Diario di Bordo

Cassiopea a Dolphin reef

Cassiopea, figlia della mitologia greca, moglie del grande sovrano Cefeo re di Etiopia, veniva narrata come una regina tanto bella quanto vanitosa. Fu proprio la sua superbia a metterla nei guai, quando dichiarò pubblicamente di essere più bella e affascinante delle Ninfe figlie di Giove.
Le Nereidi s'adirarono a tal punto, per quell'affronto, da invocare il loro protettore Posidone perché le vendicasse, e il dio le accontentò scatenando contro il paese di Cefeo la furia delle acque e di un feroce mostro marino. Il re si recò allora in Libia ad interrogare l'oracolo di Ammone, sentendosi rispondere che l'unico modo per liberarsi dal flagello era offrire la figlia Andromeda come vittima espiatoria al mostro. Il re non volle credere a quelle parole, ma gli Etiopi l’obbligarono ad acconsentire al sacrificio. Fu così che la giovane venne incatenata nuda e ricoperta di gioielli, ai piedi d'un faraglione. Legata allo scoglio in attesa del sacrificio, la bella Andromeda venne avvistata dal giovane Perseo di ritorno dalla spedizione contro la Gorgone Medusa mentre a bordo di Pegaso, il suo cavallo alato, passò in volo dalla Filistia e vide la giovane incatenata. Colpito dalla sua bellezza Perseo decise di liberarla dopo una strenua lotta con il mostro marino, conquistandone così la mano e riportando la calma nel regno d’Etiopia. Ma come ulteriore punizione a Cassiopea toccò quella di girare eternamente intorno al polo celeste, a volte in una posizione poco dignitosa, cioè sottosopra, venendo rappresentata seduta sul trono che giocherella con i suoi capelli.

Cassiopea, figlia del cosmo è anche una costellazione con forma a W , formata dalle sue cinque stelle brillanti, che scrittori quali Arato paragonarono a una chiave o a una porta a fisarmonica. Alfa di Cassiopea si chiama Shedar, dall’arabo "il petto" e corrisponde alla posizione in cui questa stella compariva nel disegno della regina Cassiopea seduta in trono e intenta a gingillarsi i capelli di cui tanto era fiera. Beta di Cassiopea è nota come Caph, dall’arabo" mano macchiata", perché agli Arabi sembrava una mano macchiata di hennè. Delta di Cassiopea si chiama Ruchbah, che in arabo vuol dire "ginocchio". La stella centrale della W, Gamma di Cassiopea, è una stella errante variabile che saltuariamente aumenta di brillantezza.

 Anche nel mondo marino esiste una Cassiopea figlia del mare, una medusa di straordinaria bellezza dagli innumerevoli colori e trasparenze, che vive adagiata sul fondo sabbioso del mare con i suoi splendidi tentacoli colorati rivolti verso la luce. Cassiopea Andromeda, questo è il suo vero nome è un animale che respira, si muove ed è figlia del mare e dal mare acquisisce ossigeno, acqua e vita. Il reef di Sataya o Dolphin reef non è l’unico posto dove vive questa tipo di medusa ma per chi l’ha incontrata sul fondo chiaro di questa splendida laguna nel Mar Rosso egiziano, quello è il suo posto e in quel luogo la vanitosa Cassiopea emana tutta la sua bellezza. A dire il vero, vederla appoggiata sul fondo sabbioso non è poi così bella come dice di essere ma se solo verrà distolta dalla pigrizia e le si offrirà la possibilità di fluttuare a mezz’acqua allora si avrà un saggio del suo splendore e rivedremo la vanitosa Cassiopea tanto bella quanto superba. Cassiopea può essere indistintamente rossa, viola, bianca e con mille sfumature che si accendono alla luce di questo sole d’Egitto. A Cassiopea Andromeda, forse sempre per quell’antica punizione divina, è stato tolto l’unico sistema di difesa delle meduse e oggi si trova nei fondali sabbiosi delle profondità marine a vagare silenziosa senza potersi difendere. Tutto questo per l’antico vizio della vanità.

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