SpotStory

MINDORO fondali d'oro

Il periodo è denso, ricco di progetti che spingono a fare di più e a fare meglio, quindi va bene così anche se ogni tanto bisognerebbe avere la possibilità di fermarsi un attimo per ricordare e fissare nella memoria momenti indimenticabili come quelli che abbiamo trascorso nell'isola di Mindoro in Filippine. A volte il tempo è tiranno ed eccomi appena rientrato da Mindoro e già su un altro aereo, destinazione Sud Africa. Le tante ore di viaggio e il rumore dei motori riescono ad isolarmi abbastanza da permettere alla mia mente di tornare a qualche giorno fa, quando eravamo dall'altra parte del mondo a vivere un'esperienza ricca, come sono ricchi i meravigliosi reef che ci hanno ospitati.
Puerto Galera, isola di Minodoro, Filippine, ci ero stato nel 2008 e ci sono tornato accompagnato da tanti magnifici ricordi e la voglia di condividere nuove esperienze con i corsisti e compagni di viaggio, tutti accomunati dalla voglia di conoscere e sperimentare il significato della parola Biodiversità.


Tanti amici che con me hanno condiviso ormai migliaia di chilometri e tante ore di immersione, e tra loro uno "un pò speciale" con cui nel lontano 2005 ho realizzato la prima spedizione e che, dopo 10 anni, mi onora ancora della sua profonda amicizia.
Posso confermare che Puerto Galera ci ha regalato tanto mostrandoci generosamente reef corallini magnifici e poi quei fondali così strani dove a un certo punto l'occhio focalizza nel grigio della sabbia una miriade di bizzarre forme di vita.
Sia i neofiti che i più avvezzi a viaggiare nel famoso "coral triangle" hanno avuto la possibilità di stupirsi di fronte a tanta ricchezza, a volte celata in contesti dove non ci si aspetterebbe una concentrazione così elevata di biodiversità.
Con grande soddisfazione tutto questo stupore si trasforma in curiosità: curiosità nei confronti di queste comunità biologiche, curiosità nei confronti di cosa abbia portato questo remoto angolo di pianeta a diventare un immenso laboratorio di evoluzione a cielo aperto. Curiosità che spinge a seguire, nonostante l'afa e la stanchezza, le "lezioni di corso" che io e Angelo Mojetta portiamo avanti tra moltitudini di domande e l'entusiasmo dei corsisti.
Passano i giorni e si accumulano le foto, le curiosità e le esplorazioni di questa terra e questo mare così opulenti.

Intanto prende forma la certezza di avere avuto il privilegio di vivere in luoghi così affascinanti, e la responsabilità di raccontate a chiunque quanto sia delicato tutto questo e necessiti l'attenzione di ognuno di noi.
Il buon Carlo, nuovo amico incontrato in questo viaggio, aiuta i corsisti a migliorare la qualità delle foto e a superare i tipici inconvenianti che si riscontrano in un luogo dove spesso le cose semplici diventano complesse.
Quello che lascia stupefatti è come all'interno del gruppo si sia creata la magica atmosfera che ci permette di godere appieno di tutto ciò che si presenta ai nostri occhi e a ridere dei piccoli inconvenienti che non intaccano affatto la gioia di condividere tutti insieme questa esperienza di vita circondati da una natura rigogliosa; ognuno di noi sente la necessità e il bisogno di divulgarne il valore.
Il "finale col botto" ce lo riserva un'immersione notturna a dir poco euforica.
Il computer dice che siamo a soli 4 metri di profondità, e a questa profondità sono certo che non si soffre di narcosi d'azoto, quindi quello che si presenta davanti ai nostri occhi non è un sogno: centinaia di crostacei che ci osservano, cavallucci marini che fanno capolino tra ciuffi di fanerogame, aplisie seppioline nudibranchi e gasteropodi che solcano quella sabbia in cerca di cibo, e persino un "Hairy Frogfish" che se ne va a spasso quasi a fingersi un ciffo di alghe nella speranza che qualche piccola preda cada nella sua trappola di perfetto mimo.

70 minuti di immersione e uscire col pensiero che non è corretto fare aspettare gli altri in barca, 70 minuti di immersione e il pensiero che in quel posto ci sarei restato fino all'alba. Questo è solo l'ultimo dei ricordi della spedizione a Puerto Galera, talmente vividi che rimbombano più fragorosi del rumore dell'aereo.
Con questo ricordo spengo il PC. Con la mente stanca ma lucida inizio a pensare al prossimo viaggio a Puerto Galera. La certezza è che tra un anno preciso sarò ancora lì a rivivere tutte le emozioni che abbiamo provato in questa lunga e interminabile settimana.

Testo e foto di Emilio Mancuso

 

 

Esplora, Viaggia e Naviga con Noi