Diario di Bordo

alla scoperta del Sudan Nord e Sud

I bagagli sono pronti … era da un po’ di tempo che io e Giorgio desideravamo riprendere a navigare e finalmente partiamo per una nuova avventura: ci attende il Sudan! Non potevamo perdere la ghiotta occasione di questa nuova crociera che in due settimane, ci permetterà di immergerci nei luoghi più belli di questa parte di Mar Rosso a noi ancora sconosciuta.
Non vediamo l’ora di arrivare e finalmente, nella notte di Port Sudan, intravvediamo le luci del Suzanna ormeggiato al porto. La barca che ci ospiterà e che inizia subito a sorprenderci,  troviamo infatti ad attenderci vecchie e care conoscenze. Buona parte dell’equipaggio infatti ci aveva già viziato e coccolato lo scorso anno in Arabia ed è una gioia anche per noi ritrovarli ed apprezzare la loro festosa accoglienza. Hamam, mitica guida subacquea, Gamal il bravissimo cuoco, Mahmud, sempre pronto a soddisfare ogni nostra richiesta e Samy, un caro amico senza il quale le nostre bombole non sarebbero mai pronte e la barca non sarebbe così sicura e funzionante! Sistemati i bagagli in cabina siamo pronti per un sonno ristoratore e carichi di voglia di mare!
Alle prime luci dell’alba siamo già in navigazione verso nord; non resisto alla voglia di uscire dalla mia cabina e corro subito a prua: eccomi finalmente in mezzo al blu, mare e cielo si confondono all’infinito e nel silenzio della navigazione mi godo l’aria fresca del mattino! Ci sono anche i delfini che ci accompagnano per un po' e che ritroveremo molto spesso nei giorni a seguire. Un po' alla volta si svegliano anche gli altri compagni di viaggio e finalmente, all’orizzonte, vediamo stagliarsi il faro di Sanganeb, la nostra prima meta. Non appena la barca si ancora, il suono della campana ci avvisa che la colazione è pronta. Questo piacevole suono accompagnerà tutti i momenti più importanti delle nostre giornate, dalla sveglia ai pasti e soprattutto i breefing delle immersioni. Terminata la colazione, Sergio, la nostra guida subacquea, ci richiama tutti sul ponte superiore per il primo breefing: regole principali di immersione e di vita a bordo. E' un vero mito, per ogni immersione ci prepara uno splendido disegno che spiega con un entusiasmo tale da coinvolgerci tutti. Tipo di immersione, profondità, correnti, pesci, aneddoti, tutto raccontato in modo semplice e chiaro che dimostra tutta la sua passione per questo mare.

Terminiamo di preparare l’attrezzatura e formiamo i due gruppi. Tutti pronti per il primo tuffo sulla punta sud di Sanganeb.  Sono un po’ agitata, ho sempre sentito parlare di fantastici avvistamenti di squali nelle immersioni sudanesi e la cosa mi “rende nervosa”, ma non resisto e mi butto. Con Hamam iniziamo la nostra check dive, anteprima di una lunga serie di spettacoli naturali che ci stupiranno per due settimane. E’ la fine del periodo degli amori delle cernie e sul plateau incontriamo decine di cernie giganti che, data la loro mole, non riescono a nascondersi sotto gli splendidi coralli ad ombrello. Incontriamo anche il primo squalo, per mia fortuna non troppo grande!! Altra fortuna: non è il periodo della “cova” dei balestra titano che, essendo tranquilli, mi permettono di rilassarmi senza dovermi guardare sempre alle spalle! E’ decisamente un inizio più che promettente! Risaliti a bordo abbiamo il tempo di divorare un gustoso pranzo e poi si mollano le ancore diretti a Sha’ab Rumi, dove andremo a visitare il Precontinente 2, il famoso laboratorio sottomarino creato da J. Cousteau, per i suoi esperimenti di “vita sottomarina”. Delle strutture originali non resta molto, il garage del sottomarino, l’acquario e le gabbie per l’osservazione degli squali. Il tutto è ormai colonizzato dalla vita marina, che per fortuna riesce a trasformare delle rovine in uno splendido e coloratissimo giardino.

