Diario di Bordo

gli occhi di Davide

Avrei tanto voluto vivere la partenza  di questo viaggio con gli occhi di Davide.
Davide, 10 anni non ancora compiuti si è trovato nelle acque di Djibouti a rincorrere gli squali balena. Io a 10 anni non sapevo nemmeno esistesse Djibouti. Sognavo la Polinesia senza nemmeno sapere dove trovarla sul planisfero, ma Djibouti proprio non l'avevo neanche sentita nominare. Ecco perchè avrei voluto vivere questa esperienza con gli occhi del bambino, con le misure del bambino. Non sono certo una pertica, ma incrociare la rotta di quei pescioni e sentirmi piccolo lascia col fiato sospeso; immaginatevi cosa deve essere trovarsi in quell'acqua torbida e vedere a pochi metri prendere forma un animale quattro volte più grande di te. Non deve essere semplice tornare a casa e raccontare ai tuoi amichetti quello che hai visto e soprattutto convincerli che non è frutto della tua fantasia.

In diversi momenti di questo viaggio ho provato a osservare quei colori, gli orizzonti, quelle sensazioni con gli occhi di Davide e qualche volta penso anche di esserci riuscito.
Sicuramente mi è riuscito meno all'inizio del viaggio, quando in giro per le acque di Arta Plage, rimanevamo in attesa di una pinna che spuntasse da quell'acqua verde. Purtroppo mi accorgo immediatamente che nelle precedenti spedizioni l'acqua era decisamente più torbida, noto subito che i granchi plantofagi sono meno presenti. Un pizzico di timore piano piano si fa strada nei miei pensieri. Cerco di interpretare i vari indizi che il mare mi dà e temo che questa volta la stagione di migrazione ci abbia anticipati lasciandoci solo la magrissima consolazione della tipica anomalia che altera la statistica. Per i primi due giorni soltanto due avvistamenti di individui non intenti a mangiare quindi parecchio girovaghi. Comunque incontri emozionatissimi per chi non aveva mai avuto l'occasione di imbattersi in un balena. Faticosi ma emozionanti!
Una certa delusione inizia a serpeggiare tra gli adulti che ripetono: "così funziona in mare, l'incontro non è mai garantito" ma nella loro sfera infantile fremono come bambini ed io con loro. Vorrei tanto poter condividere quel Djibouti che ben conosco.
Mentre dall'altra parte un bambino di nome Davide che vorrebbe incontrare quegli squali così grossi, ma che in fondo gioisce tantissimo nel portarci a spasso governando il gommone, giocando con i marinai a fare il marinario e giocando con me a fare il biologo. Gioca e vive su una barca un'esperienza che spero si ricorderà per sempre.
Molliamo il golfo di Tadjoura alla volta del Goubbeth, decidiamo di concentrarci sull'attività subacquea alla scoperta di bellissimi scorci che questa terra magica sa sempre offrirci. Il corso di biologia va avanti e faccio del mio meglio per trasferire ai compagni di viaggio nozioni e curiosità sul mondo degli squali balena, della loro importanza e della loro fragilità ma in fondo al nostro cuore di bambini, speriamo ardentemente di ritornare al più presto ad Arta Plage e accantonare per un attimo le motivazioni scientifiche del viaggio per lasciare sfogo allo stupore dell'incontro con i magnifici animali.

La fortuna è stata dalla nostra parte: il vento, le correnti, la presenza delle sagitte in acqua e dei granchi planctofagi intenti a mangiarle. Ormeggiamo vicino ad Arta Plage e ritroviamo quel mix di condizioni che hanno sempre determinato gli incontri migliori. Resta la consapevolezza che con buona probabilità quest'anno la stagione di migrazione si è anticipata, ma per fortuna gli ultimi due giorni ad Arta ci hanno permesso di fotoidentificare una decina di esemplari che hanno assicurato ai miei compagni di viaggio di tornare a casa con il ricordo di queste acque miracolose. Lo stesso che ormai da cinque anni mi riporta ad esplorare queste acque ricche di vita in attesa che dal torbido prenda forma quella sagoma capace ogni volta di emozionarmi.

Avrei voluto vivere quei due giorni con gli occhi di Davide, ma poi le parole, l'entusiasmo e gli sguardi dei miei compagni di viaggio mi hanno fatto capire che nel loro cuore di bambini l'incontro ha lasciato il segno, che la magia di questa terra, di questo mare e di questi animali ha riavvicinato i loro occhi a quelli di un bambino. E' fatta, anche questa volta portiamo a casa il risultato. I miei compagni di viaggio ritornano alle loro vite con un bel carico di energia e con maggiore consapevolezza e conoscenza nei confronti di quella creatura mitologica che è "lo Squalo Balena"; io lavoro sui dati e sulle immagini da mandare alla Whale Shark Photoidentification Library, e mentre fuori siamo ancora sotto zero, dentro, il cuore di bambino si scalda al ricordo degli incontri, dei colori, degli odori e degli amici con cui ho condiviso questo viaggio in uno scorcio magico d'Africa.

Emilio Mancuso

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