Diario di Bordo

Ritorno a Gibuti

La crociera nel golfo di Tajura e nel « golfo del Ghubbet el Kharab »
L’aereo Daallo Airlines atterra nell’aeroporto internazionale di Djibouti, dopo 8 ore di volo diretto da Parigi. Sono pronta ad assaporare l’aria africana e tutto il profumo della sua terra che puntualmente investe il viaggiatore all’apertura del portellone. A Gibuti non ci sono particolari pratiche doganali o lungaggini per ottenere il visto turistico, il tutto avviene nel tempo necessario a ritirare il bagaglio. Ci accoglie sorridente un ragazzo francese che sarà la nostra guida, ed eccoci già sul pullman che ci conduce al porto. Ci imbarchiamo da una banchina semideserta sulla bellissima goletta « Deli » che in turco significa « follia ».
Dopo gli ultimi preparativi si staccano gli ormeggi e si va diretti alle îles mousha per la prima immersione « check dive ». L’acqua ricca di plancton non è propriamente cristallina, ma è azzurra e comunque luminosa. E sarà proprio la presenza di questo prezioso elemento a favorire l’incontro inatteso con il più grande pesce filtratore di plancton: lo squalo balena. Al rientro della prima immersione noto una certa concitazione e a bordo: lo skipper è in comunicazione radio con l’altra imbarcazione che effettua crociere, il ms/y Keyif, che si trova ormeggiato nella baia di Ras Eiro, nel golfo di Tajura. Ci comunicano che il branco di squali balena è nella zona e che addirittura stanno girando vicino alla barca. Non serve altra esitazione, si salpa anche con la poca luce del tramonto diretti Ras Eiro! La navigazione nel golfo è tranquilla e il profumo del mare si espande portato dalla brezza notturna. Ho in serbo il desiderio di incontrare all’indomani uno degli esemplari di squalo balena di cui sentivo tanto parlare a bordo ma, come per tutte le cose molto desiderate, preferisco lasciare che l’immaginazione sconfini nel sogno.

Poco dopo il risveglio in pochi minuti preparo maschera, pinne, boccaglio e naturalmente apparecchi fotografici. si doppia un capo e improvvisamente gli occhi di Mohumed si accendono e si sente gridare “ voilà il sont là les requins baleines!”
Una pinna enorme solca la superficie e a pochi metri dalla lancia si materializza la sagoma dello squalo balena: procede lento, per nulla turbato dalla nostra presenza. Assolutamente indifferente al rumore del motore procede nella sua direzione, seguendo una scia di plancton a noi invisibile. Si tratta di un esemplare giovane, non arriva a 5 metri di lunghezza, dopo qualche attimo di esitazione mi calo in acqua piano piano e pinneggio regolarmente per seguirlo. Naviga a circa 30 cm sotto la superficie, preceduto da una manciata di piccoli pesci pilota che si piazzano davanti alla sua enorme bocca senza mai finirvi dentro per sbaglio. Grande perizia o semplicemente… è casa loro?

 La bocca a tratti si spalanca e tutta la parte anteriore del corpo si gonfia di acqua che viene poi espulsa dalle branchie che tratterranno il nutrimento necessario. La pelle della parte superiore è grigio-bruna macchiettata di bianco, mentre la parte inferiore è chiarissima. Le pinne hanno una funzione stabilizzatrice e la coda sembrerebbe la forza motrice.
Senza preavviso ci siamo ritrovati in una situazione quasi irreale: ci sono decine di squali balena che pattugliano la baia e noi ci stiamo nuotando insieme, ospiti increduli di un banchetto molto speciale. Inizio a seguire un altro esemplare giovane, la sua andatura è lenta e riesco restare diversi minuti affiancata a lui, che procede indisturbato per la sua rotta. Posso osservare i particolari del suo mantello, scorgo le tre remore che si fanno trasportare comodamente ancorate sul suo ventre chiaro. Accelero per portarmi un poco avanti a lui ed osservare il muso dal taglio idrodinamico, gli occhi apparentemente inespressivi dell’animale intento a nutrirsi, quasi in una sorta di “trance”. Poi senza alcun preavviso l’animale modifica impercettibilmente il suo assetto ed inizia lentamente a scendere fino a scomparire. Ma non è la fine dell’incanto magico di questa serie di incontri straordinari: infatti sopraggiunge di li a poco un altro esemplare più grande, lo misuriamo ad occhio, rapportandolo alla nostra lancia d’appoggio che è lunga 7,5 metri! e la passeggiata riprende. Il tempo non ha più valore e diventa difficile dire da quanto siamo in acqua, la situazione è veramente unica. Questi squali Balena si radunano nelle acque di Gibuti verso novembre e vi restano fino a tutto febbraio, ma sono abitatori degli oceani e ancora non si conoscono le rotte che compiono nei mesi in cui scompaiono dalla costa. Si rientra a bordo del Deli e parte l’entusiasmo incontenibile per gli avvistamenti e gli incontri. Il ritorno a Gibuti a distanza di 17 anni mi ha riservato veramente delle emozioni speciali.

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