Diario di Bordo

Capodanno tra i fantasmi del mare


27-12-‘09
La notte è stata lunga. Dopotutto dormire in aeroporto non è la più confortevole delle cose, ma, come ho potuto constatare, è un’abitudine piuttosto comune. L’aereo per Sharm è in orario; io cerco di inquadrare i miei possibili compagni di viaggio, ma nessuno sembra essere un prossimo partecipante della crociera Nord reefs & Relitti. Arrivato all’ormeggio della barca al porto capisco il perché: i miei compagni d’avventura saranno sette sudafricani e un ragazzo svedese! La guida sarà un ragazzo egiziano che non parla italiano, che infatti sarà sostituito nel mio linguaggio dall’inglese per tutta la settimana. Riusciamo, quasi al calar del sole, a fare la check dive subito fuori dal porto di Sharm, a Ras Katy, dove si ormeggerà la barca per la notte.
28-12-‘09
La sveglia alle 6 del mattino è classica per la prima immersione della giornata. Siamo a Tiran e il nostro primo tuffo è Jackson Reef. Una bella immersione, chiusa da uno squalo pinna bianca del reef. Dopo un secondo tuffo a Jackson, in quanto la programmata Thomas vedeva sopra di se ormeggiate un numero di barche esagerato, ci dirigiamo verso la famosissima Ras Mohammed. Ci immergiamo a Shark & Yolanda Reef, dove, quasi incredibilmente, siamo gli unici. E’ uno spettacolo, dove ho anche la possibilità di assaggiare un’idea di relitto, mio vero obbiettivo della crociera, con il carico lasciato sul reef dalla nave Yolanda. Dopo una rilassante notturna e una lauta cena, si va a letto. Da domani si va a caccia di fantasmi del mare…
29-12-‘09
Arriviamo a Beacon Rock dove ci attende il relitto del Dunraven, che giace capovolto sul reef. Ci dirigiamo subito a poppa e da li penetriamo nella nave. Durante questo giro, mi volto per vedere se il mio compagno mi segue, ma mi trovo invece davanti una spropositata murena, alla quale decido di accordare diritto di precedenza per, diciamo così, residenti. Esaminato poi l’esterno ci stacchiamo dal relitto e riemergiamo. Da lì mettiamo la prua verso il famoso Sha’ab Abou Nahas, che offre quattro relitti d’eccezione l’uno affianco all’altro. Il primo che visitiamo è il Kimon M. anche di questo possiamo ammirarne gli interni , oltre che una splendida poppa, per poi farci salutare da un enorme barracuda prima di risalire. Dopo il pranzo è il turno del Chrisoula K., noto anche come “Relitto delle piastrelle”, visto il carico che trasportava e che peraltro è ancora tutto sul fondo.  Facciamo anche un giro all’interno della sala macchine, davvero stupenda. Ma è all’uscita che ci attende una straordinaria sorpresa. Due delfini tursiopi stanno giocando sul fondo e, quando scendiamo da loro, restano a giocare con noi prima di sparire nel blu. L’emozione è visibile negli occhi di tutti. Una simpatica notturna con pesce coccodrillo chiude questa splendida giornata.

