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Stretto di Gobal

Il tratto di mare compreso tra il paese di Hurghada e quello di Sharm el-Sheikh, viene denominato Stretto di Gobal; essendo situato appena oltre il Golfo di Suez costituisce, a causa dei suoi insidiosi reef, un temuto passaggio obbligato per tutte le imbarcazioni che discendono il Mar Rosso dal Canale di Suez.
Basti osservare la carta nautica per rendersi conto di come i banchi di corallo presenti in questo braccio di mare hanno da sempre costituito un serio pericolo per tutte le navi provenienti dal Mediterraneo o che cercavano di raggiungerlo.
Il maggior numero di relitti di tutto il Mar Rosso egiziano, si trova proprio qui nello Stretto di Gobal; in realtà, non si conosce con precisione il numero di navi e di vascelli affondati in queste acque che hanno da sempre costituito un'importante arteria per il commercio marittimo.
Muti testimoni di tragedie antiche e moderne, i relitti sono oggi una delle principali mete subacquee e queste navi affondate sono pagine di storia "congelate" sul fondo, ancora vive e leggibili. La stragrande maggioranza dei relitti sinora individuati nel Mar Rosso si trova a ridosso delle barriere coralline che per secoli sono state il terrore di marinai e naviganti; si tratta di scafi spesso sommersi da pochi metri d'acqua, che fanno la gioia di migliaia di subacquei.
Come sappiamo, le acque del Mar Rosso, come quelle del più familiare Mediterraneo, hanno rappresentato fin dall'antichità una delle principali vie di comunicazione e di scambio tra le diverse culture e civiltà che si sono sviluppate lungo le sponde del Nordafrica, del Medio Oriente e dell'Europa. Numerosi trattati e scritture dell'antico Egitto ci parlano di navigazione su semplici barche di marinai assai esperti di rotte e capaci di evitare, per quanto possibile, le insidie dei mari. Con la caduta dei Tolomei e il passaggio dell'Egitto in mani romane, le rotte del Mar Rosso furono ulteriormente potenziate. I Romani posero particolare attenzione alla creazione di una rete stradale e commerciale, che permettesse loro di controllare le attività delle province più lontane: venne così organizzata con maggiore efficienza la direttrice del Mar Rosso, mediante la creazione di nuovi porti sotto il controllo diretto dell'autorità romana. Fu probabilmente con l'imperatore Traiano che venne istituita la flotta del Mar Rosso, destinata a proteggere le rotte mercantili lungo questo mare. Ancora oggi si possono trovare, parzialmente nascoste dalla sabbia e dai coralli, le testimonianze di quei traffici, come le splendide anfore di Dolphin Reef o di Beacon Rock. L'attività commerciale lungo il Mar Rosso fu sempre molto intensa, anche in epoche precedenti l'apertura dell'odierno Canale di Suez. Prima dell’apertura del canale, le merci imbarcate sulle navi che provenivano dall'Oceano Indiano, raggiunta la costa nord del Golfo di Suez, venivano sbarcate per essere trasportate grazie ad interminabili carovane di cammelli fino alle sponde del Mediterraneo dove venivano nuovamente imbarcate per la loro destinazione finale. Con l'impulso dato dall'apertura del Canale di Suez, il 17 settembre 1869, il traffico navale aumentò considerevolmente e i maggiori fruitori di questa nuova rotta furono i vascelli della flotta commerciale britannica, in costante collegamento con le colonie del subcontinente indiano. I mitici porti di Bombay, Calcutta e Madras videro aumentare enormemente le proprie attività, grazie al risparmio di tempo che si poteva ottenere con la nuova rotta. Purtroppo, molti vascelli affondarono in queste acque e le loro strutture adagiate tra i coralli si sono trasformate in un ricettacolo di colori e di vita. Alcuni di questi relitti hanno conservato al loro interno parte degli arredi di bordo e del carico originario: consigliamo vivamente di non prelevare souvenir di alcun tipo, in modo che altri subacquei possano osservare, nel modo più completo e integro, le testimonianze della vita dell'equipaggio e l'aspetto originale delle navi.

 

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