Diario di Bordo

Mangrovieto di Wadi Lahami

Un seme galleggia confuso tra foglie e arbusti. Presto attecchirà sul fondale paludoso e poi sboccerà per presentare alla luce la sua minuscola pianta.


Centinaia, migliaia e poi milioni di radici sempre più fitte si eleveranno dal fondo per spuntare verso il cielo come lance appuntite. Ognuna di loro si coprirà di nuove foglie e diventerà una pianta, mille piante, un milione di piante. E' nato il mangrovieto.
Seguirà il suo ciclo vitale durante il quale avrà la funzione di proteggere, di alimentare, di ossigenare la vita marina che si è concentrata intorno ad essa.

Un giorno lontano anche lei invecchierà, seccherà e si trasformerà in un enorme arbusto ricoperto da lunghi rami secchi dalla scorza bianca per poi adagiarsi sulla superficie come un vecchio dinosauro stanco.
Trascorrerà il resto del suo tempo ad osservare la magia che giorno dopo giorno continuerà a riprodursi intorno a lui.

Da quel seme galleggiante è nato il mangrovieto, una foresta inarrestabile, una macchia verde tra il blu del mare e l’ocra della terra. Isole felici condivise da animali marini e innumerevoli specie di volatili.

Il ciclo della vita del mangrovieto è semplice ma al tempo stesso straordinario; basti pensare quale miracolo è stato capace di generare quel piccolo seme galleggiante.

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