Personaggi

Giacomo Rossi

Cosa dire di me? Beh, si può iniziare dalle mie origini tutt’altro che esotiche, dal momento che sono nato a Milano, dove ho sempre vissuto a parte l’esperienza universitaria a Pavia. Per mia fortuna i miei genitori avevano una casa in Liguria, e così i miei primi mesi di vita li ho trascorsi a farmi cullare dal rumore delle onde .Nato a Febbraio sotto il segno dei pesci, e con ascendente Cancro, non potevo che amare il mare al di sopra di ogni cosa. Il primo tuffo credo di averlo fatto poco dopo aver iniziato a camminare, e ancor oggi ricordo vivamente quanto mia madre doveva faticare per tirarmi fuori dall’acqua! Comunque, nonostante questo forte legame, la mia vita è sempre stata a Milano e dintorni. Scuole, università, lavoro. Cosa fare da grande è sempre stata la mia nemesi. Da piccolo sognavo di diventare veterinario e andare in Africa a curare gli animali. Poi la grande passione per il volo (devo avere qualche problema con la gravità!) e l’idea di iscrivermi in accademia aeronautica. Poi la scelta di laurearmi in ingegneria…ma perché non in biologia marina? Comunque…laurea in Ingegneria Elettronica, con un ottimo voto, e subito assunzione nel gruppo Pirelli, dove ho trascorso dieci anni entusiasmanti e di grande crescita. Tra un esame e l’altro ho deciso un giorno, e quasi per caso, di mettere la testa sott’acqua. Era il 1998 a Santa Marina di Camerota. Li ho avuto il battesimo dell’acqua, e da quel giorno non sono riuscito più a farne a meno! - Quella straordinaria sensazione di leggerezza e appartenenza al tutto - come dice Jacques Mayol, mi è entrata dentro e non mi ha più abbandonato! Acquisito l’Open e alcune belle immersioni nel Mediterraneo, un torrido luglio sono sbarcato all’aeroporto di Hurghada.
Il mare intorno all’isola di Giftun ha impresso a fuoco nel mio cuore l’amore per l’Egitto, e ho ancora vivo il ricordo di quando, alla prima immersione in Mar Rosso, girato un pinnacolo mi sono trovato circondato da un folto gruppo di pesci farfalla e ho iniziato a piangere dalla felicità.



Al Diving World di Hurghada ho acqisito l’Advance e ho imparato a non perdermi più! Poi ho pensato bene di aumentare il numero dei miei brevetti, tutti utilissimi come l’ice dive, river dive, dry suit, ecc…, tanto nel Logbook c’era spazio, ma soprattutto ho conseguito il brevetto di Divemaster dopo un anno bellissimo passato ad imparare i preziosi consigli di Remo Redaelli e Barbara Bruti. Tra un brevetto e l’altro passavo dalle parti di Sharm, per poi scoprire le bellezze della costa tra El Quseir e Marsa Alam, con una scappatella alle Maldive e relative indimenticabili immersioni. Ma il Mar Rosso rimaneva sempre dentro di me. Ogni volta che mi separavo da quei panorami e da quel mare, sentivo morire una parte di me. Mi scoprivo a fissare l’orizzonte tingersi di rosso al tramonto per minuti interminabili, quasi eterni, e ogni volta giuravo a quel mare che sarei tornato. Quel mare era oramai diventato la mia casa. A forza di cicatrici ho deciso che era arrivato il momento di fare il grande salto. Il mio lavoro, la mia casa, tutte le mie cose non erano ciò che desideravo veramente. Un solo attimo è stato risolutore. Mi trovavo sul Dream Voyager a Yanbu in Arabia Saudita, seduto a prua con lo sguardo rivolto vero il blu del mare che si fondeva con il cielo e lì ho capito che questa doveva diventare la mia nuova casa. Adriano, con me in barca credo lo abbia capito semplicemente guardandomi negli occhi. Tornato a Milano tutte le mie energie si erano concentrate solo per trasformare quel sogno in realtà. La cosa più emozionante è stata scrivere e consegnare la lettera di licenziamento; confine tra il mio passato e la mia nuova vita. Senza l’aiuto di Adriano e Massimo, con gli incoraggiamenti di Laura, Chiara e Monica, non ce l’avrei mai fatta, e a loro sarò eternamente grato per avermi permesso di concretizzare quel sogno. Ed eccomi qui ora, finalmente solo con la mia borsa da sub, costumi, magliette e pronto a condividere le tutte le emozioni che questo mare sa regalare con le persone che avrò il piacere di accompagnare sott’acqua; in quel mare sudanese così bello e a bordo di Sherazade. Su questa meravigliosa barca affiancherò Roberto Miotto, guida molto esperta e profondo conoscitore dei fondali sudanesi. E per chi, lontano circa quattromila chilometri dal Blu Sudan, volesse scoprire un po’ delle emozioni che vivrò, mi potrà trovare nel mondo virtuale di Facebook. Come riferimento sicuro per rintracciarmi potete usare la mia email: giaco.rossi@libero.it o recuperare il mio contatto direttamente dalla pagina della Compagnia.
Vi aspetto in Sudan, e su Facebook…ovviamente la prima opzione è decisamente più coinvolgente! “quando tornato su ti troverai a guardare la riva con lo stesso stupore di un pesce e subito dopo sentirai il desiderio di tornare giù, perché quello è il tuo mondo, allora capirai che ami davvero la tua nuova casa” (da Apnea di Piero Gaffuri)  

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