Diario di Bordo

Crociera sul M/Y Zabargad

10 agosto – Dopo un tranquillo viaggio prima in aereo e poi in pullman, finalmente alle 22,30 intravediamo in lontananza il m/y Zabargad ormeggiato nel piccolo porticciolo di Ras Qulan. Con cordialità ci accolgono il mitico capitano Hamam e il suo splendido equipaggio. Attendiamo l’arrivo di altri compagni di viaggio per cenare tutti insieme…… a parte gli ultimi arrivati i quali sconvolti ci raggiungeranno stanchi e stravolti alle prime luci dell’alba di lunedì. Aspettando i permessi per salpare dalla celere capitaneria di porto, finalmente dopo mille peripezie, alle 12,30 con il sole già cocente riusciamo finalmente a salpare per navigare in direzione di sha’ab Melaya. Lungo il tragitto facciamo reciproca conoscenza con gli altri ospiti dello Zabargad che, arrivati alla spicciolata non avevamo ancora avuto modo di conoscere. Si tratta di veterani della subacquea e del Mar Rosso, tra loro in particolare Anna e Maurizio, affezionati dello Zabargad e del suo capitano. Finalmente arriva l’ora della tanto attesa prima immersione nelle calde e cristalline acque del Mar Rosso. Dopo un lauto pranzo e approfondendo ulteriormente la reciproca conoscenza, navighiamo verso Dolphin reef ove c’immergeremo per la seconda volta nella giornata. A proposito, dimenticavo di citare una persona di fondamentale importanza su questa barca: il “mitico” Andrea che con la sua calma e pazienza, sarà fondamentale per la buona riuscita della crociera. Andrea è un grande conoscitore dei fondali del Mar Rosso ove vive ormai da diversi anni e ottimamente integrato con i locali: praticamente un’egiziano. Lui che pur con i piedi scorticati e doloranti continua a scendere in acqua come se nulla fosse. Ormai la vita di bordo ha preso i suoi ritmi e noi perfettamente integrati con questi, trascorriamo queste prime giornate godendoci appieno le bellissime immersioni e le ore trascorse in barca tra riposini vari, qualche lettura e grasse risate con Hamam. Mercoledì giornata movimentata per approvvigionarci di cibo; pesce fresco naturalmente che Hamam cerca di pescare utilizzando un’esca viva. La cattura di quella che poi sarà l’esca è particolarmente lunga, nessun pesce vuole abboccare fino a quando, finalmente, uno sfortunato fuciliere decide che è arrivato il suo momento. Sarà una ottima esca da utilizzare per la cattura dei grossi pesci. Finalmente Hamam e Andrea partono in gommone e tutti noi a seguirli dallo Zabargad con trepidazione. Non trascorre molto tempo prima che il gommone rientri verso di noi con uno splendido esemplare di barracuda e qualche carangide i quali, dopo essere passati sotto le abili mani del cuoco Nur, finiscono direttamente sui nostri piatti. Tutto il tempo trascorso a stretto contatto con gli altri componenti del gruppo ci porta a socializzare sempre meglio e a condividere insieme la quotidianità. In fondo, la barca è un piccolo e stretto mondo dove devi creare un equilibrio vitale che permetta a tutti i presenti di vivere tranquilli e godersi le proprie vacanze. Sembra facile ma quattordici persone con teste e aspettative diverse, devono convivere in questo piccolo mondo galleggiante. La maggior parte di questi sono fotografi talmente innamorati della loto attrezzatura fotografica da trascorrere più tempo con le loro beneamate che con le proprie mogli. Il gruppo è composto tutto da italiani tranne due ragazzi di nazionalità belga particolarmente interessanti alle terminologie culinarie dei nostri piatti e soprattutto alla nostra cucina da loro molto apprezzata. Sorpresi nell’osservare a tavola le nostre concitate discussioni sul cibo. In fondo gli italiani sono forse l’unico popolo che anche quando mangia, parla di cibo. I due ragazzi sono due veri rambo della subacquea: sempre i primi ad immergersi e gli ultimi a uscire dall’acqua fino a raschiare il fondo della bombola, neanche a dirlo, anche loro fotografi come tutti gli altri. I non fotografi sono veramente pochi, tra questi, i sottoscritti e Tra i fotografi c’è anche Jilli, un simpatico “mattacchione milanese” patito oltre che di fotografia anche di uova alla coque che oggi per colazione ha tentato di spiegare al cuoco come andavano cucinate: risultato due uova sode che hanno causato la generale ilarità di tutto il gruppo e in particolare di Attilio altro fotografo vercellese particolarmente iellato. Partito dall’Italia con tre macchine fotografiche, è stato malamente abbandonato da queste. Per lui una crociera memorabile ovvero un disastro. C’è anche Dario, subacqueo di buone speranza il quale allieta le nostre immersioni con il costante beep beep del suo computer. Siamo tutti seduti a tavola ma dove sono finiti i nostri giovani amici belgi? in acqua naturalmente! Due veri pesci. Oggi giornata particolare a Dolphin reef, appena svegliati dopo una prima piccola colazione con maschera pinne e boccaglio ci siamo avventurati in mezzo al reef in compagnia di decine di delfini. Che spettacolo ragazzi! Purtroppo siamo già arrivati a venerdì, tutti i ragazzi dell’equipaggio ci hanno abbandonato per andare a trovare i loro amici a bordo di altre imbarcazioni mentre noi, aspettando di coricarci come tutte le altre sere, ci intratteniamo sotto le stelle con Andrea e Hamam ad ascoltare i loro racconti di vita da lupi di mare. E’ sabato e inizia purtroppo l’ultimo giorno di permanenza sullo Zabargad. Ci prepariamo per l’ultima immersione guidata dalla splendida divemaster Patrizia (che sarei io) che con il suo fiero scudiero Dante, formiamo una splendida coppia tanto da essere stati soprannominati dal resto del gruppo: Cip e Ciop . Ragazzi non ci crederete ma siamo riusciti a tornare alla barca, generando stupore e ilarità da parte di tutti gli altri. Con oggi finisce la nostra splendida vacanza sullo Zabargad. Ci porteremo sempre dietro il ricordo delle squillanti risate di Hamam e le sue storie oltre al sorriso e la simpatia di Andrea. Ciao a tutti e arrivederci sullo Zabargad.

Patrizia e Dante detti Cip & Ciop

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