolisti anonimi per abituarsi alla vita di vegetariani. Non sempre ci riescono e Marlin e Dory se la vedono brutta. Ma se la cavano. Il piccolo Nemo, intanto, è finito a Sidney, nello studio di un dentista. Qui attende di essere dato in dono alla terribile Darla, nipotina del medico. Insieme ai pesci dell'acquario in cui è rinchiuso, Nemo tenta la fuga ma l'impresa non è esente da rischi.Il viaggio di Marlin e Dory attraverso l'oceano prosegue tra incontri belli e brutti finendo, piano piano, sulla bocca di tutti. La voce arriva all'orecchio del pellicano Amilcare che la riferisce a Nemo. Il pesciolino fatica a credere che un pesce pagliaccio, legato per la vita agli anemoni di mare, possa affrontare il mare aperto, gli squali, le tartarughe marine, le terribili meduse e chissà cos'altro. Ma se lo fa Marlin, allora lui può impegnarsi di più e correre qualche rischio per fuggire dall'acquario. Quando ormai Marlin è nella baia, Nemo si appresta a lasciare lo studio dentistico, non senza rischiare la vita. Quando il pellicano si offre di accompagnare Marlin e Dory fino allo studio, lo spettacolo è quanto di peggio il povero padre potesse temere: Nemo galleggia a pancia in su. Morto. Si tratta in realtà di un trucco, ma Marlin lo ignora. Torna indietro. Ora ha perso davvero tutto. Quando Nemo riesce fortunosamente a tornare in mare, suo padre non è lì ad aspettarlo. Incontra però Dory che, nonostante il suo problemino con la memoria, riesce a ricordare tutto, anche se non proprio subito. Poco dopo Nemo e Marlin si riuniscono, finalmente. Non è ancora finita, però. Nella baia si aggirano diversi pescherecci e una enorme rete da pesca è il nuovo nemico. Sarà proprio Nemo a dimostrare di potersela cavare liberando tutti pesci intrappolati. Marlin fa bene a preoccuparsi per suo figlio, deve però imparare a lasciarlo fare. Ora Nemo glielo ha dimostrato.

Fotografare
Dal punto di vista fotografico il pesce pagliaccio è uno dei soggetti più stimolanti e scenografici che esistano. Un insieme di colori brillanti abbinati ad una forma perfetta e a una scenografia ottimale legata al suo habitat. Cosa può desiderare di più un fotografo? Abbiamo a disposizione tutti gli elementi utili per realizzare immagini molto belle. Prendetevi il giusto tempo e non abbiate fretta. Iniziate a posizionarvi nel punto corretto che verrà individuato considerando la posizione dell'anemone rispetto alla luce del sole. Nel caso in cui l'anemone fosse attaccato alla parete del reef allora concentratevi sulle immagini macro utilizzando quindi un obiettivo da primissimo piano. Se invece l'anemone si trova adagiato sul fondale e contornato da formazioni coralline allora potrete utilizzare obiettivi grandangolari che vi permetteranno di realizzare inquadrature a più ampio respiro all'interno delle quali entrerà oltre al pesce anche l'ambiente circostante. OBIETTIVO MACRO in questo caso l'immagine sarà dedicata al dettaglio del pesce. Sarà necessario impostare la messa a fuoco automatica e concentrarsi sull'immagine che si vuole ottenere. Intanto non abbiate fretta e lasciate che il pesce, dopo avere girato intorno a voi con frenesia, si tranquillizzi e rientri all'interno dell'anemone. Piano piano inizierà a spuntare il suo muso al di fuori per controllare che la situazione non sia mutata, nel frattempo con molta delicatezza voi vi sarete posizionati e inquadrato il punto dell'anemone nel quale si trova il piccolo pesce. Dovrete solo iniziare a scattare cercando di individuare la migliore inquadratura. Il flash esterno dovrà essere posizionato leggermente indietro rispetto alla posizione della custodia. E' opportuno avere preso prima i riferimenti corretti per l'esposizione in modo da non perdere ulteriore tempo durante lo scatto. Nel caso invece di una fotocamera compatta ricordatevi di impostarla sulla funzione macro. OBIETTIVO GRANDANGOLARE con questo obiettivo avrete a disposizione una situazione totalmente diversa dalla precedente potendo usufruire di un obiettivo ad ampio respiro. Sono innumerevoli le inquadrature che potrete effettuare anche se sarà importante avvicinarvi il più possibile al soggetto principale in modo da ricoprire buona parte dell'inquadratura, dopodichè pazientare in attesa che il o i pesci rientrino nella vostra inquadratura e quindi scattare. Fate molta attenzione a non illuminare il pesce con un colpo di flash troppo violento, rischierete di compromettere i colori reali della sua splendida livrea infatti, quel giallo splendente rischierà di diventare un giallo limone assolutamente falso. Il colpo di flash dovrà essere compensato dalla luce esterna e non predominante. Tenete quindi il flash abbastanza distante in modo che illumini omogeneamente tutta la scena. Come sempre cercate di sfruttare al massimo la luce esterna magari con un bel controluce.   

Testo di biologia curato da Emilio Mancuso (I.S.M. Istituto per gli Studi sul Mare)

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