Biologia Marina

NAPOLEONE

Biologia
Il nome Cheilinus undulatus  forse vi dirà molto poco, anche se il pesce Napoleone (ecco svelato chi si cela dietro al nome scientifico), è uno dei pesci più famosi e facilmente riconoscibili nei fondali del Mar Rosso. Lungo fino a 2 metri e mezzo, anche se purtroppo i grossi esemplari negli anni sono diventati sempre meno frequenti, ha un corpo robusto ma compresso tra i fianchi e ricoperto di grosse scaglie simili a decorazioni.Il Napoleone ha bocca protrattile che termina con labbra tozze e molto pronunciate. In fondo alla bocca, anche se difficili da vedere, sono presenti grossi "molari" che gli permettono di rompere conchiglie anche grosse per poi nutrirsi dei loro suoi molluschi.

Profondità
Gli esemplari giovani dei pesci Napoleone, solitamente si incontrano nei primi piani del reef o all'imboccatura delle lagune, dove le loro dimensioni ridotte e il carattere diffidente, gli permettono di tenersi distanti da potenziali predatori. Gli esemplari adulti si possono invece osservare nelle grosse pass o lungo i pendii del reef fino ai 60-80metri di profondità.

Curiosità
La prima cosa che lascia stupidi è che questo pescione, che si dice possa superare i 2 metri di lunghezza e i 150 chilogrammi di peso, è in realtà un comunissimo labride. Per la verità, il labride più grande esistente al mondo. Tra le circa 500 specie di labridi conosciuti, il Napoleone fa parte di quel gruppo chiamato "labdridi splendenti". La prossima volta che lo incontrerete noterete che a discapito delle sue dimensioni, anche lui come tutti i labridi, nuota da bravo pesce manovriero utilizzando le pinne pettorali come fossero ali di uccello.
L‘elemento più rappresentativo di questo pesce è la grossa protuberanza presente sulla sua fronte, che aumenta in proporzione all’invecchiamento dell’animale.
Negli esemplari più giovani, che presentano anche una livrea più tenue e due strisce diagonali nella zona degli occhi, la protuberanza è appena abbozzata tanto da confonderlo con altri labridi splendenti, come ad esempio un grosso esemplare di Epibulus insidiator.

Avvicinamento e Osservazione
Sia gli adulti che i giovani hanno un comportamento tendenzialmente schivo e sospettoso nei nostri confronti. Infatti, di fronte ad un avvicinamento rapido e frontale o proveniente dall'alto, classico tentivo di sottomissione che viene operato dai predatori; il Napoleone
con "apparente" calma o con agilità quasi inaspettata, svicolerà rapidamente per allontanarsi, tradito da rapidi movimenti dei suoi occhi sporgenti. Un approccio lento e rispettoso nei suoi confronti vi permetterà invece di godere di tutta la sua simpatia oltre che lasciarvi stupiti quando, con un solo sbadiglio vi svelerà le impressionanti dimensioni della sua enorme bocca da labride.

Fotografare
E‘ il pesce Napoleone oppure il pagliaccio il pesce simbolo del Mar Rosso? Chi lo può dire, certamente possiamo affermare che il Napoleone è tra i pesci più curiosi che si possano incontrare nei fondali di questo mare. Imbattersi in un pesce Napoleone non è certo complicato data la sua presenza quasi costante ad ogni immersione, ma fotografarlo bene è sicuramente più impegnativo. La sua livrea dalle tinte verdastri ha la peculiarità di assorbire la luce e poi il fatto che viva prevalentemente in quello spazio di mare a cavallo tra il blu e il reef, fa si che sia abbastanza difficile collocarlo in un contesto scenografico più ampio. Queste due condizioni determinano che troppo spesso il nostro pesce venga fotografato scuro e solitario nel blu. La classica foto che sarebbe meglio evitare di fare. Per cercare di non incorrere in questi problemi sarà importante fare in modo che: il soggetto si avvicini il più possibile al nostro obiettivo, quindi lasciare poco spazio al blu circostante. Il problema della luminosità lo risloveremo posizionandoci con il sole alle spalle così che il pesce risulti ben illuminato dai raggi luminosi. L’uso corretto dei flash vi permetterà di fare risaltare maggiormente la sua livrea verde, ma fate molta attenzione che il colpo di luce copra interamente la sagoma se no rischierete di avere una zona illuminata e una scura. Non abbiate fretta di scattare ma al contrario cercate di attirare la sua attenzione e curiosità; a quel punto sarà lui che, dopo qualche giro intorno a voi, deciderà di avvicinarsi ad osservarvi. In quel momento il pesce sarà a vostra totale disposizione, fino a quando lo deciderà lui naturalmente. Evitando di fare movimenti troppo bruschi, inizierete a fotografarlo ricordandovi sempre di tenere il sole alle vostre spalle oppure, potrete sfruttarre il controluce cercando di bilanciare il colpo di flash con la luce esterna.
La scelta dell’obiettivo sarà una decisione che riguarderà soltanto voi anche se, l’uso di un grandangolo di media focale può essere il compromesso migliore.
Non siate precipitosi ma dedicate un po‘ di tempo al vostro soggetto, solo così potrete ottenere una immagine di qualità. Dopo avere realizzato il primo scatto controllate che sia esposta correttamente e che la foto sia di vostro gradimento; in caso contrario insistete fino a quando non sarete pienamente soddisfatti.
Una corretta esposizione è il segreto di una bella immagine. Non pensate mai che la soluzione sia quella di correggere in post produzione ma fate in modo che il vostro scatto si corretto in tutti i suoi punti.

 

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