Diario di Bordo

Buona prima !.. al Parco Marino

Aeroporto di  Fiumicino ore 7.30, un  forte temporale impedisce il decollo e il Comandante  annuncia un lieve ritardo in attesa che passi il peggio. Sono minuti nei quali ripenso alle circostanze che mi hanno portato ad essere qui, in attesa di partire per la mia prima esperienza subacquea fuori delle acque del Mediterraneo, in compagnia del mio amico Marco che ha organizzato questa crociera in occasione dei suoi 50 anni, a cui non potevo assolutamente mancare data  l’insistenza sua e dei consueti amici e compagni di avventure Flavio e Bruno.
Marsa Alam vista dall’alto è incastonata tra un deserto di rocce, che fa presagire un caldo torrido, e il mare, che alterna le sue colorazioni dal verde della Barriera Corallina al blu intenso delle acque più profonde.
Il resort dove pranziamo in attesa dei compagni di viaggio è lontano dalla civiltà, sembra un fortino, con la sbarra all’ingresso, ma all’interno c’è di tutto.
Alle 16.00 partenza per il porto e imbarco sulla mitica Aldebaran, un m/y dalle sette bellezze, dove oltre all’equipaggio ed alle guide ci aspetta la prima sorpresa, il regalo di compleanno per Marco, la cabina Suite, posta sul ponte superiore con finestroni a dritta e a sinistra; roba di lusso.
Il frigo è pieno di lattine di Coca Sprite e Fanta, troppe ….. lo svuotiamo un pò e ci mettiamo delle bottigliette d’acqua più salutari delle bibite.
Facciamo le prime conoscenze e subito si intuisce che è tutta bella gente con molta esperienza, ci sarà da stare bene in compagnia. Anche Andrea, la guida, è semplice e diretto nelle sue spiegazioni, qualità non da poco.
Dopo cena a nanna, pronti e riposati per la settimana di crociera. La sveglia è all’alba e sarà una buona abitudine che ripeteremo tutti i giorni, ci fa  guadagnare ore di luce indispensabili per le tre immersioni quotidiane.
Abu Dabbab 3 è il nome del sito dove facciamo la prima immersione denominata  “check-dive”, o più semplicemente “pesata”, che io chiamerei la “stordita”, perchè entro in acqua e per me, il profano, si apre un mondo nuovo. Appena metto la testa sotto il pelo dell’acqua mi rendo conto che la musica è cambiata rispetto a tutte le precedenti esperienze.
Il mare non c’è, troppo trasparente per averne sentore, e in quei pochi minuti vedo di tutto, Pesce Pappagallo, Trigone, Pesce Lucertola, Cernia Corallina, Pesce Imperatore, Anthias a gogò, Coralli e Anemoni a prateria sono talmente distratto che non presto attenzione all’assetto e ne pagherò le conseguenze il giorno dopo.
 

Risaliti a bordo sono convinto che ho raggiunto il top delle immersioni e che la vacanza sia finita lì, andare oltre porterebbe solo delusioni, dopo quello che ho visto, ma sono un profano, non ho ancora abbastanza fede, i miei amici mi placano mi tranquillizzano mi invitano a stare con i piedi per terra(sic! sto in barca).
Partiamo per Elphistone dove arriviamo dopo poche ore.
Alle 15.20 seconda immersione dal gommone, giù tutti insieme, ci si aspetta a 6 metri. Dopo pochi minuti il primo avvistamento di Squali Martello, scendiamo all’inseguimento tutti eccitati (io no…. per me “eccitamento” è un termine riduttivo). Gli squali non fanno mistero e si fanno rimirare tranquillamente. Tutti hanno il tempo di fare foto e riprese che in barca saranno spunto di discussioni infinite. Durante la risalita abbiamo modo di ammirare Barracuda, Carangidi e un bel Pesce Napoleone. La prima volta con gli squali mi lascia incredulo non ho parole per descrivere le mie emozioni al punto che Flavio si preoccupa un po’ dei miei silenzi.
La sera si parte per le Brothers, e questa prima giornata di immersioni, credetemi, vale da sola tutta la crociera, mai viste cose così spettacolari, anche se il bello deve ancora venire e io non lo riesco nemmeno a immaginare.
La mattina del secondo giorno ci troviamo ormeggiati a ridosso della Small Brother alle 7.00 stiamo già sui gommoni. Bisogna dire che Andrea e lo staff di Aldebaran sono efficientissimi, tutto è puntuale e nulla è lasciato al caso, dal risveglio, al caffè, ai biscottini fino al briefing. Anche i compagni di viaggio non sono da meno, non ci sono ritardatari o piantagrane e questo naturalmente rende tutto più scorrevole e piacevole, ma questa immersione per me è tragicomica.
Tutte le immersioni fatte fin ora mi hanno tenuto troppo euforico e poco attento all’assetto; quando ci buttiamo dal gommone tutti scendono a palla, io no… resto a pelo d’acqua e mentre vedo il gruppo andare giù liscio, volteggiando, torno su come un tappo di sughero. Non mollo, ricontrollo tutto, sgonfio con accuratezza il GAV, ritento la discesa e questa volta vado giù bene confondendo però il nostro gruppo con un altro, ma il sistema di coppia funziona alla perfezione e Marco, che nel frattempo mi ha atteso a 10 metri di profondità, mi insegue, mi riacciuffa e mi riporta indietro.
Tutto bene ma lo scherzo ci è costato un bel po’ d’aria; la pagheremo tutta. Usciamo prima degli altri lanciando il pedagno e ho la riprova della serietà dell’equipaggio di Aldebaran, infatti poco dopo arriva il gommone e ci recupera.
Salto l’immersione successiva perché devo recuperare lucidità. Può sembrare strano ma è così.
Troppo emozionanti gli incontri fatti finora, devo concentrarmi anche sulla tecnica delle immersioni anche perché a differenza di quanto accade il Italia  le guide non sono delle balie ed ogni coppia di sub deve cavarsela da sola. Faccio di nuovo la check-dive, studio la situazione  aggiungo un pò di zavorra, controllo il GAV sistemo un pò tutta l’attrezzatura e mi preparo per la prossima immersione con più attenzione.
           
