Diario di Bordo

Levanzo Atto Secondo

Sabato 1 agosto sveglia alle 2,30 e dopo un po' siamo in aeroporto. Dopo il caos degli scorsi giorni, oggi Fiumicino è tranquillo e dopo 4 ore di volo atterriamo a Marsa Alam.
Siamo i primi a salire sul Voyager e prendiamo possesso della barca. Bella, molto comoda, peccato non averla avuta anche in Sudan come da programma. Equipaggio e comandante già noti ed impeccabili.
Il gruppo dei milanesi arriva poco dopo e tutti gli altri in tarda serata. Nel pomeriggio ci raggiunge Hamam e poi in tarda serata Sergio Anderson, le nostre guide. Ormai sono amici da molto tempo ed è bello andare sott'acqua con persone affiatate, conservando la propria autonomia ed il proprio modo di immergersi. Nella notte arriva anche Massimo della Compagnia del Mar Rosso.
Al tramonto passa sopra le nostre teste la stazione spaziale internazionale, bello ed emozionante spettacolo.
Domenica 2 agosto immersione di ambientamento a Marsa Shouna, incontriamo un  bell’esemplare di pesce coccodrillo e poi, motori accesi e prua puntata verso Daedalus.
Lunedì 3 agosto prima immersione sulla punta nord con mare calmo e poca corrente. Un grosso martello si avvicina mentre più lontano intravvediamo il banco e sul finire dell’immersione ci troviamo di fronte ad una grande manta che da pochi metri di profondità si inabissa proprio davanti a noi facendo la classica giravolta che lascia tutti senza fiato.
Seconda immersione sempre a punta nord dove incontriamo un ricco branco di barracuda e i soliti martello che girano nel blu. Terza immersione finalmente il branco di una quindicina di martelli che nuotano vicini a ridosso della parete. Come se non bastasse ecco comparire la splendida sagoma dello squalo volpe.


Martedì 4 agosto durante la prima immersione ci imbattiamo in un Carcharhinus Plumbeus che risale nervoso dagli abissi a fauci spalancate con l'evidente intenzione di fare colazione con Sergio che si protegge con una delle due bombole fino a quando lo squalo finalmente desiste. Finalmente possiamo dedicare il tempo alla visione del branco di martello. Seconda immersione ancora martelli tranquilli che si lasciano avvicinare. La terza immersione la effettuiamo sul pianoro sud dove incontriamo ancora uno squalo volpe che nuota lungo la caduta e poi sul pianoro uno splendido esemplare di pesce pietra.
Mercoledì 5 agosto ripetiamo per l’ennesima volta la punta nord senza mai stancarci perché sappiamo bene quali emozioni regala questa immersione. Infatti questa volta entriamo nel banco dei martelli, molto curiosi. Subito dopo la terza immersione puntiamo la rotta verso Zabargad con una accostata verso costa all'altezza del porto di Hamata che raggiungiamo in serata per imbarcare lo starter di uno dei generatori andato in avaria. Fortunatamente c'è il secondo ma meglio ripristinare la ridondanza avendone la possibilità senza variare il programma.
Giovedì 6 agosto ci svegliamo a Rocky Island, una splendida visione mattutina.
La prima immersione è sulla punta sud dove ci imbattiamo in un martello solitario che risale tranquillo dalle profondità, gironzola sul pianoro prima di sparire nuovamente nel nulla ma le sorprese non finiscono qui; mentre stiamo concludendo l’immersione incrociamo un gruppo di sette tursiopi che ci passano accanto.
Nella seconda immersione sulla punta nord ci imbattiamo in un grosso esemplare di albimarginatus che evidenzia le classiche punte delle sue pinne bordate di bianco. Come ormai da programma, la terza immersione sarà tra gli affascinanti cunicoli di Zabargad sud ovest. Nel corso della notturna incontriamo una tartaruga che improvvisamente, pur essendo su una rotta parallela, decide di investirmi senza alcuna provocazione e necessità. E poi parlano male degli squali.

Venerdì 7 agosto Nuovamente a Rocky punta sud dove ritroviamo i nostri amici tursiopi e due belle tartarughe una delle quali mentre mangiava un alcionario. Seconda immersione punta sud una tartaruga. Terza immersione a Zabargad sud est con una tartaruga gigantesca con un contrassegno sulla zampa.
Subito dopo l’immersione salpiamo verso la frontiera sudanese ad Elba reef, tagliato in due dal ventiduesimo parallelo. Obiettivo principale tornare ad immergersi sul relitto del Levanzo dopo due anni.

