Diario di Bordo

Grande sorpresa dei Farasan Banks

Il blu del mare e del cielo, il bianco delle spiagge, i mille colori della barriera corallina, un vero eden quest'angolo di Mar Rosso fuori dalle rotte più battute. Siamo tra i reef dei Farasan Banks, al largo del porto di Al Lith, 250 km a sud di Jeddah, navigando in splendida solitudine su un mare straordinario per esplorare i siti di immersione di questa costa, solo di recente aperta al turismo subacqueo. Sono sdraiato sul ponte della nave, il corpo ancora inumidito dalle calde acque, sovrastato da un cielo blu profondo e cullato dal lento beccheggio della nave e dal canto dei delfini. Siamo ormeggiati al largo di Malathu, un piccolo lembo di terra vulcanica lungo qualche centinaio di metri e largo qualche decina. Sono appena ritornato alla barca dopo aver nuotato verso le candide spiagge superando una splendida barriera corallina. Unici abitanti dell'isola, su cui crescono solo bassi arbusti, sono numerose sule, dei rapidi granchi e le tartarughe marine, che vi vengono a deporre le uova. Queste minuscole isole vulcaniche sono meravigliose ma la loro bellezza fuori dall'acqua è solo una minuscola frazione di ciò che si può godere in questi luoghi.

Sott'acqua è un vero paradiso. Le immersioni alle Farasan sono straordinarie, l'ambiente marino è incontaminato: non un corallo rotto dalle pinne di un sub maldestro, non molesti rumori di barche di passaggio, solo natura, integra, splendida, multicolore, viva. Re di queste acque sono gli squali, se ne incontrano quasi ad ogni immersione, si raggiunge il punto dove spezza la corrente ed eccoli lì, pinna bianca, grigi e poi i più magici, gli squali martello. Creature eleganti, regali, ataviche, emozionanti quando ti vengono incontro, magari da un lato o, meglio ancora, risalendo dalle profondità.
Ma sarebbe sbagliato immergersi solo per cercare squali perché questi reef offrono innumerevoli opportunità. In un'immersione seguiamo un lungo e stretto plateau ricoperto da coralli uva, popolati da gamberetti, granchi, nudibranchi, e immersi in un turbinio di vita guizzante. Un'altra ci presenta uno scenario da fantascienza, pareti da cui si protendono immense gorgonie da cui pendono delle incredibili spugne, sembrano dei blob bianchi, gialli, rossi, viola, verdi, colati dall'alto e con le propaggini, simili a gocce, che oscillano mosse dalla corrente. Più avanti rimango estasiato ad osservare una gigantesca gorgonia su cui si sono posate innumerevoli spugne multicolore che, curiosamente, mi ricorda un albero per le preghiere buddista su cui siano state poste innumerevoli suppliche. Spesso si percorrono lunghi plateau solcati da sinuosi banchi di barracuda, i fondali pieni di trigoni maculati e, arrivati ai confini del blu si vedono grossi tonni e squali, di passaggio.
Un'altra immersione si conclude attorno ad una splendida torre di corallo così ricca di vita che passo quasi mezzora a girarci attorno a profondità diverse, ogni istante meravigliato dalle innumerevoli forme di vita, tra cui numerosissimi glass fish e pesci pagliaccio.
La compagnia è stupenda, per il secondo anno mi trovo a fare una crociera subacquea con gli amici del mio club sub e le risate, gli scherzi e le battute, miste a commenti su quanto visto sott'acqua e sulle immersioni future sono davvero piacevoli e aggiungono la dimensione calda dell'amicizia al viaggio. Ogni giorno tocchiamo due-tre siti di immersione diversi e la navigazione tra i vari reef e le minuscole isole è spesso allietata dalla vista di grandi branchi di tursiopi o di stenelle che balzano giocando tra le onde oppure da grosse tartarughe marine che si incontrano spesso anche in immersione.

I tramonti sono un magnifico turbinio di rossi, di arancioni e di gialli da godere fino all'ultimo prima di tuffarsi in interessanti immersioni notturne. Ogni sera infatti prima di cena è affascinante tuffarsi nelle oscure acque ed esplorare la seconda vita della barriera così diversa da quella diurna. I gigli sono spiegati, i ricci, e i più rari ricci matita, si aggirano in caccia sulle rocce, tante piccole creature bioluminescenti tra cui molti crostacei si lasciano osservare, grigie torpedini si aggirano sui fondali e, inoltre, guardano nelle crepe della barriera si scorgono numerosi pesci a riposo tra cui giganteschi pesci pappagallo con la gobba, piuttosto numerosi in queste acque, a differenza dei loro cugini più piccoli.
Dopo giorni di fantastiche immersioni purtroppo è ora di tornare in porto ma, sulla via del ritorno, questo splendido mare ci regala ancora la visita a una magnifica isola vulcanica disabitata con decine di piccole baie che gareggiano nei colori e nella bellezza e sopratutto, quando ormai mancano un paio d'ore al porto anche il fugace avvistamento di una balenottera.

Con curiosità affronto l'ultimo giorno di viaggio, con la visita a Jeddah. Si tratta di una moderna città con tre milioni di abitanti, una città multietnica particolare, che attira tutte le nazionalità dei paesi musulmani. Non è facile trovarsi per turismo in questi luoghi, invece frequentatissimi per l'hajji - il pellegrinaggio a La Mecca che ogni buon musulmano dovrebbe affrontare almeno una volta nella vita – certamente un'occasione da non perdere.
Il centro di Jeddah è una rivelazione, è un piccolo quartiere schiacciato tra moderni edifici ma è estremamente affascinante. Un souk che si incunea tra alte e sbilenche case di fango con le facciate adornate da splendide mashrabia, le finestre di legno finemente intarsiate da dietro cui tradizionalmente le donne osservavano la strada. E' un angolo di architettura tradizionale del Mar Rosso che si è miracolosamente conservato, forse ultimo esempio in questa zona. Le bancarelle del souk traboccano di datteri, spezie, souvenir religiosi, negozi di abiti tradizionali, tutto per una multicolore clientela locale in cui il bianco degli uomini fa da contrasto al nero prevalente delle donne con le occasioni spruzzate di colore di alte donne di origine africana o di floreali asiatiche. Nel fare acquisti, dopo aver cambiato un po' di euro in ryals – la valuta locale – sorseggio un gustosissimo frullato di datteri ed osservo l'affascinante vita del mercato.

Il resto di Jeddah è moderno ma non privo di fascino, alcuni grattacieli non stonerebbero affatto nelle più moderne città occidentali e le strade nei quartieri alla moda sono pulite e ordinate, affollate di auto moderne e lussuose. Ceniamo splendidamente in uno di questi quartieri osservando da una vetrata una immensa fontana dal lungo pennacchio di vapore acqueo – dicono sia la più alta del mondo con i suoi 180 metri – illuminata in modo suggestivo nella notte. Non sembra affatto di stare in un paese desertico.
Purtroppo è tempo di tornare, nel lungo volo notturno sogno di essere ancora immerso in queste acque meravigliose, una sensazione che rimarrà per sempre vivida nei miei ricordi.

Andrea Gaboardi

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