  

Ok ora è tutto a posto. Nelle immersioni successive acquisisco sempre maggiore tranquillità riuscendo a diminuire la zavorra, migliorando notevolmente l’assetto e il consumo di aria.
La seconda immersione del 13 ottobre  la facciamo alla Big Brother sul relitto del Numidia.
Come al solito giù dal gommone tutti insieme, appuntamento sul pennone del relitto per dare uno sguardo di insieme a tutto lo scafo, nei vari anfratti inizia il carosello di vita con dei Pesci Leone che hanno fatto casa proprio sull’altana. Passano pochi minuti e un concerto di sonagli vari richiama l’attenzione su qualcosa di meraviglioso… uno Squalo Balena che pinneggia lentamente verso di noi, non si nega anzi, sembra aspettarci, è molto pacifico, si fa fotografare e riprendere come una prima donna in posa per un servizio fotografico. Nessuno si risparmia, Bruno consuma tutta l’aria per corrergli dietro e Flavio, a fine immersione, gli darà la sua, non si può fare a meno di godere di questi momenti. Usciti dall’acqua grande euforia per questo incontro inaspettato e per festeggiarlo visita al faro con relativa salita in cima con belvedere su tutto il reef . Subito dopo terza immersione a sud di Brother, sul plateau, con avvistamento di Squali Grigi. In serata partenza per Deadalus con  piacevole  cena a bordo (anche se a onor del vero lo sono state tutte), rotta 146° velocità 10-11 nodi e in 7 ore arrivo.
 

Il faro poggia sul reef  e non c’è traccia di isola, due lunghi pontili collegano la torre al mare aperto e il colore a fasce nere bianche fanno molto marino, come dire, una bella cartolina che mi godo dal finestrone del bagno durante le  abituali abluzioni mattutine ( e pensare che c’è chi si litiga il posto al ristorante di Ostia con vista su stabilimenti balneari).
Il 14 ottobre dopo il preciso e puntuale briefing con Andrea, prima immersione della giornata sulla punta nord del reef. Giù dal gommone e in due minuti stiamo già a trenta metri nel blu a caccia di prede e in assenza di queste si va a “ravanare broccoletti “ sulla parete con Anemoni, Pesci Pagliaccio, Barracuda e Tonni. Dopo colazione seconda immersione con avvistamento di 2 timidi Squali Tigre un po’ più profondi di noi e l’incontro con due Longimanus che vengono a scrutarci da vicino…. troppo da vicino.
L’indomani mattina alla prima immersione avvistiamo dei  Martello, ormai il gruppo è super collaudato, ogni volta che si scende ci disponiamo in modo da scrutare il blu a 360 gradi e il primo che avvista qualcosa  lo comunica agli altri ed anche se sei è distratto, in un baleno vedi tutti andare nella stessa direzione; basta seguire il gruppo e il divertimento è assicurato.
             
 

I Martello fanno una certa impressione visti da vicino, in questo caso il primo deve essere una sentinella, ci scruta e ci gira intorno poi tranquillo sparisce e ritorna poco dopo col branco, mentre compare l’adrenalina in dosi massicce. In tutta quella eccitazione perdo di vista il mio compagno e quando mi giro a cercarlo vedo ad una decina di metri dietro di me un Longimanus curioso che mi segue. In un attimo raggiungo e picchio sulla testa Flavio per richiamare la sua attenzione e lui con noncuranza si gira e inizia a fotografarlo mentre ci gira intorno ormai avvistato da tutto il gruppo. Bella esperienza ma in verità ne farei a meno in futuro...
Nei giorni successivi non mancano altri avvistamenti di Martello, così come non mancano momenti di tranquillità a 10 12 metri insieme alle Tartarughe.
La vacanza sta per finire e tiriamo le somme, tutte positive, ad iniziare dal meteo, che è stato ottimo, mai troppo vento e stato del mare 3 al massimo, per gli avvistamenti che a detta di Andrea e dei compagni più esperti sono stati davvero eccezionali.
Durante l’ultimo giorno, che trascorriamo in un Resort per far passare le consuete 24 ore di no-fly, mentre si scambiano indirizzi e-mail e foto con i compagni un solo argomento la fa da padrone: quale sarà la prossima meta?     
                     
 

 Lucio Vitale

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