Sistemata l’attrezzatura, sul ponte superiore, finalmente ci aspetta la merenda preparata da Gamal che come sempre ci stupisce. Troviamo infatti una deliziosa focaccia calda accompagnata da un fresco thé al karkadè; quello che ci voleva per concludere la prima giornata in assoluta bellezza.
Dopo cena ci ritroviamo tutti sul ponte per condividere impressioni ed emozioni della prima giornata e vedere alcune fotografie scattate dai compagni. Poi, stanchi ed appagati, filiamo tutti a nanna! La nostra cabina è sul ponte superiore e questo ci permette di addormentarci con la porta aperta, cullati dallo sciabordio del mare e dall’aria fresca. Come ormai di consuetudine non riesco ad aspettare la sveglia “ufficiale” della campana; all’alba sono già sul ponte di comando assieme al capitano Abdhallah, al timone da ore per permetterci di svegliarci alla prossima tappa, Qita el Banna, dove effettuiamo due immersioni ed incontriamo i nostri primi squali martello sudanesi. Curiosità e timore saranno le emozioni che mi accompagneranno per due settimane, ma per mia fortuna Hamam è sempre a portata di mano, dato che Giorgio, mio compagno d'immersione è presissimo con la sua nuova videocamera.  
Siamo pronti per la mitica Angarosh, un nome che per me è sinonimo di squali! Ed è veramente uno spettacolo, sembra quasi offensivo dire che ci sono i soliti splendidi coralli, miriadi di pesci colorati, ho capito che in queste immersioni si va “a caccia” di squali… e il mare sudanese ce li offre su un piatto d'argento praticamente ad ogni immersione!  Angarosh non smentisce il suo nome, “madre degli squali”, in attesa nel blu iniziamo ad intravedere le loro forme che pian piano si avvicinano curiose e ci girano intorno: squali martello, grigi ma anche tanti barracuda. Non possiamo chiedere di più a questo mare!

Nel pomeriggio Abington ci offre un’immersione più rilassante durante la quale apprezziamo una cascata di anemoni aperti e chiusi, abitata da dolcissimi pesci pagliaccio. Al mattino siamo nuovamente pronti per immergerci nuovamente ad Angarosh dove faremo altre due immersioni che ci regaleranno ancora incontri ravvicinati con squali martello e grigi. Lo devo ammettere, resto talmente affascinata che mi è improvvisamente passata la paura, anzi se non sono abbastanza vicini da vederli bene rimango quasi un po’ delusa! In questa accattivante routine quotidiana, tra pranzi, cene, spuntini e belle dormite, si susseguono tante immersioni splendide come quella di Merlo, ricca di coralli e di pesci di barriera. Spesso la sera si avvicinano piccole barche di pescatori, che in cambio di carburante, zucchero o sigarette ci offrono del pesce appena pescato.
Sulla via del ritorno, siamo nuovamente a Sha’ab Rumi, dove ritroviamo squali grigi, carangidi ed un bel branco di martelli.
Anche Sanganeb punta nord ci ripropone fortunatamente la dolce visione di squali  grigi, un bellissimo banco di barracuda e di enormi pesci bisonte. Nel pomeriggio andiamo a  visitare il faro, 197  gradini per arrivare in cima, ma ne vale proprio la pena. Una vista a 360° sul reef di Sanganeb, è grandissimo, stupendo, con i colori e le tonalità di blu e turchese più svariate e la nostra meravigliosa Suzanna sembra piccolissima dall’alto.   
Prima di rientrare in porto, effettuiamo l’ultima immersione di questa prima settimana sul relitto dell’Umbria. La nave riposa a Wingate Reef nelle vicinanze di Port Sudan, affondata dal suo equipaggio italiano nel giugno del 1940 per non farla cadere in mano inglese. Lo scafo è praticamente integro, abbiamo visitato le diverse stive, contenenti Fiat 1100, sacchi di cemento, bottiglie, bombe di aereo, munizioni, scialuppe; il tutto ormai colonizzato da coralli tra i quali nuotano pesci di ogni forma e colore. Sapere poi che nell’affondamento non ci siano state vittime, anche il gatto del capitano si è salvato, mi permette di godere maggiormente di questa visita.