30-12-‘09
Siamo sempre ormeggiati ad Abou Nahas, ma il vento è decisamente rinforzato. Per raggiungere i relitti si usano i gommoni e oggi si “balla” parecchio. Ma, come dice la nostra guida Sherif, “questa è l’Abou Nahas che conosco!”. Il primo relitto è il Carnatic, un vecchio gigante del mare, straordinariamente scenografico. La seconda immersione è l’ultimo relitto di Abou Nahas, il più bello, il Ghiannis D. Appena giunti sul fondo, sentiamo dei suoni…Sei magnifici delfini tursiopi dalla superficie scendono sul fondo, poi risalgono e riscendono, ci sfilano davanti (i fotografi ringraziano) e guadagnano il blu sconfinato. Che inizio eccezionale! Il relitto è incredibile, la sala macchine è ancora meglio di quella del Chrisoula. Solo in tre abbiamo aria sufficiente per visitare il troncone di prua, staccato dal più grande di poppa. Usciamo dall’acqua con gli occhi che gridano felicità. Da Abou Nahas si punta dritti alle Gobal Island, dove l’immersione prevista è il relitto della Ulysses. Questa nave, poco battuta perché è difficile da trovare in quanto senza cima d’ormeggio, ricorda molto il Carnatic. È molto grande, con una bella poppa e visitabile all’interno. La notturna, come quella del giorno precedente, viene fatta solo da me e dal ragazzo svedese e si svolge sul relittino del Barge. E’ davvero simpatica e vediamo tre murene spropositate; una in particolare è il vecchio George, che da sempre vive all’interno del Barge.
31-12-‘09
Ancora ormeggiati alle Gobal Island, facciamo la prima immersione a Bluff Point. Una bella drift dive, con corrente davvero notevole. Salpiamo poi alla volta di Sha’ag Rock e del suo Kingston. Il relitto è molto semplice in quanto giace alla profondità di 15 metri, ma ha una poppa e un’elica davvero notevole. Dopo il pranzo si punta con decisione il reef di Sha’ab Ali, che per tutti ha un solo significato: Thistlegorm. I giorni dell’anno sono i migliori per visitarlo. Niente barche daily, infatti tra oggi e domani saremo in tutto tre barche ormeggiate su uno dei relitti più famosi del mondo. Il primo tuffo prevede un giro esterno. Si va a poppa per visitare la locomotiva, poi i carri armati, quindi il cannone e la mitragliatrice per finire con l’elica. Da li si risale lungo la fiancata e visitiamo il centro e la prua della nave senza addentrarci nelle stive Già così l’emozione è indescrivibile. Non ci sarebbe tempo per un’altra immersione diurna, ma in cinque decidiamo lo stesso di fare un breve tuffo di poco più di mezz’ora per cominciare ad ammirare le stive. E’ la notte di Capodanno e decidiamo di fare una cosa decisamente fuori dal comune. Alle 23:45 ci immergiamo con una bottiglia di champagne sul relitto, andiamo a prua, qualche foto ricordo, 3-2-1…AUGURI!!BUON ANNO!! Poi si risale e si brinda con l’equipaggio. Abbiamo fatto capodanno sul Thistlegorm e siamo i primi del 2010 ad averlo visto. Non ci sono parole.

1-1-‘10
In questo primo giorno del nuovo anno ci aspettano gli ultimi due tuffi della crociera, entrambi sul Thistlegorm. Nel primo entriamo a visitare le stive e la cabina del comandante. Ammirato osservo le macchine, le moto BSA, i fucili, gli stivali di gomma e tutto il resto del carico. Nella cabina del comandante si vede anche il bagno. L’immersione è da sogno e io ancora non credo ai miei occhi. Nell’ultimo tuffo mi dirigo a poppa per rivedere bene i carri armati e tutte le munizioni. La profondità mi impedisce un tuffo troppo lungo. Faccio un’ ultimo giro nelle stive e risalgo. Da li la direzione è il porto di Sharm, dove arriviamo nel pomeriggio. E’ finita una crociera indimenticabile, sicuramente la più particolare che abbia mai fatto.

Note Auguro a tutti voi di fare una crociera solo con persone straniere; è un’esperienza straordinaria e che arricchisce in maniera inimmaginabile. Un ringraziamento a tutto l’equipaggio del M/Y Tempest, che ci ha aspettato per la fine dell’immersione di mezzanotte. Il mio consiglio per visitare il Nord del Mar Rosso è di farlo in questo periodo. Pochissimi subacquei, il che vi permette di godere realmente le immersioni, in particolare lo straordinario Thistelgorm e la riserva di Ras Mohammed. Infine non abbiate troppo timore del clima: l’acqua è sui 25 gradi e, quando non tira troppo vento, vi sembrerà realmente di essere in estate.

Gabriele Serra

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