Diario di Bordo

Che bello il Mar Rosso fuori stagione

Il “Farouk II” naviga verso sud, cullato un po’ troppo rudemente dalle onde e dal vento teso di fine febbraio. Mentre cerco di bere il mio tè senza andare a gambe all’aria provo a immaginare la prima immersione nella zona di St. John; non mi ero mai spinto così vicino al confine meridionale dell’Egitto; sono curioso di vedere se Sha’ab Claudio e Dolphin Reef saranno all’altezza della loro fama. Dopo un’ora di altalena raggiungiamo Sha’ab Claudio; indossiamo le attrezzature subacquee e ci tuffiamo. La visibilità è eccezionale, ci avviciniamo al reef e subito Gaetano, la nostra esperta guida subacquea, ci indica l’ingresso di una larga grotta sui 10 m. Percorriamo qualche metro nella semioscurità, poi la scena che ci si presenta è grandiosa: una camera della larghezza di una ventina di metri e altrettanto profonda prende luce da ampie spaccature nella volta superiore; dopo avere attraversato gorgonie e grandi alcionari, la luce si riflette sul fondale di sabbia bianca. Sono preso da un sentimento di rispetto, sembra veramente una cattedrale sommersa! Proseguiamo l’esplorazione dei meandri del reef, passando da una camera all’altra e attraversando corridoi invasi dalla luce e dai colori degli alcionari. Grossi trigoni maculati riposano sul fondo, e non manca neanche un piccolo squalo pinnabianca adagiato sulla sabbia, immobile, illuminato dai raggi del sole di metà mattina. Ci fermiamo incantati a osservarlo, e solo dopo qualche minuto si degna di spostarsi. Usciamo dal labirinto dopo più di un’ora e ci dirigiamo verso la barca; senza saperlo stiamo pensando tutti la stessa cosa: abbiamo vissuto uno spettacolo che non dimenticheremo. Nei giorni successivi esploriamo i siti migliori di St. John, tutti caratterizzati da una visibilità eccezionale, una grande quantità di coralli duri e molli assolutamente intatti, e una straordinaria varietà di pesci, soprattutto nei primi metri di profondità. Il quarto giorno arriviamo a Dolphin Reef, una grande formazione corallina a forma di ferro di cavallo; vista dall’alto della barca la laguna interna è incantevole, l’acqua cristallina dalle mille tonalità di azzurro non ha nulla da invidiare a quella dei luoghi più celebrati del mondo. Decine di delfini nuotano e saltano davanti alla prua della nostra barca, come a voler giustificare il nome di questo luogo.  Il primo tuffo è dedicato ad alcune anfore di epoca romana che giacciono a pochi metri, perfettamente visibili sulla sabbia. Tuttavia non riesco a godere dell’escursione, ho in testa un’idea fissa: i delfini! Finalmente il gommone ci porta vicini al gruppo dei tursiopi: in un attimo siamo in acqua, ascoltiamo il loro canto e cerchiamo di scorgere le loro sagome eleganti. Vedo una pinna affiorare, venti pinne, eccoli! Nuoto verso il branco, e improvvisamente me li trovo vicini; sono accanto a me, sotto di me, e mentre nuotano veloci e saltano fuori dall’acqua li guardo rapito. Poi, dopo un tempo che mi sembra infinito, mi ricordo di respirare... Dedico le ultime immersioni all’osservazione dei piccoli abitanti del reef: gli anthias con il loro harem di femmine, le numerosissime famiglie di pesce pagliaccio ospitate dagli anemoni, i nudibranchi e i mille altri animali dalle forme e colori più diversi e sorprendenti.

La crociera è finita, ci congediamo da Gaetano e saliamo sul pulmino che ci riporterà a Hurghada dopo 450 km di strada tra il mare e il deserto. Mi resteranno ancora per molto tempo negli occhi e nel cuore le grotte, gli squali, i delfini...

In due parole: St. John!

Yuri Bautta

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