Diario di Bordo

Fratelli tra 2 continenti

Tutt'intorno una distesa blu che si perde all'infinito mentre la prua fende le onde con movimento ritmico e costante.
Una goccia in mezzo all'oceano, un guscio che galleggia in balia delle forze del mare.
Il faro delle isole Brothers è una linea verticale, troppo lieve da percepire.
Il capitano che ha occhi lunghi, lo ha già puntato da diverso tempo, ma i comuni mortali hanno percezioni diverse delle distanze in mezzo al mare.
Il guscio prosegue imperterrito lungo quella rotta che una volta veniva navigata seguendo le stelle.


Un ombra poco definita si materializza all'orizzonte.
Il faro prende forma miglio dopo miglio e le distanze sembrano accorciarsi.
Compaiono uno ad uno segnali confusi, utili a comporre quel microscopico mondo solitario, posto tra due continenti.
La grande isola è ora un segno definito come il faro che poggia sulla sua superficie.
Il vecchio pontile semi diroccato traballa ma sopravvive alle intemperie del mare.
La piccola isola si affaccia timida alle spalle della Big Brother.

Un gruppo di delfini scivola a prua.
Uno stormo di rondini di mare ci accompagna all'ormeggio.

Siamo soli, abbracciati da un mondo promordiale, cullati dalle onde.
La limpidezza dell'acqua lascia trasparire possenti forme coralline che sembrano sorreggere la grande isola.

Finalmente le isole Brothers, dalle cui acque si raccontava uscissero squali a bocca spalancata.
Finalmente le isole Brothers, protagoniste di leggende perse nel tempo.

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