Diario di Bordo

Pensieri all'orizzonte

Ancora poche ore e saremo in sala conferenze all'Acquario Civico di Milano a fare il resoconto della  Whale Shark Expedition 2015 di Djibouti.
Mentre son qui a sistemare video e foto, riaffiorano i ricordi di questo fantastico viaggio, denso di emozioni, di ricordi e di affetti. Non tornavo a Djibouti dal 2012; lo avevo lasciato con un felice “arrivederci” per scoprire poche settimane dopo che, per il più triste dei motivi, forse tutto era finito quel giorno. Forse su Djibouti avremmo dovuto metterci una pietra sopra.
Sono trascorsi invece tre anni, quasi non ci speravo più, anche se il pensiero sempre più spesso tornava alle spedizioni in quella terra così lontana e misteriosa.


Eccoci a bordo di Elegante grazie all'impegno degli amici che ci hanno creduto e che hanno ricostruito la possibilità per noi e tutti i nostri compagni di viaggio di tornare in quel luogo magico.
Abbiamo detto addio al Boreas, e ritroviamo in porto l'Elegante ad aspettarci, col suo corpo di legno e quel suo cuore grande composto dallo splendido equipaggio che ci accoglie e ci trasforma subito in un gruppo di amici pronti per questa nuova avventura. Stiamo ripartendo proprio da docve avevamo iniziato otto anni prima. Infatti la prima spedizione a Djibouti fu proprio nel lontano 2007 a bordo di Elegante. Strana la vita!
Giusto il tempo di sostituire il piumino con la muta, e siamo già a fare la check dive alle isole Mucha; poco dopo la prua puntata verso Ras Eiro. Ci dirigiamo dove speriamo di trovare gli squali balena ad aspettarci; loro che più di ogni immersione sono il vero motivo di questa spedizione.


Ammirarli, affascinarci davanti a loro, rimanere senza fiato ma soprattutto imparare a conoscerli sempre di più e rimettere in pista quel bellissimo progetto di Citizen Science che dal 2007 ci vede impegnati proprio in queste acque. Ecco i principali motivi per cui ci troviamo qui.
Tutte le nostre speranze non vengono disattese, si salta sugli zodiac e da Ras Eiro puntiamo verso Arta Plage pronti, attrezzati e con quel battito accelerato a ricordare che, se anche fuori dall'acqua si ostenta serenità e sicurezza, dentro di noi una punta di meravigliosa ansia da aspettativa occupa i nostri pensieri.
Anche perché di ricordi ce ne sono davvero tanti: i magnifici momenti passati con i pacifici giganti, l'incontro con i buffissimi granchi planctofagi che però oggi non si vedono galleggiare in queste acque che mi ricordavo verdi di denso plancton e, ora che ci siamo sopra mi sembrano fin troppo blu.
Ogni istante con il motore al minimo, gli occhi all'orizzonte e il battito al massimo. Attimi che sembrano infiniti ma vengono presto interrotti dalla gioia della prima pinna che rompe la superficie e che ci ricorda che è tempo di ritornare in acqua con i nostri pacifici giganti.
Il motivo principale è quello di riprendere il progetto di Citizen Science, proseguendo il lavoro di foto-identificazione e raccolta dati.
Penso che starò a Gibuti tre settimane, che non ci torno da tre anni e allora decido che il progetto può attendere il prossimo tuffo, e che questo primo è tutto dedicato alla gioia dell'incontro, del ritorno e dell'emozione di condividere questa porzione di mare con le creature tanto amate.
Quattro scatti per tarare le macchine, un paio di immersioni per goderci anche il resto della natura sommersa che Djibouti ha da offrirci, e ritornare in cerca dei nostri amici a macchie bianche; qualcuno decide di allungare il tempo e rimanere ancora in “modalità emozione”, non faccio fatica a condividere il motivo. Per me invece e per chi mi sta aiutando attivamente è arrivato il momento di tararsi sul lavoro.


E' così che passano i giorni, sempre più veloci di quanto si immagini, tra immersioni, sistemazione dei dati raccolti e piacevolissimi momenti di confronto, informazioni e approfondimenti su questo universo così fragile chiamato Squalo Balena.
I giorni passano rapidi, si accumulano i ricordi e si avvicendano gli equipaggi di corsisti; quelli nuovi che speri di rivedere e i vecchi amici con cui fa sempre piacere condividere del tempo insieme, e poi quegli affetti speciali che rendono ancora più densa e profonda questa spedizione.
Le tre settimane che sembravano all'inizio un tempo infinito, sono passate troppo veloci anche se mi sembra di essere rimasto a Djibouti un tempo lunghissimo.
E' giunto il momento di riordinare tutto il materiale prodotto in questo periodo, mettere ordine tra le centinaia di foto e dati raccolti e per finire bisogna anche preparare i bagagli.
E' tempo di tornare a casa e pensare a preparare un altro ciclo di spedizioni a Djibouti che ci aiuteranno a conoscere sempre di più e sempre meglio le magnifiche creature e il loro rapporto sempre più fragile col mondo degli umani.
Un abbraccio grande all'equipaggio, a questa nuova famiglia che sono felice di aver incontrato, uno sguardo all'orizzonte per fissare bene nella memoria l'atmosfera magica di questo luogo.


E' in questo ultimo sguardo che avrei voluto rivedere la sagoma di un caro amico che ha caratterizzato le nostre ultime spedizioni passate a Djibuoti... mi spiace tanto Maurizio che quella sagoma sia sfumata nel blu profondo del mare che anche tu hai sempre amato, ma sorrido perchè sono sicuro che in quel blu profondo i nostri giganti a macchie bianche ti abbiano trovato per portarti a vagare per gli oceani.
Mi spiace che non ci rivedremo a Djibouti, ma stai tranquillo che ci prenderemo noi cura dei tuoi squali balena.

Testo e Foto Emilio Mancuso

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