Tornati a bordo si riparte e il pranzo viene servito in porto. I compagni che ci lasceranno domani iniziano a preparare i bagagli e io mi sento veramente fortunata a poter restare un’altra settimana!
Sabato mattina andiamo a fare un breve giretto per Port Sudan, ma il caldo ci costringe a ritornare presto in barca e dopo un rapido pranzo ed i saluti ai partenti, restiamo solo noi e due simpatici ragazzi inglesi. Iniziano i lavori, l’equipaggio ha infatti poche ore per ripulire e sistemare tutta la barca prima dell’arrivo dei prossimi ospiti. Sono tutti indaffaratissimi. Caricare le nuove scorte di viveri, fare acqua e carburante, lucidare e ripulire la barca dalla salsedine. Nonostante tutto questo gran da fare i ragazzi ci fanno una bellissima sorpresa. Verso le tre ci invitano a mangiare assieme a loro, Hamam ha fatto portare in barca il “mandi”, un piatto tradizionale arabo. Si tratta di un piatto enorme di riso con spezie, uvetta ed uova sode su cui giace un intero capretto arrosto. Stesa sul ponte una grande stuoia ci sediamo tutti assieme attorno al piattone e ridendo e scherzando dividiamo e gustiamo questa pietanza deliziosa. Sono stata felice ed onorata di aver condiviso con loro questo momento importante. In tarda serata arrivano i nuovi ospiti ed al risveglio il faro di Sanganeb e la sua stupenda laguna mi accolgono nuovamente. Spero di trovare ancora le grosse cernie ma Hamam mi spiega che il periodo degli amori è finito e se ne sono andate. Ritorneranno le stesse settimane del prossimo anno, beate loro, chissà io dove sarò! Per consolarci incontriamo un enorme barracuda solitario, che ci segue per tutta l’immersione. Le successive immersioni saranno a Sha’ab Rumi, dove non ci stanchiamo mai di squali martello e grigi, grossi branchi di chirurghi unicorno, oltre a tutti gli altri abitanti del Mar Rosso. Riusciamo a fare un ultimo salto nel blu a Sanganeb prima di partire verso i reef del sud. Superiamo Port Sudan ed arriviamo nell’arcipelago di Swakin. Ancoreremo sempre all’interno della stessa laguna di sha'ab Ambar e faremo puntate esplorative giornaliere nei siti di immersione che si trovano nei dintorni. A Jumna vediamo numerosi squali grigi e martello ed al termine dell’immersione, sotto la barca, incontriamo tre piccoli squali seta,che ci gironzolano intorno curiosi quanto noi.

Sha’ab Ambar, sarà l’immersione pomeridiana per tutti i giorni successivi. Sempre ricca di carangidi, un banco enorme di chirurgo, grigi, martello, pinna bianca, tartarughe. Poi a Peshwa, dove oltre ai “soliti grigi” abbiamo la compagnia di un grosso barracuda, che, per sua sfortuna ci segue fino alla barca. Logan e Nakhalat detta “Pinnacolo”, dove per la prima volta vedo una coppia di piccoli gobidi leopardo bellissimi. Riprendendo la via del nord ci fermiamo nuovamente a Jumna per la penultima immersione, che non poteva darci soddisfazione maggiore: riusciamo infatti a vedere non uno solo, ma ben due branchi di squali martello. Se chiudo gli occhi è un immagine che vedo ancora oggi, stupefacente: nel blu iniziano ad apparire tantissime sagome bianche, piano piano, girando si avvicinano e diventano sempre più nitide fino ad avvicinarsi, riesco a vedere chiaramente gli occhi, il “martello”, ad apprezzare la sinuosità con cui si muovono… non penso che li dimenticherò e non avrei mai creduto di arrivare a non temerli più. Facciamo correre il Suzanna fino a Sanganeb per fare l’ultima immersione e poi purtroppo si ritorna verso Port Sudan. Siamo alla fine della settimana e questa volta tocca anche a noi fare i bagagli! Arrivati in porto ancoriamo e dopo il tramonto il lungomare si accende di luci e si popola di donne, bambini e uomini che passeggiano e si fermano a guardare il rientro di tutte le barche da crociera. Il loro spettacolo del venerdì sera. Dopo cena scendiamo a terra e andiamo a bere un caffé e fumare una shisha. Samy ci racconta della povertà di questa gente, delle giovani ragazze che servono il caffé, che arrivano clandestine dall’Eritrea e vivono in dieci in una unica stanza, dei ragazzini che vendono di tutto, dalle schede telefoniche alle conchiglie, dai semi di zucca ai parei.

Torniamo a bordo per terminare i bagagli e all’indomani mi alzo prima del solito. Da buona montanara che ama il mare devo approfittare degli ultimi momenti. Il porto è silenzioso e sul ponte alcuni ragazzi dell’equipaggio stanno ancora dormendo. Mi preparo un the e vado sul ponte più alto, quello di comando: sta sorgendo il sole ed alcuni delfini scivolano silenziosamente intorno alla barca, quasi volessero salutarmi. Cosa posso dire, sono state due settimane stupende, vissute e godute intensamente, quasi sempre in totale isolamento. Ogni immersione è stata meravigliosa, grazie ad Hamam e Sergio, due guide veramente eccezionali ed ottimi compagni di viaggio!
E grazie soprattutto all’instancabile equipaggio della Suzanna, sempre allegro e sorridente, disponibile e facile allo scherzo, Abdhallah, Samy, Gamal, Mahmud, ma anche a Said, Talal, Gasem, Hamada, i marinai, sempre pronti a darci una mano a vestirci, spogliarci, a salire e scendere dal gommone (soprattutto a tirarmi in gommone dopo l’immersione, rotolante come una foca), e, quando ci riuscivano, a ributtarci in acqua per scherzo.
E come sempre non faccio in tempo a tornare a casa che penso già alle prossime vacanze …. Malish bukra inshallah, forse ci rivedremo ancora!

Roberta Bertini

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