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NUVOLE E DRAGHI A KOMODO

Un cielo infuocato che modifica connotati attimo dopo attimo.

Neppure il tempo di fissare una nuvola ed eccola materializzarsi sotto nuove forme.

L'immaginazione spazia senza limiti di fronte a questa magia, così tanto da sembrare semplicemente surreale.

Nuvole che assumono fisionomie ben definite.

Il paesaggio primordiale di questo angolo di pianeta ci conferma che tutto ciò è possibile solo perchè siamo fuori dalla realtà, catapultati magicamente in un mondo fantastico dove forse, è davvero credibile che una nuvola possa assumere le sembianze e poi materializzarsi in un drago che si aggira silenzioso, acquattandosi tra le sterpaglie della foresta, mentre bufali, scimmie e altri animali diventeranno presto le sue vittime sacrificali.

Il drago ha forma e sembianze primordiali, rivestito da scaglie aguzze che costituiscono la sua corazza, una lunga coda e lingua biforcuta che estende in presenza di un pericolo.

Si muove con andatura apparentemente lenta ma in realtà è molto veloce e non deve essere stimolato all'attacco.

Emette versi simili a soffi che si mescolano al brusio del vento.

Il drago di Komodo può nascondersi ovunque. Cammino in una foresta circondato da alberi dai quali pendono lunghe file di liane; immerso in una natura selvaggia fitta all'inverosimile, mentre nell'aria la dolce melodia del canto degli uccelli mi accompagna alla scoperta di questo paradiso dove, una volta tanto, la natura è assoluta padrona.

Ha piovuto abbondantemente nei giorni precedenti e questo non aiuta nella sua ricerca.

I corsi d'acqua che incontro lungo il cammino sono habitat di grandi bufali, mentre sulle cime degli alberi una famiglia di scimmie dispettose mi prende di mira lanciando bacche.

Il ranger cammina davanti a me con passo deciso ed occhi ben aperti, nella speranza di imbattersi nell'animale senza mai separarsi dal suo fido bastone, necessario per tenere a distanza di sicurezza il famigerato varano.

Non sarà semplice incontrarlo per via delle piogge che hanno disperso gli animali in tutta la vastità dell'isola, a differenza delle giornate aride durante le quali il drago tende ad avvicinarsi ai corsi d'acqua.

Ma non dispero e cammino; cammino tanto da sentirmi un po' Indiana Jones, un po' avventuriero e un po' esploratore.

Il dragone latita o forse si trova nascosto tra i fili d'erba.

Percepisco nettamente la sua presenza.

Sento i suoi occhi puntati.

Quando, ormai certo che questa giornata non mi riserverà il grande incontro, all'ombra di un tamarindo compare la sua sagoma acquattata e silenziosa.

Cosa potrà mai passare per la mente di questo meraviglioso e inquietante animale preistorico che mi osserva con fare quasi disinteressato, mentre mi blocco di colpo e istintivamente faccio un balzo indietro.

Apparentemente fin troppo innocuo, ma per questo si deve diffidare e fare molta attenzione.

Il ranger continua ad allertarmi sulla sua pericolosità ma io mi avvicino incurante di qualsiasi raccomandazione.

L'animale emette curiosi sbuffi, si solleva con fare lento e inizia a muovere le buffe zampe prima di scomparire nell'immensità della foresta. Sollevo la testa verso il cielo e la nuvola ha mutato la sua forma: il grande drago che soffiava nel vento non esiste più.

Mi ritrovo immerso nella foresta dell'isola di Rinca, capace di esaudire il desiderio ancestrale di farmi incontrare il drago preistorico di Komodo.

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