Navi Sommerse

Faon

Località isola Mascali (Gibuti)
Distanza dalla Costa 13 miglia
Tipo Nave cargo
Nazionalità Egiziana
Cantiere Kieler Howaldtswwerke A.G. Kiel
Varo 1959
Data Affondamento 26 novembre 1974
Causa Affondamento falla in sala macchine
Lunghezza 120 metri
Larghezza 17 metri
Stazza sconosciuta
Propulsione motore
Motori sconosciuto
Eliche 2 x 4 pale
Posizione adagiato su murata sinistra su fondo sabbioso
Profondità minima e max. da 12 a 27 metri
Profondità max consigliata 27 metri
Visibilità da bassa a media
Corrente media probabilità
Difficoltà semplice
Esplorazione Interni non consigliata
Interesse Storico basso
Interesse Biologico medio
Interesse Scenografico medio
Ora migliore mattino – ore centrali
Notturna no
Snorkelling no

NAVE

Posizionato in mare aperto fuori dall’isola di Mascali, il relitto del Faon potrà essere individuato soltanto con l’ausilio del GPS, solo una piccola boa quasi invisibile indica il punto esatto in cui si trova il relitto. Da alcuni dati reperiti, sembra che la casa armatrice fosse la Orchard Reefer di Singapore. Costruita nel 1959 dai cantieri di Kieler Howaldtswwerke A.G. Kiel.


STORIA

Il giorno 22 novembre 1974, mentre la nave si trovava poco fuori Aden scoppiò un incendio in sala macchine. Al momento dell’incidente la nave, completamente vuota, era in navigazione da Jeddah per Singapore, i 27 uomini dell'equipaggio abbandonarono la nave a bordo delle lance di salvataggio e raggiunsero Gibuti il 25 novembre. Si tentò il suo recupero ma inutilmente e dopo 4 giorni il Faon affondò inesorabilmente.


PIANO IMMERSIONE

Una volta raggiunto il punto ci si tufferà nel blu seguendo la cima posizionata della boa per trovarsi a circa due terzi della nave da poppa. Nella prima parte della discesa il relitto non apparirà in quanto la ridottissima visibilità ci permetterà di individuare i primi segni soltanto dopo avere superato i -10 metri di profondità dopodichè magicamente cominceranno ad apparire le prime strutture. La nave è appoggiata sulla fiancata di sinistra e presenta una evidente spaccatura di fronte al castello di comando. Da qui ci si porterà nella zona di poppa da dove comincerà la scoperta del relitto su un fondale sabbioso a -27 metri. Osserveremo due delle 4 enormi pale che si stagliano verso l’alto mentre le altre 2 pale sono semisommerse nel fondo sabbioso. In corrispondenza dell’enorme timone tra le lamiere e le eliche è presente un ampio passaggio che conduce dalla parte opposta del relitto. Dopo avere osservato attentamente la zona poppiera e le mastodontiche eliche ci si riporta sul lato dei ponti che seguiremo tenendoli sulla nostra destra. La ridottissima visibilità non permetterà di avere una veduta generale del relitto pertanto ci si accontenterà di osservarlo a piccoli pezzi. A poppa è presente una enorme elica di rispetto fissata sul ponte. La nave è totalmente avvolta da miriadi di pesci in prevalenza banchi di fucilieri in mezzo ai quali nuotano pomachantus fasciatus, carangidi e platax. Ma la vera sorpresa saranno i branchi di lutianidi presenti ovunque ma soprattutto in corrispondenza dei 2 bighi posti, il primo dopo il castello di comando e il secondo a poca distanza dalla prua. Uno è appoggiato sulla sabbia mentre l’altro, quello verso prua si staglia nel blu ed è avvolto da una fitta concentrazione di pesci da aprirsi al nostro passaggio. Una scenografia davvero surreale se si considera la poca visibilità e il colore verdastro dell’acqua. La fitta presenza di corallo nero e di rami di gorgonie che hanno totalmente colonizzato tutta la parte del ponte, conferiscono a questa enorme nave un aspetto meno tragico. Una volta raggiunta la zona di prua ci porteremo a profondità meno elevate, intorno ai -15 metri per ripercorrere una buona parte del lungo ponte che ci permetterà di osservare più attentamente i piccoli dettaglii della nave ma, anche qui l’intensa presenza di pesce e in particolare di fucilieri che sembrano comparire dal nulla, ci lasceranno per l’ennesima volta senza parole. Terminato il tempo disponibile, andremo a ritrovare la cima per seguirla e riportarci sul punto dove si trovano i gommoni.

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