Sabato 8 agosto dopo una notte di navigazione e qualche onda anomala che fa sbandare la barca e finire me sul pavimento, ci svegliamo in Sudan, estremo nord. Facciamo le prime due immersioni sul relitto del Levanzo. Ci accolgono una tartaruga ed un carosello di grossi carangidi. Il relitto, poco visitato a causa della posizione vicino al confine politico tra i due paesi, è sempre molto bello e scenografico con i suoi due tronconi, uno dei quali divenuto un reef artificiale e l'altro adagiato lungo la parete fino a raggiungere con la prua il fondo a 70 metri. Filmiamo completamente gli esterni e qualcosa dell'interno.
Dopo la seconda immersione e prima che i sudanesi possano recriminare sullo sconfinamento, rientriamo in Egitto facendo rotta verso nord. Appena in tempo perché una scalcinata motovedetta della marina sudanese tenta invano di intercettarci ma non è abbastanza veloce per raggiungerci. Dopo più di un ora di inseguimento, riusciamo finalmente a seminarli e a tirare un sospiro di sollievo. Siamo liberi e siamo nuovamente in Egitto. Non sapremo mai se volevano solo salutare ma poco importa.

Domenica 9 agosto prima immersione nei reef di Horob dove ci imbattiamo in una colonia di anguille giardiniere e tanti pesci balestra. Ci spostiamo poi ad Abu Fendera dove facciamo la seconda immersione sugli Habili pieni di vita con gorgonie, pesci falco e tantissimo altro pesco. La terza immersione sulla “famosa Fasma (canale) che ci godiamo in tutta la sua bellezza.
Lunedì 10 agosto dopo una navigata decisamente impegnativa per via delle condizioni del mare ci svegliamo a Saint John per la precisione a Small Gotha, il mare è un po' mosso. Immersione da urlo. Un albimarginatus vicinissimo e ripreso bene nonostante la profondità, circa 50 metri, un pinna bianca, un polpo, gorgonie, alcionari fino a 5 metri ed una grossa tartaruga che mangiava incurante di noi. Seconda immersione stesso posto. Un pinna bianca e nudibranchi in accoppiamento. Terza immersione Big Ghota dove riceviamo la visita di un Albimarginatus che arriva fin sotto la barca appoggiandosi alla scaletta. Ovviamente notturna saltata anche se a malincuore.
Martedì 11 agosto prima immersione stesso posto del giorno precedente ma nessun avvistamento di rilievo. In navigazione Massimo, tentando di immortalare a prua le onde, viene sommerso da una di queste, fortunatamente nessun danno. Seconda immersione a Paradise reef. Bei coralli duri. Terza immersione a Umm Kararim con i suoi cunicoli ed un grosso pesce napoleone che si intrattiene con i subacquei sfiorandoli e giocando con le bolle.
Il vento non molla e noi navighiamo imperterriti verso nord accostandoci al capo di Ras Banas e pernottiamo a Sha'ab Osama dove facciamo la notturna. Bella parete profonda ricca di vita con alcionari multicolori fino a 3 metri, crinoidi, gamberetti e tanto altro.
Mercoledi 12 agosto prima immersione nello stesso posto. Un volpe abbastanza profondo ed irraggiungibile ma ben visibile sul fondale sabbioso. Seconda immersione a Sha'ab Claudio sul versante esterno con molti banchi di pesce. Terza immersione sul relitto della barca a vela di Abu Galawa.

Giovedì 13 agosto ci svegliamo a Elphinstone. Prima immersione punta nord, tanto pesce ma niente squali, la corrente è trasversale al pianoro verso il largo. Comunque bellissime pareti. Seconda immersione sotto l'arco a sud e la pietra dell'elfo. Terza immersione lungo la parete ovest. Andando via ci salutano un gruppo di grossi tursiopi. Ormai siamo agli sgoccioli, e ci stiamo avvicinando a Marsa Ghaleb. La notte la trascorriamo a Marsa Shouna dove ci immergiamo per l’ultima notturna: tanti pesci istrice, nudibranchi, tartaruga e tanto tanto altro.

Siamo giunti a Venerdì 14 agosto, ultimo giorno di questo bellissimo viaggio. Chiudiamo in bellezza con squalo chitarra e ... dugongo.
Ancora una volta abbiamo affermato la solidità di questo splendido gruppo di amici che dopo due anni è riuscito a portare a termine il lavoro di ricerca sul relitto del Levanzo ma soprattutto, a vivere insieme l’ennesima meravigliosa avventura.

Testo di Emme Foto di Massimo Bicciato

 

 

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